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Alice Cooper @Atlantico Live, Roma (testo e foto di Stefano D’Offizi)

Al secolo, Vincent Damon Furnier, classe 1948 ed un’energia capace di coinvolgere il Popolo del Rock fin dalla sua primissima apparizione targata 1969 con Pretties for You, ebbene torna a calcare il palcoscenico romano, stavolta all’Atlantico, per presentare il suo ultimo disco, Welcome 2 my nightmare. Un personaggio del tutto fuori dal normale, il primo ad aver vestito i panni del Principe delle Tenebre, sfoggiando un look che verrà successivamente ripreso dai vari King Diamond, Kiss, lo stesso Osbourne, e solo molto più tardi Marilyn Manson. Alice Cooper, finalmente è tornato, ed il pubblico romano ha risposto alla grande, quasi riempiendo completamente la platea dell’Atlantico. Aprono la serata gli scalmanati The Treatment, provengono dal Regno Unito e sono tutti molto giovani, ma non per questo acerbi. Affrontano il loro pubblico con ferocia, Headbanging vecchia maniera e corse per tutto il perimetro del palco, uno spettacolo visivo degno dei primi Guns N’Roses e perchè no, dei Motley Crue. Il sound è in effetti particolarmente ispirato ad un solido Hard Rock di formula vincente, ottime chitarre che si sposano perfettamente alla sessione ritmica, e ben completato da una buona voce squillante. Da tenere in considerazione la giovanissima età e l’estro della loro prima chitarra, che spicca con assoli molto interessanti sul resto della band, forse un tantino più acerba. Ottima cornice ed ottima risposta del Popolo del Rock, che li acclama e li incoraggia energicamente, forse anche speranzosi di avere una nuova icona per i fan del futuro. Al termine, solito lancio di plettri e bacchette, quindi viene issato un telo che copre tutto il palco, dietro il quale viene montata la scenografia per il prossimo attesissimo artista. Le luci si spengono, e la splendida voce di Vincent Price, ricordato sopratutto per la sua dizione perfetta, introduce quello che dopo pochi sencondi, diventerà uno degli show più divertenti del Rock. Il telo viene strappato dall’interno del palco, e le note di The Black Widow, accompagnano Cooper che dall’alto della sua torre, solleva le braccia, sia vere che finte. Imbragato in una veste di scena, il Principe delle Tenebre ha delle zampe di ragno che si muovono assieme quelle umane, donando così l’immagine di una vera e propria vedova nera. L’energia di un tempo non sembra affatto aver lasciato il corpo di Cooper, che si agita proprio come un tempo, e la stessa voce, non sembra aver subito i segni degli anni. Passando per una scaletta super fornita di grandissimi successi, vengono riproposte canzoni come I’m eighteen, Undem my Wheels e Billion Dollar Babies, quindi giunge l’insperato momento, di quella che reputo “una pietra miliare del Rock”, da tutti conosciuta come Hey Stoopid, pezzo che sinceramente avrò ascoltato un milione di volte, senza aver mai pensato che sarei riuscito a sentirlo dal vivo. Resto impietrito davanti a quello spettacolo completo di tutto, chitarre graffianti, ritmo sostenuto e voce incalzante, riesco giusto a scattare qualche foto prima di tuffarmi in mezzo a quel marasma generato da ragazzini neo metallici e fan di tutte le età, non manca la presenza scenica più che affermata di un vero attore, che come già detto, mantiene ancora una voce di ottima qualità, anche dopo un’ora di concerto. Le canzoni vanno via una dietro l’altra, alla velocità della luce, Feed My Frankenstein, Wicked young man e Killer, fino ad arrivare a School’s Out, con un’interessante riferimento ai Pink Floyd che tutta la platea sembra apprezzare in modo particolare. Solita scenetta di concetto che finisce per poi ricominciare, un’usanza che ormai è d’obbligo, e che nessuno sembra aver la minima intenzione di evitare. Cooper torna sul palco per eseguire Elected come ultimo cavallo di battaglia, e salutare quindi il Popolo del Rock riunitosi al suo cospetto, dimostrando di avere ancora energia per un’altra decina di canzoni, ma ovviamente il tempo stringe anche per lui e deve, probabilmente a malincuore, mollare il palco ed il suo pubblico, accalcatosi per rimediare qualche plettro e qualche altro ricordo diquesta bella serata.

Setlist:
The Black Widow
Brutal Planet
I’m Eighteen
Under My Wheels
Billion Dollar Babies
No More Mr. Nice Guy
Hey Stoopid
Is It My Body
Halo of Flies
I’ll Bite Your Face Off
Muscle of Love
Only Women Bleed
Cold Ethyl
Feed My Frankenstein
Clones (We’re All)
Poison
Wicked Young Man
Killer
I Love the Dead
School’s Out
Bis:
Elected


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