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Murple live @ Jailbreak live club (testo e foto di Mario Cordaro)

Il mio primo articolo per Relics lo dedico al live report dei Murple, storica band progressive rock italiana con all’attivo due dischi in studio: Io sono Murple del 1974, e Quadri Di Un’Esposizione del 2008. La cornice è quella del festival Progressivamente, organizzato ogni anno da Guido Bellachioma: il presente festival vede periodicamente affiancarsi a bands storiche del genere nomi più giovani e sicuramente meno noti. La band esegue per intero i due album con l’ausilio della voce di Claudia D’Ottavi, destreggiandosi tra tempi dispari, influenze classicheggianti e un certo gusto per la melodia tipicamente italiano. Problemi tecnici (per la precisione, le tastiere troppo alte) costringeranno, ad un certo punto, il batterista Duilio Sorrenti ad interrompere un brano e a farlo ricominciare da capo… per fortuna la band ha mestiere e scherza sull’accaduto con il pubblico, facendo sciogliere l’impasse in una grande risata generale. Terminati i due studio album (riproposti abbastanza fedelmente, a mio parere), il bassista Mario Garbarino propone alla platea l’ascolto della versione demo di Io sono Murple e di un rondò in stile Nice, dedicato ad Emerson Lake & Palmer. Infine, il bis vede la riproposizione di un pezzo del secondo album, Baba Yaga.
Cosa dire dunque per concludere? Un’ora e mezza di concerto che ha visto una band in buona forma riproporre per intero tutto il suo repertorio, in attesa di un nuovo album d’imminente uscita. Non capisco come mai siano stati così ignorati all’epoca (loro e molti altri), ma tant’è… le cose sono andate così, a me basta poterli rivedere un’altra volta ancora, magari con nuovi pezzi.


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