Home / Agnostic Front live @ Circolo degli Artisti (testo di Flavio Centofante, foto di Stefano D’Offizi)

Agnostic Front live @ Circolo degli Artisti (testo di Flavio Centofante, foto di Stefano D’Offizi)

E’ stata una bellissima serata, sia per gli amanti dell’hardcore, che per chiunque abbia voluto svagarsi e perdere per tre orette la testa. Tutti i gruppi in scaletta hanno subito variazioni temporali e logistiche, causa motivi personali o causa neve. Nel marasma generale, la serata è comunque iniziata con l’energia genuina  dei Naysayer, cinque ragazzetti americani che cantano e suonano pesante. Poco dopo è la volta dei sorprendenti Death By Stereo: bellissimi pezzi, e grande presenza scenica e teatrale del cantante, che segue la musica ruotando il braccio, fa smorfie comiche e scende senza problemi tra il pubblico. Quando per gli ultimi pezzi in scaletta preferisce il bancone del bar come piedistallo e prende a calci i bicchieri di plastica, la sala è definitivamente piena e il pubblico è caldissimo. Il momento è arrivato, si sente l’adrenalina sulla pelle. Viene montato sul palco uno striscione che recita a carrateri cubitali Agnostic Front, e già il pubblico impazza anche solo per quello, in un misto di Punk vecchia maniera, Skin esagitati e qualche Metalle affezionato ai suoni più duri. Il pubblico è eterogeneo, ma sono tutti lì per gli storici Agnostic Front, per Roger Miret e Vinnie Stigma, e quando Il gruppo sale sul palco, sono appena passate le 23. La folla urla, Vinnie mostra subito la chitarra targata Stigma, e pare subito chiaro che la sua simpatia ed energia vadano di pari passo con la sua pazzia. 
Parte City Streets e sono già tutti dentro al marasma musicale, un grande fiume rumoroso che inizia dal palco per proseguire su tutto il pubblico, un serpente che si contorce maestoso. E’ hardcore, signori, la voce di Roger è sempre quella inconfondibile che si ricorda: stridula ma potente, forse tra le migliori di sempre all’interno di questo filone musicale. I pezzi proseguono rapidi, violenti. Molto materiale è tratto dall’ultimo (buon) album My life my way, ma gran parte delle colonne della serata sono pezzi storici quali Crucified, Something’s Gotta Give, For my Family e l’immancabile Gotta Go (cantata con cattiveria dal pubblico). Mentre Vinnie percuote la sua chitarra e Roger urla nel microfono, sotto al palco il pogo si alterna a corpi di ragazzi sollevati da un mare di braccia, quasi inondati dal muro di suono degli AF. Che delirio! Ne risentono i poveri fotografi nelle vicinanze, che a stento riescono a scattare qualche foto per la preoccupazione di vedersi sbatacchiare nel marasma generale. Molto spesso il microfono passa da Roger ai ragazzi che gli sono più vicini, che hanno il tempo di gridare la parola giusta con foga, accompagnati dalle stoccate rapidissime dell’eccellente batterista. Vinnie scherza nei momenti morti, dedicando una canzone al suo cane puzzolente ed ubriaco (metafora del chitarrista in questione? Lui sembra farlo intendere). 
Il gruppo poi ringrazia alcuni amici che seguono uno ad uno i loro concerti, specificando che è da tantissimo tempo che sono sulla scena, ed è proprio grazie all’energia e all’amore dei fan e degli amici se, con passione, sono andati avanti a testa alta. Dopo una breve pausa, il gruppo torna sul palco per chiudere il concerto. Vogliono omaggiare una grande band newyorkese senza la quale, dicono, nulla sarebbe stato uguale: parte Blitzkrieg Bop dei Ramones e la sala va in visibilio: tutti sanno le parole, tutti cantano, è puro vecchio punk. L’energia del gruppo non si è smentita neanche questa volta. Dopo trent’anni di attività, le bandiere degli Agnostic Front non perdono neanche un po’ di smalto, anzi graffiano violentemente. Dopo il mare di rumore, di energia e di tatuaggi sparsi tra palco e sala, l’atmosfera non tende a scemare: il concerto è finito, la carica no. La storia musicale, quella vera, quella sincera, è passata ancora una volta dal Circolo degli Artisti. La lezione di Vinnie e Roger è stata capita e le orecchie intanto continuano a fischiare, ma è una bella sensazione.

Un ringraziamento speciale ad Extreme Agency per averci ospitato durante l’evento, in modo particolare a Mary


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