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Offlaga Disco Pax live @ Brancaleone (testo e foto di Stefano Capolongo)

Gli Offlaga Disco Pax tornano a Roma, stavolta al Brancaleone, a presentare Gioco di società, terzo lavoro uscito il 6 Marzo 2012. E’ un album che mostra una certa maturità grazie ai testi molto più intimi dei precedenti ma ugualmente ricchi di venature politico-filosofiche.
Sul palco, alle 21.45, ad accogliere il pubblico iniziale è un classico del trio emiliano: un rialzo su cui sono sistemati il modellino di una vecchia Golf rossa, il peluche di Krtek(la talpa dei cartoni famosissima in Cecoslovacchia), il Toblerone e un dizionario della lingua italiana. Ognuno di questi pezzi ha un suo preciso riferimento nei testi delle canzoni degli Offlaga e perciò prima del concerto si assiste ad una sorta di pellegrinaggio davanti a queste “reliquie”che vengono fotografate come fossero un quarto componente del gruppo. A colpire è anche l’eterogeneità del pubblico, composto da ragazzi appena diciottenni fino a uomini di mezzà età coi capelli già completamente bianchi, passando per i padri di famiglia fino ai new-waver abbigliati come fossero ad un concerto dei Cure. Il pronti-via è alle 22.45: Daniele Carretti indossa una t-shirt di Aphex Twin (al quale somiglia incredibilmente) mentre Max Collini una dei Diaframma… insomma la serata promette bene.
Dopo le iniziali richieste da parte di qualche esaltato tra il pubblico di un nudo integrale del frontman (pubblico che nel complesso è stato molto tranquillo, tant’è che alla fine Collini sentenzierà: “Siete molto diligenti”), la favolosa base elettronica, unita al pulsare luminoso di due schermi televisivi a tubo catodico posti ai lati del palco, ci immerge nella nostalgica Palazzo Masdoni, che insieme a Respinti all’uscio forma l’accoppiata di apertura.
L’atmosfera dei pezzi estratti dal nuovo album è sciolta da brani ovvero Lungimiranzae Dove ho messo la Golf? presenti in Bachelite (2008) e perciò più noti al pubblico che comincia a cantare, a scaldarsi, a gridare. L’abilità dialettica di Collini fa emozionare il pubblico che ama seguirlo nella sua recitazione dei pezzi, in particolare nei passaggi di slogan, meglio ancora se vagamente nostalgici. Il coro da stadio di Piccola storia Ultras è infatti seguito dai pugni alzati dal sapore “Gucciniano nella chiosa di Cinnamon (“…alle Cinnamon e a tutti i compagni caduti, bisognerebbe dedicare una piazza davanti un’ipermercato”). Segue Parlo da Solo, primo singolo estratto dall’ultimo lavoro, che si posiziona nella mia personalissima top three per quanto riguarda gli arrangiamenti. Daniele Carretti spinge sul Moog con un gioco di tasti e manopole, mentre Fontanelli vi si intreccia con un basso diligente a creare un groove elettrico che a tratti fa credere di trovarsi ad un concerto dei Kraftwerk. Si prosegue con una serie di classici (Cioccolato IACP magistralmente riarrangiata e Tono Metallico Standard) alternati a brani recentissimi (Sequoia, Tulipani). Il concerto prosegue poi con Onomastica, il cui tappeto elettronico continua ad incalzare anche dopo la fine del brano che viene utilizzato da Collini per snocciolare i (lunghissimi) ringraziamenti, creando l’illusione di una lirica e ancora, per annunciare col solito humour erudito che è presente il banchetto con i vinili aggiungendo: “Chi non lo compra, vent’anni di risaia in Cambogia con Capezzone!”, trovata davvero geniale.

L’immancabile Robespierre, il pezzo che li ha resi famosi e da cui è stato estratto anche il loro primo video, anch’essa riarrangiata per renderla meno forsennata, chiude il concerto. L’encore è composto dall’azzeccata A pagare e morire (“…com’è possibile che io sia finito a fare da scudo umano ai risparmi della classe media non me lo so spiegare…”) che chiude il concerto magistralmente e con la quale salutano il pubblico romano che li apprezza e li segue in maniera sempre più numerosa (me compreso) dal lontano 2005.
Ottima esibizione del trio di Cavriago che ha regalato al pubblico liriche di uno spessore d’altri tempi e musiche di qualità altrettanto alta. La voce familiare e rassicurante di Max Collini
risulta, come sempre, capace di raccontare storie di vita con una dialettica tanto elevata quanto profonda, mentre Carretti e Fontanelli, nel loro massimo splendore elettronico, lo accompagnano dando vita ad un’esibizione di grande successo.
Ottimo anche il Brancaleone, come al solito perfetto per acustica e organizzazione.
Per dirla con gli Offlaga Disco Pax quindi, non so se ci siamo spiegati! *
SONGLIST:
– Palazzo Masdoni
– Respinti all’uscio
– Lungimiranza
– Dove ho messo la Golf?
– Piccola storia ultras
– Cinnamon
– Parlo da solo
– Cioccolato IACP
– Tono metallico standard
– Sequoia
– Tulipani
– Onomastica
– Robespierre
– A pagare e morire
*da “Ventrale” (Bachelite, 2008)


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