Home / Fine Before You Came + UACS + Madreperla live @ Traffic live Club (testo di Elisa Seri, foto di Serena Amal)

Fine Before You Came + UACS + Madreperla live @ Traffic live Club (testo di Elisa Seri, foto di Serena Amal)

I Madreperla richiamano l’attenzione con fumogeni e distorsioni poi un poderoso urlo energizzante, così si accaparrano l’attenzione del pubblico che comincia a saltellare e a battere ritmicamente i piedi a terra. Sono i finalisti dell’Italia Wave Love Festival, quelli che si sfideranno il 14 Aprile alla Locanda Atlantide con Simone Vignola, Grannies Club, Livia Ferri & The Beautiful Losers per poter suonare sul palco dell’Arezzo Wave. Già questo basta per far capire che sono bravi, orecchiabili e adatti al grande pubblico anche se, forse, non sono poi così pronti a un grande palco come quello dell’Arezzo Wave, troppo controllati il bassista e il chitarrista che lasciano così la scena al solo cantante che ha il compito di trascinare la propria voce in risalto, cosa abbastanza difficile dato il settaggio del mixer non proprio “ad hoc” per la tipologia di voce (inadeguadezza subita anche dal gruppo successivo poichè basato solo sui FBYC come accade normalmente quando si esibiscono diverse band n.d.r.), musica e arrangiamento. A mio avviso il batterista è talmente energico ed appassionato da risultare invadente, non dando la possibilità al basso di fare da legame tra le percussioni e gli strumenti a corda, il che è probablimente anche colpa del bassista che suona con una tonalità troppo alta per svolgere al meglio questa funzione, questa scelta a sua volta potrebbe essare stata influenzata dalla scarsa velocità del chitarrista e che quindi ha bisogno di “copertura” da parte del basso. Ma queste sono considerzioni e/o congetture che lasciano un po’ il tempo che trovano,  per i Madreperla l’importante è piacere a chi sta sotto il loro palco, l’importante è arrivare all’Arezzo Wave, l’importante è avere visibilità e fare successo, una tonalità in meno non è una cosa importante.
Salgono ora sul palco gli Ultimo Attuale Corpo Sonoro (UACS)che cominciano a suonare con la sala ancora semi vuota dai molti assenti ancora in “pausa sigaretta”; definirli “band” è riduttivo, il frontman ci propone un recital di testi intensi, pastosi, densi di informazioni insabbiate dai grandi mezzi di comunicazione contemporanei, corposi, dalle tematiche scomode, dai toni sovversivi, da degusare più che da ascoltare, da fare propri, da sentirli battere forte nel petto fino a portarci a dire “io ricordo con rabbia” e la musica non fa che accompagnare questo crescendo di tumultuose emozioni. Il trasporto per le tematiche affrontate e per l’importanza stumentale è tale che ci si accorge distintamente che quei 5 ragazzi non sono lì per dare spettacolo ma perchè gli piace esprimersi in questa maniera; e non si curano del pubblico, non cercano il contatto visivo con la massa ma il contatto intellettuale con il singolo. La sala è ora nuovamente gremita di gente, attirata forse dalla bravura dei musicisti, dalla passione di loro tutti, fattostà che ora a seguirli sono in tantissimi; il “Punk Poetico/Etico” di questi veronesi non lascia scampo a chi vuole davvero vedere il mondo cambiare, non sono i soliti “finti rivoluzionari” che rompono maldestramente qualsiasi cosa solo per spavalderia, sono attenti ed accorti, sono i sovversivi che fanno informazione quando la libertà di stampa, parola ed opinione viene facilmente comprata per quattro denari, sono ragazzi che forse non sanno cosa vogliono dal domani, ma di certo sanno cosa NON vogliono più sopportare. Operativi con formazione definitiva dal 2003 hanno gia al loro attivo 3 Album e sono in trepidante attesa per poter continuare a sviluppare i successivi; come una fucina sempre ardente (anche perchè la cronaca italiana e mondiale non gli risparmia certo spunti di riflessione ed indignazione), sono appassionati e investono ogni loro energia senza mai subire le tentazioni dello show business: “there’s no business like show business”, senza mai tradire la loro rabbia e il loro sdegno. Di qui a poco sono in partenza per Bologna dove la carcassa del Douglas DC9 I-TIGI sarà protagonista del video (mini-video d’informazione, non un banale videoclip!) della loro interessante versione della strage di Ustica.
E’ circa mezzanotte e mezza quando salgono sul palco i Fine Before You Came ed è un bagno di folla! La sala è gremita e la concentrazione di esseri umani sotto il palco è spaventosa; ad ogni attacco di canzome la folla è in fermento e il cantante non si fa certo sfuggire questa occasione ed instaura subito un legame molto forte con i fans, ma solo lui, gli alri componenti rimangono in secondo piano. Il crowd surfing l’ha fatta da padrone per tutto il concerto, anche se forse è venuto meglio agli spettatori che hanno portato uno di loro a “duettare” con il frontman che invece nel suo breve girovagare di mano in mano ha prima dato un calcio e poi un pugno a un faretto rompendolo. Il pubblico è però in delirio e al ritmo di Non mi piace Dublino un boato di voci si alza dalle gole del Traffic riempiendo la sala intera; il concerto continua con questo ping pong canoro tra cantante e pubblico che trova la sua massima epressione in Sasso, canzone storicamente legata ai palchi e alla spettatori romani. Forse la progressiva fama conquistata dai FBYC ha allontanato troppo il gruppo dai ragazzi che con piacere accorro ai loro concerti, si ha come l’impressione che non si nutrano più degli applausi e delle grida ma che piuttosto ne siano sempre più inebriati ed esaltati portandoli a crogiolarsi nella loro stessa apparente bravura distogliendoli dalla persecuzione dell’obbiettivo finale: la musica, deviando il loro percorso verso l’alcolico sentore di notorietà.
 
 
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