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Marlene Kuntz live @ Orion live club (testo di Stefano Capolongo, foto di Daniele Marcheggiani)

Un concerto dei Marlene Kuntz è sempre un evento da non perdere, sia per la carica che trasmettono ad ogni loro apparizione, sia per la pura e semplice bellezza di brani coi quali questa band Cuneese ha scritto una pagina importantissima del rock italiano.
La recente partecipazione al festival di Sanremo, scelta a mio avviso ponderata e per niente criticabile, non è stata accolta con gli stessi sentimenti dai fan più radicali: quei classici fan, per intenderci, che amano riempirsi la bocca di frasi come “Basta, non sono più gli stessi di una volta”o “Si sono bevuti il cervello” se i loro musicisti preferiti invertono le rotte stilistiche o provano a svecchiare il loro genere o (eresia massima) si piegano ad apparire in TV.
Questa serata servirà a tracciare un quadro più chiaro di quello che attualmente sono i Marlene Kuntz.
L’Orion di Ciampino, per la sua conformazione, offre vari punti di vista verso il parterre che risulta, nonostante sia sabato e siano già le 23 (il concerto era previsto per le 22), scarsamente popolato. “Poco movimento” si dice in gergo, se non fosse per le luci lampeggianti arancioni sul palco che formano ora una M ora una K…le aspettative non sono delle migliori.
La band sale sul palco alle 23.15 circa aprendo con Canzone per un figlio, preceduta da una voce narrante che è filo conduttore del loro ultimo lavoro Canzoni per un figlio; le parole di un uomo che sciorina insegnamenti di vita al proprio pargolo ci accompagnerà lungo il corso di tutto il concerto, precedendo ogni pezzo e descrivendo l’anima di una band che dopo aver raggiunto la piena maturità è ora in grado di regalare qualcosa di più: parabole, perle di saggezza. A questo proposito, il ruolo del guru Godano lo ricalca in pieno: emaciato allo stremo, barba lunga e incolta, nessuna interazione col pubblico, sguardo spesso perso nel vuoto e movimenti morbidi quasi benedicenti, mi piace da matti. Le storiche Trasudamerica e Un piacere speciale sono eseguite immerse in quest’aura onirica, con la solita vocalità sussurrata ed arrangiamenti più intimi e ricercati (in linea con quelli presenti nell’ultimo album). La Canzone Ecologica ci da un saggio delle abilità di Davide Arneodoalla tastiera e dello stupendo scandire delle parole di Cristiano Godano, un’esecuzione colma di trasporto e sentimento. Seguono Pensa, Stato d’animo e Ti giro intorno sulle quali anche lo spettatore più distratto si accorge che il ritmo sta aumentando decisamente: Godano ha una camicia che si potrebbe strizzare, Bergia picchia duro e Tesioper non essere da meno, graffia a fondo. Il suono si fa più pieno e questo climax ascendente fa da apripista alla stupenda A fior di pelle
Il pubblico, fin’ora cheto e piuttosto silenzioso, comincia a scatenarsi e a cantare il famoso ritornello “sono le volte che proprio non ce la fai più che vorresti volare per davvero nel blu dipinto di blu…”. Questo brano e il successivo Io e me  segnano l’esplosione della band, Godano esce dalla sua crisalide di santone (mantenendone sempre vive le espressioni) e si veste da mostro del palcoscenico e violentatore di chitarre. Eccezionale è la coda di piano elettrico che attira l’attenzione sul ciuffo (molto simile a quello di Alf della serie televisiva) e sul tocco deciso di Arneodo ed apre a Bellezza. Questa ballata meravigliosa come anche la successiva Lieve (non sempre eseguita dal vivo) trasmettono al pubblico l’originale passione che muove da più di vent’anni un band come i Marlene: lo si scorge dall’atmosfera che si respira e dagli occhi socchiusi di Godano, persi chissà in quale profonda regione della mente. Canzone in prigione (scritta per la colonna sonora di Tutta colpa di Giuda del 2009) insieme a Serrande alzate, in cui il basso di Luca Saporiti ci fa godere non poco, ci trascinano, come in trance, all’ ultimo pezzo. Nessuna particolare captatio benevolentiae per il gruppo ma semplicemente un Grazie, commovente e sorretto da chitarre anch’esse piangenti sulle quali Godano, tornato nei panni di guru spirituale, con ampi gesti presenta la sua eccellente band prima di lasciare il palco.
Chi frequenta i concerti sa bene che ad un live che sembra finito, segue sempre o quasi un encore di un paio di pezzi. Per i Marlene non è stato proprio così, infatti gli encore sono stati due (non mi capitava da tempo) per un totale di nove brani. Canzoni ad alto gradimento e in una parola DIROMPENTI: Impressioni di settembre (storica cover dei PFM), L’abitudine, Un sollievo (eseguita in modo meravigliosamente rabbioso) poi due perle come1°2°3° e Festa Mesta,dall’anima giovane e specchio del vestito noise-garage dei giovani Marlene di Catartica (1994), un fulgido splendore che stasera riviviamo in pieno. Musa chiude la prima parte, prima del gran finale con Ineluttabile, Il bersagliere ha 100 penne (canzone popolare, riarrangiata per il 25 aprile) e la immortale Sonica, suonata come manco i migliori Audioslave avrebbero potuto.
A sentir parlare i detrattori, i M.K. sembravano essere arrivati al capolinea, piegatisi ormai alle logiche di mercato più becere e commerciali. Niente di questo grigiore e di questa vuotezza si è palesato stasera sul palco dell’Orion. I musicisti (Bergia in particolare) sono apparsi in forma smagliante e insieme a un Godano delicato e violento allo stesso tempo ci hanno regalato una performance assolutamente di livello ed emozioni forti. Due encore e un totale di ventitrè brani eseguiti per una band che è sembrata lasciare sul palco, oltre al sudore, parte del proprio cuore.
Se le parabole discendenti fossero per tutti così, potremmo ritenerci ampiamente soddisfatti.
Un ringraziamento speciale allo staff del Orion live club e Daniele Mignardi Promopress Agency per averci ospitato durante questo evento
Songlist:
1- Canzone per un figlio
2- Trasudamerica
3- Un piacere speciale
4- Canzone ecologica
5- Pensa
6- Stato d’animo
7- Ti giro intorno
8- A fior di pelle
9- Io e me
10- Bellezza
11- Lieve
12- Canzone in prigione
13- Serrande alzate
14- Grazie
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15- Impressioni di settembre
16-  L’abitudine
17- Un sollievo
18- 1°2°3°
19- Festa mesta
20- Musa
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21- Ineluttabile
22- Il bersagliere ha 100 penne
23- Sonica


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