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Diaframma live @ Jailbreak (testo e foto di Stefano D’Offizi

Un’apparente serata come tante in quel di Roma, si trasforma improvvisamente in un revival dei primi anni ottanta, lasciando spazio a due delle band italiane più famose per quel periodo tanto caro agli appassionati di un rock tricolore ormai leggermente sbiadito e consumato.
I Litfiba occupano l’ingombrante struttura del Palalottomatica, urlando a squarciagola il proprio ritorno sulla scena ed attirando l’attenzione di media più o meno affermati, non esattamente un sold out ma quanto basta per lasciare la propria immagine ancora una volta in cima alle memorie dei fan.
Nella stessa serata qualche chilometro più in là, al Jailbreak, noto live club della capitale, c’è un altro ritorno degno di nota, soprattutto per gli amanti dello stesso genere che ha diviso ed unito un’intera generazione di rock indipendente targato Italia.
I Diaframma tornano a solcare i palchi di mezza penisola, e dopo Niente di Serio, ultima fatica uscita a Gennaio 2012, ripropongono molti passi della loro storia, ricca di spigoli rock più e meno famosi, veri e propri cavalli di battaglia tra il post punk ed il new wave nostrano. L’energia del frontman storico, nonché unico rimasto della formazione originale, è davvero convincente, tanto da racogliere immediatamente un’ovazione dal pubblico che riempie letteralmente l’ampia sala del Jailbreak, strappando subito il sorriso compiaciuto di un brizzolato Federico Fiumani, autore della maggior parte dei brani della band, ridotta per questo tour alla sola sessione ritmica. Tra i vecchi successi emerge sicuramente Siberia, brano di apertura, diversamente da quanto ci si potrebbe aspettare, il clichè che vede le canzoni più famose in fondo alle scalette se non addirittura come bis. Si tratta di Fiumani, un personaggio poliedrico e pieno di differenti angolazioni da poter osservare e contemplare, poeta, musicista e personaggio misterioso, capace ancora oggi di muovere i fili dei Diaframma e rendere nuova vita alla sua musica.

Lentamente, si passa a brani meno recenti e purtroppo meno conosciuti, almeno ai più dato che qualche fan sottopalco si dimena e canta a squarciagola accompagnando Fiumani che annuisce divertito. Molte le nuove proposte prese da Niente di Serio, tra cui Carta Carbone che strappa un ululato dal pubblico, un chiaro segno di approvazione da parte dei soliti fan accaniti.
L’antica idea dei Diaframma storici antagonisti dell’altra band fiorentina citata qualche riga più in alto,  viene accantonata dal sound più recente (ormai da qualche anno) rivelando in realtà, una vera e propria identità che si discosta dalle vecchie ombre, riportando l’attenzione dove meriterebbero di averne. La personalità di Fiumani, viene urlata in faccia a tutta la prima fila del Jailbreak, senza alcuna economia emotiva, tanto che anche la sua stessa sessione ritmica appare in affanno a stargli dietro, tra un omaggio ai Ramones, citati in alcuni versi, e brani di concezione più giovane lontani anni luce dai tempi oscuri che molti questa sera, hanno cercato a tutti i costi di ricordare.

 Ma i Diaframma non sono più quelli, nonostante la voglia di rievocare tempi dimenticati, troppo lontani per poter riaffiorare anche nella stessa memoria di un seppur instancabile Fiumani. Ancora una volta ha smontato e rimontato il suo giocattolo, alla ricerca di una soluzione leggermente forzata, ma che dimostra di funzionare comunque, a discapito di chi sperava in qualcosa di più antico.
Il nuovo/vecchio Fiumani ha voglia di tornare alle origini e regalare nuova linfa alle vecchie generazioni, senza tradire i nuovi fan che preferiscono la sua voce urlante a quella sinuosa di Miro Sassolini, una sorta di ibrido acustico ben riuscito, anche se per ovvie ragioni, l’impronta New Wave è perduta per sempre nell’aere, così come la speranza di chi, ancora una volta, sperava di poterla riassaporare visto il clima di reunion che dilaga in ogni direzione.
Dopo aver inveito con pacatezza malcelata verso una fan probabilmente desiderosa di sentire altro, si rivolge a tutto il pubblico ridendosela “mi sembrate stanchi” afferma, come per avvalorare le proteste della fan dissidente, quindi un lungo bis, a seguito dell’immancabile scenetta in cui la band lascia il palco in attesa di richieste del pubblico, richieste che stavolta non sembrano arrivare in tempi rapidi. Non un fallimento certo, c’è chi come me ha saputo cogliere l’angolazione giusta per osservare questa “nuova” band come se portasse un nome differente… ma il guaio è che si tratta comunque dei Diaframma.

Un ringraziamento speciale al Jailbreak per averci ospitato durante questo evento

CLICK per le foto dei Diaframma live di Stefano D’Offizi


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