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The Dillinger Escape Plan + Sincircus live @ Circolo degli Artisti (testo e foto di Mario Cordaro)

Erano molti anni che aspettavo di vedere dal vivo i The Dillinger Escape Plan. Finalmente ho avuto modo di farlo evitando di percorrere centinaia di chilometri, come mi è capitato, in altre occasioni, negli anni passati.
La band statunitense si forma nel 1996, prendendo il loro monicker dal famoso gangster John Dillinger, mentre il loro primo disco Calculating Infinity vedrà la luce nel 1999. Le loro coordinate musicali non son certo comuni, in quanto il metal e il grind/hardcore si fondono con il free jazz, a creare un muro di suono dai tempi impazziti e decisamente non prevedibili. Questo genere è stato definito “mathcore”, ma ritengo che in questo caso le etichette non significhino sostanzialmente nulla.

Fatta questa dovuta introduzione, ad aprire per loro troviamo i Sincircus, band veronese “on the road” da diverso tempo. Fatto il mio ingresso al Circolo degli Artisti (il quale ultimamente ha proposto nomi interessanti, per quanto riguarda certe sonorità) il loro show era già cominciato, e la proposta musicale appare subito chiara: chitarra e riff heavy sono sostenuti da una batteria a tratti hardcore/crust, con annesso doppio pedale a martellare in sottofondo, il quale fornisce ulteriore dinamica ai pezzi. L’energia sprigionata da questi quattro ragazzi è notevole, degno antipasto di quello che avverrà successivamente. La voce spazia dal growl al clean, mentre il basso sostiene degnamente la potente ritmica non disdegnando qualche apertura solista (notevole l’intro di una song tutta in slap). Ampiamente promossi quindi; mi ripropongo di approfondire il discorso, dato che non li avevo mai ascoltati prima.   

Cambio palco, notevole attesa, ed ecco fuori i Dillinger Escape Plan. Il combo statunitense si presenta in forma smagliante sul palco, anche se questa è l’ultima data del loro tour. La scaletta vedrà brani estratti da tutta la loro discografia: com’è giusto che sia, vista la mancanza di un nuovo lavoro da promuovere. Ne ho visti tanti di concerti fuori le righe, ma questo è stato uno dei più divertenti in assoluto: alla prima nota uscita dagli amplificatori, il pogo e lo stage diving partono di prepotenza coinvolgendo anche i chitarristi e il cantante i quali, prima saliranno sugli ampli e si lanceranno sul pubblico continuando tranquillamente a suonare, in seguito cammineranno direttamente sopra le loro mani. Scena divertentissima, anche se la mia macchina fotografica ha rischiato più volte di fare un brutto volo, a causa della gente che mi franava letteralmente addosso da tutte le parti. Impressionante come tutto questo movimento non tolga la minima energia alla band, visto che mantiene un impatto serrato e non si ferma praticamente mai.
L’attacco di 43% Burnt dal primo album è glorioso, e fa impazzire letteralmente il pubblico (più di quanto non lo sia già). Lo stage diving continua impetuoso, tanto che il roadie dei Dillinger sarà costretto in più occasioni ad “invitare” i ragazzi a scendere dal palco. Anche i pezzi tratti da Ire Works (uno dei loro dischi più deboli secondo me) e l’ultimo Option Paralysis incontrano il favore della platea, anche se ormai l’adrenalina era talmente alta che anche una polka, a mio avviso, sarebbe stata gradita. Assisto poi ad una delle più belle chiusure di concerto mai viste nella mia vita, in quanto la band porterà lo stesso pubblico… sul palco!!! Una cinquantina di ragazzi vengono invitati a salire sulla piattaforma dal frontman Greg Puciato (il quale vocalmente non mi ha mai convinto del tutto), e Farewell, Mona Lisa verrà eseguita in questo modo. Spero abbiano collaudato il tutto in precedenza, ma per fortuna il palco ha retto… e le annesse risate sono state copiose. Il tutto è ben documentato da fotografie, come potete vedere.
Insomma: concerto breve (sessantacinque minuti), ma con un’energia e un impatto visto solamente in pochissime altre occasioni. Le mie aspettative non sono state deluse affatto, spero che la band ricapiti al più presto da queste parti, magari incentrando stavolta la scaletta sui pezzi più vecchi.

 
Songlist:

Panasonic Youth
Milk Lizard
Room Full of Eyes
43% Burnt
Gold Teeth on a Bum
Black Bubblegum
Hollywood Squares
Weekend Sex Change
Sugar Coated Sour
Fix Your Face
Good Neighbor
Setting Fire to Sleeping Giants
Sunshine the Werewolf
Farewell, Mona Lisa

Un ringraziamento speciale al Circolo degli Artisti per averci ospitati durante questo evento


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