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The Vaselines live @ Angelo Mai (testo e foto di Matteo Pizzicannella)

Gelida serata di Gennaio mi dirigo verso l’Angelo Mai per il concerto dei The Vaselines,il primo in Italia per la band scozzese che tanto sta a “cuore” a noi “grungies” perchè erano a “cuore” a Kurt Cobain. Prima volta all’Angelo Mai,non riesco a trovare il locale ingannato dal gps, ma in compagnia di altri due “dispersi” ci facciamo indicare la strada da un parcheggiatore abusivo ubriaco che più o meno ci indirizza verso una entrata non proprio visibilissima,ma che nasconde una gradita sorpresa.
Locale spazioso ben diviso… e anche se bisogna aspettare un po’ più del previsto per un lieve ritardo nel montare le luci, la sala si rileva più che adeguata: palco enorme, ottima acustica (per un locale) e ambiente molto gradevole. Aprono la serata I Demoni, giusto qualche pezzo del loro repertorio che sembra però riscuotere una buona risposta dal pubblicco, sound attuale, forse un po’ troppo, niente che mi lasci folgorato insomma.
Ancora un po’ di attesa ed eccoli: Frances e Eugene accompagnati da
Stevie Jackson e Bobby Kildea dei Belle and Sebastian.

La serata parte bene e la prima scossa arriva con Monsterpussy, si prosegue con ballate quasi country, susseguite da riff più accattivanti e graffianti, che più si addicono alle aspettative del pubblico; già perché il pubblico è diviso tra i nostalgici di quell’epoca a cavallo tra gli “80 e i “90” irripetibile e piena di ottima musica, e chi invece pensava di assistere ad una cover band dei Nirvana e aspetta solo quei tre pezzi che conosce (che tra comunque sono assolutamente differenti dalle versioni di Cobain) per sfogarsi nel “pogo” e sparare quelle sole tre parole di inglese che ricorda (logicamente insulti).
Così tra esaltati che urlano insulti a caso,tanto per far capire ai Vaselines perché in 20 anni non si erano mai affacciati a Roma,e malinconici amanti, la serata prosegue con Molly’s lips, The Devil’s Inside Me ,Jesus doesn’t want for a sunbeam, va avanti con i siparietti tra Frances e Eugene che spaziano da i luoghi comuni sull’italia a battute a sfondo sessuale (un po’ stucchevoli ad essere sincero) e scivola verso Sex with an X(dall’ultimo album del 2010) fino a Son of a gun, per poi tornare sul palco con il consueto bis You’re Think You’re A Man e chiuso da ‘Dum Dum’ tanto per mandare a casa tutti soddisfatti e saltellanti.


Si riesce così al gelo di Gennaio, verso la macchina, senza stavolta perdersi, e con la consapevolezza di aver assistito ad un ottimo concerto, ottima musica e repertorio ricchissimo, e di aver respirato un po’ di quell’aria così carica di emozioni di più di 25 anni fa.


Un ringraziamento speciale ad Ausgang per averci ospitato.







Songlist:

Oliver Twisted
Day I Was a Horse
Monsterpussy
I hate the80’s
Molly’s lips
Devil inside
Jesus doesn’t want for a sumbeam
Sex with an X
Lovecraft
No hope
Rory rides me raw
Ruined
Bitch
Poison pen
Slushy
Son of a gun
Whitechapel
Sex sux
Such a fool
Sying for it
You’re Think You’re A Man’
Dum dum


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