Home / Live / Entombed + Buffalo Grillz + Southern Drinkstruction + Housebreaking live @ Traffic live Club (testo di Mario Cordaro, foto di Stefano D’Offizi)

Entombed + Buffalo Grillz + Southern Drinkstruction + Housebreaking live @ Traffic live Club (testo di Mario Cordaro, foto di Stefano D’Offizi)

Il quattro febbraio li aveva fermati soltanto la neve. Il Traffic e gli Entombed però sono stati di parola e, alla prima occasione utile, la data è stata recuperata con la sola defezione dei Doomraiser, sostituiti dagli Housebreaking.
Credo non ci sia bisogno di dilungarsi molto su chi siano gli Entombed: il loro primo album Left Hand Path è unanimemente riconosciuto dagli appassionati, e dagli addetti ai lavori, come seminale nell’ambito del primo death metal svedese.
Al contrario di quanto comunicato in precedenza, il concerto comincerà con tre quarti d’ora di ritardo e, come vedremo più avanti, la cosa avrà delle ripercussioni. In apertura troviamo gli Housebreaking, band proveniente da Cassino che, onestamente, non avevo mai avuto modo di ascoltare: la loro proposta ricalca le coordinate di quel “groove metal” (qualsiasi cosa esso significhi) molto in voga negli anni ’90. Successivamente salgono sul palco i Southern Drinkstruction, i quali attirano parecchie presenze nel locale (fino a quel momento abbastanza vuoto), e scaldano l’ambiente con il loro death “quasi” ‘n’ roll. Midtempos cadenzati, supportati da riff granitici, si alternano a stacchi/ripartenze improvvisi, senza comunque far mancare un minimo di melodia. Sulla bontà della loro prestazione on stage converranno anche gli stessi Entombed, in quanto uno dei chitarristi e il batterista suoneranno, in seguito, con indosso la loro maglietta.
Altro cambio di palco, e altra band: è il turno dei Buffalo Grillz. Il loro set non comincia sotto i migliori auspici, in quanto una testata ha dei problemi ed è stato necessario sostituirla. Sistemato l’inconveniente tecnico, la band presenta alle persone astanti il loro death/grind, condito con un’attitudine molto ironica. Il piatto forte della serata però è servito verso mezzanotte, anche se dopo un intro di ben CINQUE minuti. L’impatto immediatamente sprigionato dagli Entombed fin dai primi secondi è devastante; il pogo risponde a quest’incipit in una frazione di secondo, con violenza inaudita. Si fa davvero fatica a stare nelle immediate vicinanze del palco, anche perchè comincia uno stage diving continuo da parte di più individui, con le conseguenze che potete ben immaginare. Non a caso, dopo una quarantina di minuti dall’inizio degli svedesi (e di carnaio umano), si sfiorerà anche una rissa, in quanto uno dei soliti intelligentoni che si lanciano sul pubblico senza far caso a chi colpiranno (e come, soprattutto) finirà sul palco, dando una gomitata in faccia ad un’altra persona semplicemente seduta lì ad ascoltare. Episodio che si commenta da solo ma che fortunatamente non ha avuto esiti sanguinosi. Nell’impasse generale, la band fa partire l’encore e si defila dal palco, tornandoci solo diversi minuti dopo per le canzoni conclusive dello show. Stupisce la presenza in scaletta di un solo estratto da Clandestine, anche se comunque la loro performance è stata indubbiamente più efficace sui pezzi più datati: a maggior ragione strana scelta, quindi.
Oltretutto, il notevole impatto d’inizio concerto è andato affievolendosi progressivamente (almeno per il sottoscritto, sicuramente non per la folla delirante sotto palco), e i nostri concluderanno il loro breve set con l’immortale Left Hand Path. Qualcuno però dovrà spiegarmi perchè in tutte le altre date europee gli Entombed hanno suonato due ore, compresa la famosa data improvvisata a Pescara il quattro febbraio, e solo a Roma un’ora e cinque (ho escluso dal conteggio intro ed encore). Hanno forse pesato i tre quarti d’ora di ritardo iniziali, e le problematiche tecniche tra testata guasta e cambi palco, trattandosi di ben quattro band si poteva anche immaginare… a questo punto non sarebbe meglio iniziare prima o far suonare meno band? A parte questo forse meglio così, o due ore di quel delirio ci sarebbe scappato il morto…

Songlist:


Eyemaster
Say It In Slugs
Serpent Saints
I For An Eye
Out Of Hand
Supposed To Rot
Drowned
Revel In Flesh
To Ride, Shoot Straight And Speak The Truth
Like This With The Devil
Chief Rebel Angel
Demon
Wolverine Blues
When In Sodom
Living Dead
Serpent Speech
Damn Deal Done
Left Hand Path
 
Un ringraziamento speciale a Davie, A.L Produzioni e Traffic live club per averci ospitato durante questo evento


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