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L’Enfance Rouge live @ Mentelocale live Club (testo e foto di Stefano D’Offizi)

Ogni religione che si rispetti ha i suoi Dei, i suoi simboli, i propri fedeli ed ovviamente il proprio tempio, dove consumare efferati sacrifici sanguinari o semplicemente adorare le proprie divinità. Palestrina, nella piena provincia della capitale, vanta una storia davvero invidiabile, ben più antica di quella Romana, e proprio a testimonianza della sua antichissima civiltà, si può ammirare il Tempio che sovrasta la città nuova, che ovviamente dona alla cornice di chi la osserva avvicinandosi, un’aria solenne e millenaria…
…ma è di un altro Tempio che parleremo stasera, così come di un’altra Religione e di un altro popolo, anche perché come spesso ho accennato in pagine passate, il Popolo del Rock ha origine proprio a Palestrina, e Nel Nome Del Rock a parte, c’è anche un tempio minore in cui i fedeli usano ritrovarsi lontano dai mesi estivi, il Mentelocale.

Purtroppo si tratta di un evento singolo, e quanti come me avevano sperato nell’inizio di una nuova programmazione, dovranno ancora una volta tornare ad attendere il prossimo evento singolo, ben conoscendo la qualità di ogni singola proposta da parte dello staff, capace di starsene in silenzio per mesi e presentare improvvisamente serate di questo peso.
L’Enfance Rouge è un progetto nato nel 1995 da eccelse menti Franco-Italiane, in un mix di sonorità Alternative Rock sperimentale che mi prendo la responsabilità di collocare fuori dall’enorme cerchio che racchiude il cosiddetto Indie, e che molti reinterpretano come “Indefinibile”.
Le loro tracce si erano sbiadite leggermente già alla fine del 2008, con le parole spese a loro favore da parte di Thurston Moore, che li aveva etichettati come “Uno dei migliori gruppi europei”. La voce di Francois Cambuzat risulta assolutamente in forma, così come la Telecaster fra le sue mani (che mi pare di aver già visto qualche sera fa all’Init), il solito ritmo dirompente alla batteria di Jacopo Andreini, il tutto abilmente legato dallo splendido ed inconfondibile Rickenbacker, e dalla profonda voce di Chiara Locardi, la stessa storica formazione da anni, per ben più di 12 album (dodici!) e 1800 concerti (milleottocento!!).

Stavolta hanno portato con loro un nuovo lavoro da sottoporci, Bar-Bari è effettivamente uscito ormai un anno fa, ma fino ad ora non avevamo ancora avuto la possibilità di sentirlo dal vivo con le nostre orecchie, anche se devo ammettere che si tratta di un’esperienza abbastanza faticosa, in cui difficilmente si riesce a capire il distacco fra una canzone e l’altra, fatta eccezione per Vengadores, dove la voce (purtroppo solo registrata) di Bertrand Cantat (Noir Désir) fa un certo effetto a chiunque l’abbia già sentita, figuriamoci a chi l’ascolta per la prima volta.
Nonostante una corda saltata praticamente alla primissima canzone, Francois Cambuzat sudando e suonando in modo convinto ed agitato per più di un’ora e mezza, alternando sonorità mediterranee ad un rock elettrico indurito dall’aggressività del trio che offre sicuramente uno spettacolo insolito, fra possenti duretti di batteria e basso e profondi monologhi vocali, urlati e non.
Certamente godono di una personalità più che riconoscibile.
Il Mentelocale sembra aver indossato uno dei vestiti migliori, anche se ad ammirare questa particolare sfilata non sono in molti, pochi incalliti rappresentanti del Popolo del Rock, come a dire pochi ma buoni e qualche altro curioso, anche se sono personalmente convinto che una location del genere deve necessariamente continuare a proporre eventi di una certa qualità.


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