Home / Il Teatro degli Orrori live @ Orion live Club (testo di Bernardo Fraioli, foto di Stefano D’Offizi)

Il Teatro degli Orrori live @ Orion live Club (testo di Bernardo Fraioli, foto di Stefano D’Offizi)

Il momento, va detto, non è quello dei migliori: un disco non capito da pubblico e critica, nuovo rimpasto di formazione dopo ipotesi di scioglimento e l’impegno in tanti progetti collaterali che, forse, possono apparire più appetibili.
Ed i soliti avvoltoi pronti ad affondare becco e artigli.
Peccato che questa volta siano rimasti a digiuno.
La data all’Orion è andata contro le più nere ipotesi di flop: un quasi sold out registrato, pubblico in estasi e live corposo al fulmicotone.
Il Teatro degli Orrori ha portato a casa il punto.
Loro, come la costola spezzata di una nota radio romana, che ha targato la paternità dell’evento.
Ad introdurre lo show di Capovilla & co. sono stati i flegrei The Mantra Atssm: pongono le basi su un repertorio dal respiro internazionale, spinto dalla bella voce di Adriana Salomone e musicisti in grado di bilanciarsi tanto sul rock di avanguardia quanto l’elettronica più gentile di stampo scandinavo.
Il risultato è un post noise molto vicino al timbro dei Blonde Redhead più lontani dal periodo Sonic Youth, fatto volare su tracce quali Blanca, Trieste e Death baby chicco.
Una bella prova, ostacolata, purtroppo, da una mancata preparazione dei presenti ad accoglierli sommata alla frenesia attizzata da un’apertura dei quattro sin troppo generosa, accompagnata nel finale da Mangrove.
Calato il sipario per loro, si lucida il pavimento per ITdO.
Non sono soli.
Il nucleo centrale dei soliti quattro trova l’aiuto in una seconda chitarra, tastiera e apparizioni fugaci di violino.
Il muro sonoro studiato nell’arco di tre album impatta contro il pubblico con Rivendico, brano di apertura del live e open track de Il Mondo Nuovo, traccia tra le più aggressive della loro ultima fatica.
Ma se l’uscita dell’ultimo lavoro non è andata propriamente liscia come l’olio, l’accortezza nella scelta dei brani in scaletta sa mettere la pezza.
E se si aggiungono subito altri due estratti del suddetto album, già si pone al quarto posto E’ colpa mia, singolo dalle strofe melanconiche di A sangue freddo.
Si va su e giù di continuo tra il vecchio e il nuovo e la scelta trova anche una sua funzionalità: momenti come Monica trovano la giusta dimensione da contrappeso a colpi più adrenalinici ed istintivi come Direzioni diverse, lanciata in una rivisitazione di basi elettroniche e mutata nel finale in un mostro noise implacabile.
Ma una parentesi di riflessione è in fondo quanto chiesto dalla loro uscita più recente.
E una volta intonata Ion, ancora più sobria della versione in studio,  i toni si abbassano e si affinano i silenzi, per poi rompersi in un applauso infinito per lui, quel disgraziato operaio rumeno morto ustionato per mano del proprio datore di lavoro.
Chiede la partecipazione di tutti Capovilla, il sentire profondo di una tragedia consumata tra la follia e l’indifferenza che sono da sempre i migliori alleati del razzismo.
Ed è qui che si rimarca il valore de Il Mondo Nuovo, di un lungo concept album diramato nelle vicende struggenti di sedici capitoli sulla migrazione, delegati ai bagliori del palcoscenico con Doris, Scopje e Martino.
Tra le scelte per il live trova posto anche Adrian, l’orrore recitato de Il Teatro, che si pone al centro della serata.
Si torna ancora al secondo album del gruppo, ed ecco quindi trovare anche Il terzo mondo, il punto creativo più vicino all’intero ultimo orgoglio del combo, ennesima occasione per lo sfogo della platea.
Ovviamente si attinge anche all’esordio: Folle creatura apporta l’ennesima estasi del pubblico; Compagna Teresa traduce la loro indole politica mal celata a chiare lettere; Il turbamento della gelosia riporta un momento di respiro in un mare agitato di distorsioni.
Si tiene l’onda del pubblico ancora sotto controllo con La canzone di Tom e nessuno sembra disprezzare.
Anche perchè nell’aria si palpa la trepida attesa per quello che ormai, da qui in futuro, sarà il momento immancabile di qualsiasi appuntamento con Il Teatro degli Orrori.
E se si tira ancora la corda con Io cerco te, discusso singolo arrivato per augurare buon anno a tutti e tutte, giunge nel suo splendore A sangue freddo e i versi presi in prestito dall’eroe cantato da Capovilla e fans.
Per molti potrebbe chiudersi tutto a questo punto.
Ma non concludono senza prima prendersi un momento per loro: si seguita con Lezioni di musica e trascinano il senso letterale del titolo in una pompata coda che vede dare il meglio velenoso stile di tutti i musicisti riuniti coperti dal miglior argento vivo.
Con questo firmano la visita romana.
Un pieno di emozioni.
Un ringraziamento speciale a Daniele Mignardi Promopress Agency ed Orion Live Club per averci ospitato durante questo evento


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