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OvO + Milf @Traffic live Club, Roma (testo e foto di Stefano D’Offizi)

Con più di 600 concerti all’attivo (seicento!), infinite collaborazioni ed apparizioni varie tra festival e tour più disparati, gli OvO rappresentano uno dei miraggi utopici del territorio Indie Italiano (ammesso che Indie significhi davvero qualcosa). Un suono particolarissimo, secondo forse solo ad una presenza scenica fuori dal comune, lo sa bene chi li ha gia visti dal vivo almeno una volta. Questa sera occuperanno la sala del Traffic live Club, altra preziosa icona del Rock underground della capitale, sempre in linea con proposte di un livello sopra la media, sebbene l’acustica e l’apporto scenico della sala non siano al top.
Ma poco importa quando il live viene aperto da una band che si intitola Milf! Si tratta di un duo (trio) chitarra e batteria, più un terzo elemento al mixer ed ai rumori di circostanza, cori ed atmosfere che servono a completare il clima sinistro della formazione.

Nati da una costola dei Keep Out, Alessandro Di Fabrizio (voce e chitarra) e Carlo Neri (batteria) sono in grado di tenere il palco ed il pubblico sulle spine, ritorcendosi contro le loro stesse note e contraddicendo ogni loro fraseggio tra un finale infinito ed una performance live degna di nota. Al mixer, per miscelare alcuni suoni come già detto, il produttore e fonico della band, Artista Sadico (vi prego, ditemi che si chiama davvero così…), completa il tutto con maestria, rendendo ancora più agghiacciante l’esibizione della band.
Un ascolto sicuramente non facile, anche se devo dire molto soddisfacente, sia per i contenuti nettamente indirizzati verso rituali orgiastici di natura prettamente hard (e scusate il termine ma è proprio il caso di dire che ci hanno “scopato” le orecchie), sia per il calore trasmesso ad una platea non esattamente fitta, che comunque ha dimostrato di apprezzare in modo più che attento, ascoltando ed interagendo con la band. Dopo aver letteralmente “assaggiato” il manico della chitarra di Alessandro (una Les Paul come la mia!) ascolto attentamente ogni brano, cercando di farmi un’idea sommaria di questa band che non ho mai incrociato prima: se c’è un gruppo che può aprire i concerti degli OvO, è sicuramente questo, e pezzi come James Bondage, Happy Milf ma soprattutto Squirt, brano di apertura, si collocano sicuramente a pieni voti nell’olimpo dell’underground, quello probabilmente sconosciuto ai più, ma al quale sicuramente, gli stessi Milf, sarebbero fieri di appartenere.
Pochi minuti di pausa, mentre il palco cambia sembianze per l’arrivo degli OvO, giusto il tempo di scambiare quattro chiacchiere con Alessandro, doverosi complimenti con tanto di cicchetto, e si torna sottopalco per assistere alla band della serata.

Una mezza batteria ed una Stratocaster con l’aggiunta di un basso distorto ed un microfono, niente di più per il duo formato nel 2000 da Stefania Pedretti e Bruno Dorella, più l’aggiunta di altri collaboratori momentanei che hanno sempre vagato attorno al fulcro principale rimasto invece invariato da allora.
Live che si apre con Nosferatu, dopo un breve intro rumoroso che comunque sembra funzionare soprattutto per richiamare gente sotto al palco ed avvisare il pubblico che stanno per cominciare.
Un susseguirsi di note strascicate e distorte anche grazie ad una sorta di plettro fai da te, ricavato probabilmente da un pezzo di vetro o di plexiglas, che altro non produce se non degli interminabili e graffianti stridii tra il feedback più estremo e la distorsione del thrash anni novanta. La voce di Stefania è sicuramente l’elemento caratterizzante per eccellenza, degna prova in Marie ed Ostkreuz, dove raggiunge un growl a metà tra Darkthrone dei primi tempi e sfumature leggermente Cavaleriane, nonostante si tratti di una donna!
La Saponatrice di Ferrara rappresenta forse il miglior esempio dello stile genuino degli OvO, per quanto si tratti di un pezzo relativamente passato, e con La Bestia, Stefania imbraccia un basso che dire distorto risulterebbe riduttivo.

La grinta con cui Bruno picchia su timpano e rullante (che oltre al crash completano il set del drummer) si interseca bene con altrettanta precisione, del resto più di seicento concerti, hanno forgiato il duo per platee anche più accalcate di così. Crocevia conclude un’esibizione tra le più intense mai viste al Traffic, un finale improvviso, senza inutili scenette di band che spariscono nel backstage per il “solito” insopportabile Bis: ultima nota, ultimo colpo e tutto si ferma, via le maschere e giù dal palco nel silenzio interrotto solo da qualche applauso e da un incredulo quanto compiaciuto “ah… finite così?”, prima che qualcuno possa intervenire e mandare la musica di sottofondo che giunge solo qualche secondo dopo, assieme all’applauso più convinto dei presenti.
Indie? Noise? Alternative? Se devo descriverli con una sola parola, neglio di OVO non c’è davvero nulla, ascoltare per credere.
Abbiamo voluto incontrare la band nel backstage prima del concerto, ovviamente però, ne parleremo nei prossimi giorni.

CLICK per le foto dei Milf live di Stefano D’Offizi

CLICK per le foto degli OvO live di Stefano D’Offizi


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