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Nicola Manzan: tra grandi utopie, politica e piccole soddisfazioni @ Locanda Atlantide(a cura di Claudio Santacesaria)

Seduti sul palco dove tra un paio d’ore terra’ il suo concerto,di Nicola Manzan mi colpisce immediatamente la schiettezza e semplicita’. Tenuta all black e riccioli neri ad incorniciare il viso magro,Nicola mi mette a mio agio con una battuta che rivela i suoi natali trevigiani. Siamo pronti a saperne di piu’ di Bologna Violenta.

Relics: Allora Nicola,l’uscita di “Utopie e piccole soddisfazioni” segna un punto di svolta della tua produzione: nella situazione di declino generale dove si trova l’uomo secondo Manzan?

Bologna Violenta: L’uomo moderno e’ ancora vivo e piu’ “truce” di prima, sta prendendo semplicemente  consapevolezza che se prima era un gioco,un gran goliardata adesso le cose si son fatte un po’ piu’
serie;un po’ lo specchio di cio’ che sta accadendo proprio adesso in Italia: se prima c’era Berlusconi e si rideva sotto i baffi adesso c’e’ Monti e cazzi amari per tutti; mi sono reso conto di questo anche a fine composizione, ”Utopie” e’ un disco molto serio,racconta di un uomo che continua ad esserci,ad essere vivo,a
fare molti danni,qualche passo avanti ed ancora tanti indietro,solo piu’ triste,un po’ piu’ malinconico.

Relics:Cos’e’ che al mondo piu’ ti indigna e come reagisci?

Bologna Violenta(ci pensa su un secondo): Tante cose a dir la verita’ …tollero l’ignoranza con difficolta’, uno dei mali del mondo, quella che non ti permette di crescere, di vedere le cose da un punto di vista diverso,anche se non e’ quello giusto. In questo senso l’ignoranza ti costringe alla cecita’, non accetta o semplicemente non ammette l’esistenza di punti di vista differenti dal tuo. Dall’ignoranza deriva la diffidenza, l’aver nemici, l’odiare. Inoltre mi da’ molto fastidio la prepotenza della gente, in questi anni di macchine grosse e sorpassi a destra. Nella vita faccio sempre molta strada e ne vedo tante (squilla il cellulare
di Nicola, prontamente non accetta la chiamata e rimane concentrato su di me). Per reagire la prima parola che mi viene in mente e’ ”comunismo” (ride forte) e si riparte tutti da zero:hai una televisione, un telefono, una macchina e cazzi tuoi.. poi ovviamente pensi ai paesi dell’est e ti rendi conto che e’ stata una follia totale: una televisione, un telefono, una macchina… ma una sola per tutti però! Utopie come far capire alla gente che siamo tutti diversi ma tutti uguali.

Relics:Parliamo un’attimo di te:come sei diventato Nicola Manzan? Cosa ti ha influenzato dal punto di vista musicale?

Bologna Violenta: Di sicuro gli studi classici, sono nato martedi’ grasso del Carnevale 1976 (mia madre ha detto per anni che ero uno scherzo mi dice divertito), ho fatto orchestra per piu’ di dieci anni, cosa che da quasi dieci non faccio più e mi manca molto. Sono diplomato in violino e la musica classica non e’ mai stata una limitazione alla mia espressione o al modello musicale che avevo in testa, a differenza magari dell’ ”ambiente” classico che invece non mi permetteva di essere creativo come volevo. Infatti all’epoca oltre all’orchestra avevo già i miei gruppi hardcore e le mie collaborazioni volte a sperimentazioni piu’ “estreme”. Facevo concerti nelle chiese e nei centri sociali per dire, anche durante lo stesso giorno(sorride): fai conto cosa mi si creava in testa!.

Relics: Sulla taschina bianca che fa’ da custodia al supporto digitale su cui e’ impresso il tuo lavoro si trova la scritta ”Nessuna religione,nessuna politica,Bervismo per più”: ci spieghi cos’e’ il Bervismo?

Bologna Violenta: E’ una sorta di corrente inventata da me: “Nessuna politica,nessuna religione” e’ un inno punk per eccellenza, il Bervismo vorrebbe essere un’anarchia ordinata, una sorta di Trionfo della Ragione sulla politica intesa come magna magna e sulla religione e le sue superstizioni, ovviamente un’altra’utopia.

Relics(mi faccio un pizzico indiscreto):Nicola, sul “manifesto” del Bervismo, consultabile anche dalla pagina Facebook Bologna Violenta, ci sono alcune frasi molto forti che vorrei commentassi per noi..

Bologna Violenta(ride): Sapevo prima o poi qualcuno ne avrebbe parlato, ti faccio un preambolo: ho cominciato a scrivere “Bervismo per più“ sul web e chi mi seguiva tramite chat o su fb ha iniziato a
darmi indicazioni su come doveva essere questa nuova corrente: da qui i vari articoli di cui si compone il manifesto, adesso dimmi tutto!

