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Soul of the Cave @Circolo degli Artisti, Roma (testo di Bernardo Fraioli, Foto di Stefano D’Offizi)

Roma, primo sabato dell’anno 2012.
E’ una città nervosa e febbrile.
Scivoli a fatica tra le arterie intasate dello shopping in saldi.
I quartieri degli studenti fuori sede ritrovano i propri inquilini. Loro, quelli che pagano più di quello che possono permettersi per studiare e diventare professionisti del precariato. C’è chi si raduna per odiose commemorazioni.
C’è chi si raduna per bandirle.
E’ la Roma del 7 Gennaio del nuovo anno.
La stessa che ricorda una sua vecchia foto cesellata dai versi più famosi di Remo Remotti.
Ripresi dalle sbronze dei festeggiamenti delle feste dell’ultimo solstizio, i locali notturni tornano con i propri rispettivi appuntamenti.
Il Circolo degli Artisti apre le nuove serate del sabato sera con due nomi legati alla scena rock: Pharm e Soul of the Cave.
Buon pubblico e bella atmosfera.
E’ l’inizio migliore che ci si poteva augurare per la stagione 2012.
I Pharm sono la formazione di cui si sentiva forse la mancanza.
Eppur tassello difficile da collocare nel grande puzzle della scena musicale.
Combo impegnato in una soluzione totalmente strumentale, danno prova di come sia possibile riassumere il sound di album come Coma Divine dei Porcupine Tree (storico live registrato proprio a Roma nel 1997, album che consigliamo vivamente n.d.r.) con l’elettronica gentile dei Tortoise di Tnt, passando tutto al setaccio con chiavi di improvvisazione jazzistica ed impostazione post rock.
Sono la colonna sonora ideale da affiancare ai primi risultati solisti di Johnny Greenwood (ricordare il suo Bodysong del 2003).
A dare colore alla propria esibizione, una serie di proiezioni curate in sede live direttamente dal palco dell’esibizione dei Pharm.
Ottimo file rouge che ha condotto allo stoner dei Soul of the Cave.
Band assente da qualche tempo, ha presentato per l’occasione il proprio ultimo lavoro The Treatment.
Dopo l’esperienza con gli About Wayne, ritroviamo Giovanni De Sanctis nel ruolo di cantante oltre che di bassista.
La testimonianza della nuova vita della band viene data da una granitica presentazione.
E’ subito un ruvido colpo le sonorità dei Soul of the Cave, paghe di un buon bagaglio culturale degli anni settanta ma anche di influenze legate a più recenti lustri.
Rispetto al precedente Asphalt, il nuovo lavoro secerne attimi più ponderati e più diretti alla formula math rock.
Rimane insido l’animo prettamente stoner della formazione romana.
New sonic dreamers, Karimba ramba, Foxes & fruits vengono accolte con un successo che deve molto anche ad un digiuno del pubblico che durava ormai da troppo tempo.
The Treatment, brano che da il titolo all’intero lavoro, è la testimonianza di una maturità che ha giovato ad un gruppo che non rischia di rimanere impantanato in se stesso ed alle proprie radici, nonstante un bis coronato da Go with the flow dei Queens of the stone age abbia svelato i gusti più facili da intuire del gruppo.
Ma questo è un peccato che nessuno ha sentito l’esigenza di perdonare.
Degni di nota veramente.

CLICK per le foto dei Pharm live di Stefano D’Offizi
CLICK per le foto dei Soul of the Cave live di Stefano D’Offizi 


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