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Bud Spencer Blues Explosion + Andrea Ra live @ Orion Live Club (testo e foto di Stefano D’Offizi)

Per quanto ripugnante possa essere, Roma Capitale svolge un ruolo determinante nella storia di queste due band (se così si possono definire), della loro crescita artistica e della scena che occupano attualmente nel panorama Rock di un certo livello.
Non è certo un caso se stasera si esibiranno entrambe su uno dei palchi più prestigiosi di questa problematica città, il palco dell’Orion, e non è un caso nemmeno che pian piano la platea si riempie, nonostante i numerosi live anche abbastanza recenti di antrambe le formazioni: Bud Spencer Blues Explosion che continuano a fare il tutto esaurito ovunque mettano piede, ed il poliedrico Andrea Ra che vanta un pubblico di affezionati (incluso il sottoscritto) capaci di seguirlo in ognidove.
Tempo al tempo, e verso le 23:00 le luci del palco iniziano a sussultare, tanto per segnalare ai vari avventori, che il concerto sta per iniziare, affrettarsi con le birre e cercare l’angolo migliore da cui godersi l’esibizione.

Vorrei aprire una parentesi a favore dell’Orion, location che secondo molti non vanta una grandissima acustica: L’ambiente è davvero grande, capace di contenere (credo) almeno tremila persone, e la sua conformazione circolare rende l’audio difficilmente gestibile, in parte forse è vero, com’è anche vero che ci si viene per ascoltare un certo tipo di musica, e fare gli schizzinosi per l’acustica quando si ha l’intento di farsi cadere a terra le orecchie in ogni evento presentato in questa platea ha davvero poco senso. Evito quindi di commentare certi stereotipi, concentrandomi invece (essendo anche un fotoamatore) sullo spettacolo visivo che ci offre questo splendido palco; se c’è un lato più che positivo stà proprio in quello, da qualsiasi angolazione della platea si può vedere tutto e bene, lontano o vicino, godendo appieno anche dei numerosi bagni di folla che si raccolgono sotto gli artisti ad ogni evento, una cosa che non accade in altre location… Chiusa parentesi…
Andrea Ra calca il palco per primo, senza troppi convenevoli che possano introdurre in qualche modo il suo stile inconfondibile, Scacchi Assassini parte immediatamente, ed il pubblico già canta in coro ed a tempo, sorridendo ai gesti strampalati e tendenti al grottesco del bassista cantante più folle della capitale (non volevo esagerare). Passando per C’era la luna piena(stasera), si arriva alla mia preferita e di molti altri (almeno tutti quelli che urlano a squarciagola accompagnando il ritornello): Insieme al vento. Il botto vero è proprio c’è però con Mr Vanni, ma a parte questo, per tutta la durata dell’esibizione, il nostro Ra assume più volte le sembianze di un ubriaco molesto, divertendosi e contorcendosi in una sorta di danza di corteggiamento fra scimmia lisergica e mucca pazza… uno spettacolo! Agnello e Balli con Me chiudono la performance del trio, che ancora una volta è stato capace di far saltare ed applaudire un’intera platea accorsa ad ascoltare… tanto di cappello!

Piccola pausa, corro verso il bar ed agguanto una birra, giusto il tempo di incrociare Oreste che saluto energicamente con un sorriso ed una stretta di mano (te lo avevo promesso) e tornare rapidamente alla mia postazione, dove i tecnici stanno già montando le attrezzature dei Bud Spencer Blues Explosion.
Il pubblico si stringe maggiormente al palco, avvicinandosi per vedere meglio, per leggere in anticipo le canzoni riportate sulla scaletta. 
In pochi secondi il palco è una bolgia, tornano le luci sul palco, e la miscela blues di chitarra e batteria esplode letteralmente, proprio come indicato nel nome della band. 
Mi sento come se, Hamburger, Frigido testo, in rapida successione mentre la chitarra di Adriano Viterbini sembra essersi impossessata di lui, guidando le sue piroette ed i suoi movimenti esagitati, facendolo scalpitare da un lato all’altro del palco. Un Blues elettrico, forsennato, graffiante e ruvido quanto basta, perfettamente coadiuvato fra la potenza di Cesare Petulicchio  alle pelli, e la precisione chitarristica di Adriano, soprattutto in brani come Hey Boy, hey Girl, riarrangiamento fortunato tra i più richiesti durante i live.
Chiude la performance un’altro riarrangiamento, Voodoo Child, ed ancora una volta si può quasi palpare il dispiacere del pubblico costretto a salutare il duo ormai al termine della serata.
Come già detto in passato, su molti altri racconti come questo, ho personalmente incontrato molte formazioni singolari, formate a volte, anche solo da un elemento singolo, eppure così bravi come i BSBE ne ho davvero incrociati pochi, in grado di infiammare tutte le file della platea come fossero la prima, coinvolgenti e davvero divertenti.






Un ringraziamento speciale a Fleisch ufficio stampa ed Orion Live Club per averci ospitato







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