Relics(sono spietato): ”Il Bervismo contempla le bombe.”

Bologna Violenta(divertito e in lievissimo imbarazzo): Questo e’ lo spirito rivoluzionario del Bervismo, dichiaratamente NO Tav! Non sono per le bombe e non so se sarei mai in grado di metterne una, sono un pacifista convinto… ma certe volte non se ne puo’ proprio piu’!

Relics: ”Il Bervismo e’ apostasia (abbandono della religione di appartenenza n.d.r.).”

Bologna Violenta(ride ancora): Allora, te lo dico: questa appartiene a Michele Orvieti (tastierista dei Mariposa di Bologna), lui mi ha sempre definito un apostata perche’ sono sbattezzato: dalla mia “iscrizione” alla chiesa cattolica questa percepisce denaro e non voglio esserne parte, troppe cose inventate nella religione, causa di guerre e odio fra i popoli, le cose inventate a me piacciono, ma nell’arte ad esempio, fermo restando il rispetto per le scelte di chiunque. Questa è la mia personale, presa con la stessa fermezza con cui ci si affranca da un tesseramento partitico.

Relics: ”Il Bervismo abbraccia quasi tutti i popoli”: qual’e’ il popolo che non abbraccia?

Bologna Violenta: Quello degli stronzi! Quelli che non vogliono capire che siamo tutti uguali, chi si ritiene superiore e allora vaffanculo, non e’ un popolo localizzato ma una fascia di persone che mi sta poco a cuore.

Relics: Ok Nicola, grazie per le belle risposte. Torniamo al tuo ultimo lavoro: mi dici quale messaggio vorresti fosse chiaramente percepito da ogni singolo ascoltatore di “Utopie e Piccole soddisfazioni”?

Bologna Violenta: Beh, non c’e’ un messaggio unico: per me la cosa figa sarebbe che uno ascolta anche un pezzo solo e si fa un viaggio di 40 secondi… per dirti mi viene in mente il Popper (Nitriti alchilici ad uso psicotropo, per chi ne fosse poco o per nulla avvezzo n.d.r.), anche se non lo ho mai provato: ti fai una
sniffata, stai fuori un’attimo, ti vivi 20 secondi di paura… e poi torna tutto com’era! Vorrei fosse un po’ quello, nell’album ognuno ci trova ciò che vuole, su ogni traccia dò un messaggio chiaro, tipo: “mi fai schifo” :tu nella stessa traccia puoi trovarci disgusto od odio oppure trovarci semplicemente da ridere… in base al tuo background, alla giornata che hai avuto: ascolti un pezzo e senti qualcosa. Di certo non vuol essere un disco allegro, quando finisce la mezz’ora di disco non devi essere felice altrimenti mi incazzo perche’ ho fallito!(finge rabbia e poi ride sincero)

Relics: Quali sono le tue utopie e quali le tue piccole soddisfazioni?

Bologna Violenta: Le utopie come dicevo prima sono sconfiggere la fame nel mondo, abbattere l’ignoranza, avere politici giusti, cose sicuramente ideali ed irraggiungibili. Piccole soddisfazioni e’ essere qua stasera nonostante il traffico,dopo aver rischiato la vita in autostrada, con un disco fuori: sto vendendo un disco di genere non commerciale in negozio nel 2012, cosa gia’ successa d’altronde anche con “Il nuovissimo mondo”; mi hanno detto “venderai 5 copie nei negozi” e ne ho vendute 400.. sono piccole grandi
soddisfazioni.

Relics: Ti riferisci a qualcuno in particolare nella traccia ”Remerda”, breve storia di un politico vorace divorato

dal popolo?

Bologna Violenta: Mi riferisco a tutta la classe politica, anche se ovviamente non si puo’ fare di tutta l’erba un fascio. Purtroppo l’idea generale in Italia e’ proprio quella, il politico di qualsiasi fazione che mangia mangia e noi abbiamo fame: mi sono svegliato una mattina con quest’idea, B. era gia’ caduto, l’ho detta a Nunzia(Tamburrano, manager e compagna di Nicola) e il pomeriggio abbiamo creato il pezzo.

Relics: Quali sono le tracce di “Utopie e Piccole Soddisfazioni” che ti sono nel cuore,dovendo sceglierne tre?

Bologna Violenta: “Vorrei sposare un vecchio” è la prima dove ho messo gli archi,poi ”Le armi in fondo al mare” dove invece ho registrato gli archi prima delle chitarre, in inversione rispetto alla mia tendenza, tre ”Lutto della testa”, pezzo strumentale e molto figo che mi suono anche con l’acustica.

Relics: Parlami dei tuoi prossimi progetti ma fallo in una parola sola.

Bologna Violenta: Avanguardia.


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