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Three in one gentleman suit – “Pure”- Upupa records (di Bernardo Fraioli)

Strappare momenti di libertà creativa e tramutarli in musica.
Quanto sia possibile questo e quanto il genio lasci il passo alla sregolatezza per un processo simile non è dato saperlo.
E’ sicuramente una strada praticabile.
Ascoltando dal primo all’ultimo minuto dell’ultimo lavoro dei Three in one gentleman suit si potrebbe giungere a queste riflessioni. “Pure” è l’ultimo lavoro in studio del trio emiliano; tra le cose più interessanti che si possono trovare nella stagione conclusiva dell’anno.
Anche con una certa facilità: l’album è completamente e gratuitamente scaricabile dal loro sito.
La stessa facilità non deve averla trovata la band nel momento della stesura dei nove brani, dato che indica “Pure” come il loro disco più faticoso svolto fino ad ora.
Ma fatica a parte, il compito è stato svolto più che bene.
Quello che viene presentato è un math rock evoluto, carico di suoni “nervosi”, arresti improvvisi stesi da riprese granitiche e un flusso noise che scorre lungo gli argini sonori, scavati a metà tra toni di matrice nordeuropea e richiami di Steve Albini.
E’ riconoscibile la qualità del lavoro anche in sede di produzione e post-produzione.
Il merito in questo campo è da attribuire a Giovanni Ferliga, membro degli Aucan, e a Giulio Favero, nome probabilmente più conosciuto grazie alle esperienze legate al progetto One dimensional man e Il Teatro degli Orrori.
Disco forte, equilibrato nelle intensità dei momenti e scevro dal ripetere formule inflazionate, “Pure” è un lavoro che regala la soddisfazione di scoprire nuovi terreni musicali e nuovi suggerimenti possibili.
Se ne gode sia la ritmica potente scandita dalla batteria di Federico Alberghino come i riff di chitarra di Giorgio Borgatti, passando per il lavoro di basso di Paolo Polacchini che sfugge ad un mero ruolo di “accompagnamento”, grazie anche ad una scelta di distorsioni azzeccate per il quattro corde.
A tutto questo va segnalato anche una giusta dimensione trovata per gli inserimenti di tastiera e suoni synth.
Difficile trovare momenti morti nell’ascolto.
Si passa da You don’t know Foreplay a Ode to hometown senza rimpiangere un ascolto precedente.
Cosa aggiungere?
Forse solo che per chi restasse piacevolmente impressionato da questo “Pure”, sarà possibile richiederne una copia in supporto cd, con tanto di grafica di legno.
Decisamente indicato agli amanti della vecchia scuola.
Tracklist:
1. You don’t know Foreplay
2. Green Riots
3. G.B.’s Deerhunting
4. Confusion is Pleasure
5. Upcoming Poets
6. Born Nihilistic
7. In the Neighborhood
8. Mountains vs Plain
9. Ode to the Hometown
http://threeinonegentlemansuit.blogspot.com/
CLICK per scaricare il disco


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