Home / Vadoinmessico + Honeybirds and the Birdies + Bottega Glitzer live @ Locanda Atlantide (testo di Stefano Capolongo, foto di Andrea Rossi)

Vadoinmessico + Honeybirds and the Birdies + Bottega Glitzer live @ Locanda Atlantide (testo di Stefano Capolongo, foto di Andrea Rossi)

Questa sera alla Locanda Atlantide si esibiscono i Vadoinmessico che sbarcano a Roma nel mezzo di un tour che li vede impegnati per mezza Europa. La band è composta da 5 membri, di stanza a Londra, provenienti da ogni parte del globo: Giorgio Poti (Italia), Salvador Garza (Messico), Stefan Miksch (Austria), Alessandro Marrosu (Italia) e Joe White (Inghilterra). Per la loro esibizione (prevista alle 23) bisogna aspettare la mezzanotte e l’esibizione di altri due gruppi che rendono il menù della serata decisamente ricco. I primi a salire sul palco, con una Locanda già discretamente popolata, sono i Bottega Glitzer, band Italiana che gira intorno alla voce della italo-svizzera Nadja Maurizi e che propone un folk rock caldo e coinvolgente. I pezzi proposti spaziano dallo swing al pop mantenendo una forte radice folkloristica di base, che fa scaldare il pubblico (intirizzito dalla pioggia) coinvolgendolo in un ritmo quasi da musica popolare. La bella voce della cantante è, durante tutta la breve esibizione, accompagnata dal contrabbasso (Carmine Iuvone) che fa subito jazz e dalla fisarmonica. 
L’antipasto è stato davvero di nostro gradimento e lascia la scena agli Honeybird and the Birdies. Questo terzetto già noto negli ambienti indipendenti, nemmeno a dirlo, pesca le sue origini ai due capi dello stivale (Catania e Torino) e in America (Los Angeles). Colpiscono subito il pupazzo di un uccello (quale altro animale se non questo?) sistemato su un treppiede e le facce dipinte dei componenti: la bella e americanissima cantante (anche chitarra e ukulele), in particolare, sembra uscita da un video dei MGMT. E’ proprio lei che introduce il gruppo sciorinando una serie infinita di parole al limite del comprensibile prima di mettere in moto un samba, primo pezzo della loro esibizione, seguito da un secondo che resta sui ritmi latini, avvicinandosi alla bossanova. Quando però si crede di aver inquadrato lo stampo artistico di questi tre ragazzi, si viene immediatamente smentiti con brani che spaziano dal folk al funk, dall’etno all’hip-hop alternando stacchi e cambi di tempo marcatamente progressive: un art-rock a 360° sorretto da intelligenti linee di basso. Nonostante il numero limitato di pezzi, gli Honeybird and the Birdies lasciano l’impressione di un progetto pieno di idee, eclettico e sicuramente innovativo.
Un (non troppo) rapido cambio di palco ed è il momento degli headliner: i Vadoinmessico irrompono sulla scena con una classe innata da band consumata e adusa a calcare i palchi.  Si parte con Shining up the green, brano scanzonato che da il benvenuto ad un parterre davvero importante che si stringe sempre di più vicino agli artisti. I brani che seguono sono tutti estratti dal loro primo album in studio Archaeology of the future: Pepita queen of the animals ci porta in spiaggia sulle ali di un ritmo che ricorda molto quello dei recenti Vampire Weekend. Pond, In Spain, Curling up your spine e The adventure of a diversono brani che fanno ballare il pubblico e abbandonano quello spettro di somiglianze col marasma del mondo indie al quale avevo paura di andare incontro prima di questa serata. I pezzi suonati da questi ragazzi sono personali e validissimi, addolciti dall’utilizzo di strumenti come l’ukulele e il banjo (Miksch), la diamonica e il glockenspiel. 
La meravigliosa atmosfera di Teeo, forse il brano più bello dell’intero lavoro ci convince definitivamente della bontà del lavoro svolto dal quintetto che spesso ricorda i loro vicini (sia geografici che musicali) Coldplay (in particolare quelli di Viva la vida): sarà per le soluzioni melodiche dei quali spesso arrivano gli echi o anche per l’utilizzo dei timpani che ricorda molto quello di Will Champion, il cui sosia non è però White ma piuttosto Giorgio Poti. C’è molto di psichedelico nelle vene di questo gruppo e ciò diviene palese su una Me,deserteseguita al massimo del loro potenziale insieme a Fleur le tue e Notional townssuonate sul treno delle distorsioni. Porque mate, cover divertentissima di un brano portoghese e la meravigliosa e fumosa Cave chiudono” l’esibizione. Il virgolettato è d’obbligo dato che dopo nemmeno un minuto eccoli ancora sul palco per altri due brani: Go to sleep e Archaeology of the future, la prima traccia dell’omonimo album che segna una chiusura sognante di una serata meravigliosa. 
I Vadoinmessico sono una splendida realtà nonostante l’unico album all’attivo, dolci e potenti allo stesso tempo sanno già regalare emozioni genuine con uno charme da artisti consumati.
Una serata gustosa (nonostante il clima sub-tropicale nel locale) condita da tre gruppi di chiara validità, che danno conferma di un fatto ormai certo: la mescolanza dei generi è la frontiera che si deve intraprendere per poter dire qualcosa in un mercato musicale ormai saturo.
 

Songlist:

Shining up the green
Pepita queen of the animals
Pond
In Spain
Curling up your spine
The adventure of a diver
Teeo
Me, desert
Fleur le tue
Notional towns
Porque mate
Cave
———-
Go to sleep
Archaeology of the future

Un ringraziamento speciale ad Ausgang e Locanda Atlantide per averci ospitato durante questo evento


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