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Edda live @ Locanda Atlantide (di Federico Pompili)

“Nessuno se lo aspettava più da te” cantava Stefano “Edda” Rampoldi con i suoi Ritmo Tribale, negli anni ’90. Frase che può girare su di sé, oggi.
Nessuno, dopo più di dieci anni di distanza si aspettava un ritorno sulle scene, tanto meno un ritorno così folgorante. Eppure, Edda ha inanellato una sorpresa dopo l’altra, pubblicando nel 2009 un debutto solista (Semper Biot) tanto intenso e sincero da far male. In punta di piedi si è riaffacciato a quel mondo musicale da dove era fuggito.
Qualche massiccia dose di autostima, ha fatto si che il primo disco non fosse un commiato, ma l’inizio di un nuovo percorso, che lo ha portato alla pubblicazione di un live Ep In Orbita (2010) e successivamente il nuovo album Odio i Vivi.
Stasera alla Locanda Atlantide, l’artista milanese presenterà proprio il suo ultimo lavoro, che lo vede in giro per tutta l’Italia. Ad aprire la serata due artisti della scena romana: Verme, artista romano che si muove sulle frequenze della scena cantautoriale romana. A seguire salgono sul palco i Caoscalmo, formazione romana che con il loro Rock dalle influenze d’oltralpe inizia a scaldare il non numerosissimo pubblico presente.
Veloce cambio di set ed ecco arrivare sul palco Edda, accompagnato da Filippo Pedol al basso e da Sebastiano De Gennaro alle percussioni. L’inizio è dai migliori, il live viene aperto da L’innamorato, brano che viene quasi stravolto come comunque tutto il resto dell’esibizione. Chi aveva anche lontanamente pensato di canticchiare insieme a lui le nuove tracce deve ricredersi, musica e testi vengono riproposti in chiave totalmente diversa, Stefano traccia la linea e gli altri musicisti sul palco lo seguono cercando di assecondare qualsiasi variazione egli abbia intenzione di fare.
La serata scivola via con canzoni come Emma, Topazio e Gionata (traccia scritta da Somà e Gionata Mirai). Non possono mancare all’appello la bellissima Anna e la title track Odio i Vivi. Durante tutta l’esibizione Edda, con spirito punk irrompe suonando la chitarra elettrica in maniera stortissima. L’effetto psichedelico è assicurato. Più che indurre al sogno, l’ascolto conduce in un viaggio/allucinazione dove è bene restare sempre vigili e pronti alle sorprese.
Le infinite doti canore dell’artista milanese e gli squisiti accompagnamenti di Pedol e De Gennaro rendono l’intera esibizione un infinità di emozioni che riaffiorano e che mancano da tempo nella scena musicale italiana. L’encore è composto da: Laura cover di Ciro Sebastianelli, una particolarissima Dentro Marylin (Afterhours), Omino Nero e per concludere si esibisce accompagnato dalla sua Telecaster acida con Fango di Dio.

Un’esibizione da farfalle nello stomaco, poichè Edda fa un’implicita richiesta all’ascoltatore: la disponibilità ad aprire mente, cuore, stomaco, abissi interiori oltre che orecchie.


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