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Musica da Cucina – Long Song Records 2011 (di Bernardo Fraioli)

Ripercorrere il 28 novembre 1970.
Quanta importanza nello spolverare le date.
L’ anno andava per chiudersi e aveva già visto marchiare le pagine più intense della storia del rock: i Genesis incontrarono Gabriel e sciolsero nell’ acido i legami con il blues, i Black Sabbath entrarono dalle porte del music business senza trovarne più
l’uscita, David Bowie partorì l’ immortale uomo che vendette il Mondo e Jimi Hendrix e Janis Joplin ci salutarono, abbandonandosi alle loro ultime, fatali esperienze.
28 novembre 1970.
Il tiranno Waters, non pago di aver prodotto con i propri compagni un accessorio immancabile per le discoteche della storia di mezzo Mondo, dal titolo di Atom Heart Mother, con l’amico Ron Geesin diede alla luce un secondo lavoro nello stesso anno, intitolato Music from “The body”.
Era il risultato di musica concertata con i campionamenti di vari rumori organici, la ricerca delle potenzialità del suono espresso fuori dalle convenzioni.
Almeno nella base degli intenti, troviamo un denominatore comune con il progetto Musica da cucina.
Se il lavoro ha un difetto è il titolo stesso: rompe qualsiasi dubbio sull’ origine dei suoni che si innervano nella stesura delle dodici tracce.
Ed anche l’ unica foto del booklet interno svela senza ombre la natura del disco, trovando l’ autore Fabio Bonelli sotto un albero adornato da forchette, mestoli e cucchiai, afferrando un coperchio in mano e trascurando una Stratocaster sul prato, in secondo piano.
Un quadro che indica quali attrezzi la fanno da padrone nel lavoro.
E così via con una parata di elaborazioni di grattugie come nell’ apertura coperta da Arigna, voci camuffate dalla carta stagnola di Elvira e Amelia, colpi di imbuti in The rest song e chitarre suonate con coltelli nella conclusiva Pasta madre.
E se tutto ciò può sembrare ancora poco, l’elenco comprende ancora uno sbattiuova amplificato, glockenspiel di cucchiai, una stufa a legna e coppette porta gelato.
La fomula più strettamente musicale ha un taglio decisamente intimista, dando largo spazio alle strutture strumentali (appena tre i brani supportati da testo) e dando l’ opportunità a strumenti non elettrici, come pianoforte, clarinetto, armonica e banjo.
Difficile aggiungere di più: Musica da cucina andrebbe ascoltato solo per il lavoro di ricerca svolto da Fabio Bonelli con quelli che sono gli utensili quotidiani, che mai si immaginerebbero impiegati in simili fini.E’ ovviamente u
n disco fuori dal comune, tanto quanto lo fu il suo predecessore del 2007, dove si premia l’ espressività della musica percussiva anche da un aspetto primitivo dell’ ambito.
Questo è quanto servito a tavola da Musica da cucina.
28 novembre 1970.
Guardando a date lontane si trovano le origini.
Mettendo un po’ più a fuoco si arriva al 14 marzo del 1963: un giovane italoamericano di Baltimora si presenta in un popolare talk show statunitense, facendosi immortalare durante una personalissima esibizione di musica sprigionata da due biciclette.
Solo un ricordo e un sorriso…

http://www.myspace.com/musicadacucina


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