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Adrenaline Mob live @ Orion live club (testo e foto di Stefano D’Offizi)

Dalle ceneri di due proggetti paralleli, divenuti ormai una realtà del rock moderno, e che ancora ardono nel grande bracere del mondo dello spettacolo (un certo tipo di spettacolo), nascono gli Adrenaline Mob, generati dalla fusione di idee di Mike Portnoy, che viene considerato come uno dei migliori batteristi dell’ultimo ventennio, e Russell Allen dei Symphony X, una voce non di poco conto. I due hanno rilasciato parecchie dichiarazioni in cui si descrivono a vicenda come un destino musicale inevitabile, al quale non hanno potuto (ed ovviamente neanche voluto) sottrarsi, era solo questione di tempo. Dopo un EP datato 2011 dal titolo omonimo, gli Adrenaline entrano in studio per registrare il nuovo lavoro chiamato Omertà, uscito recentemente per Century Media, e che ha faticato a prendere il largo. A completare la formazione live, Mike Orlando alla chitarra, e John Davis Moyer (già bassista nei Disturbed). C’è da dire che ovviamente, gli appassionati di Dream Theater e Synphony X erano combattuti, i primi soprattutto, e per questo motivo, in molti hanno snobbato questo loro proggetto che non sembra aver imboccato subito la strada giusta. 

Il Supergroove degli Adrenaline sbarca durante il tour europeo (tra cui anche il Gods of Metal) al solito Orion live club, raccogliendo anche stavolta un buon numero di curiosi del genere, appassionati e scettici che ovviamente si ricrederanno… vediamo come:

Si parte subito in quarta con Psychosane, qualche secondo per salutare la platea e subito a galoppare sulle note portentose di Feelin Me, il pubblico (non numerosissimo per la verità) si scalda subito, agitando le braccia e dimenandosi sotto al palco, molto ma molto vicino alla band, una possibilità di contatto che non si trova spesso nei club di questo livello. 
Si passa per Down to the Floor ed Angel Sky, brani che mostrano tutta l’alchimia tecnico-fantasiosa dei Mob, una perfetta fusione di stili abbastanza vicini, molto classici, come la loro passione per band storiche come i Black Sabbath che non hanno mai nascosto. 

Tra Believe Me ed All on the line, il pubblico è rapito, pochi ma buoni direi, complice anche il caldo che in questi giorni sta massacrando la gente della capitale, e per quanto l’aria climatizzata del locale dia una mano, non ci si può esentare dal più genuino headbanging, che ovviamente fa sudare copiosamente le prime file sotto palco.
Hit the wall, fino ad arrivare ai due encore d’eccezione: The mob Rules, ovviamente c’è chi osanna la band inchinandosi alle prodezze chitarristiche di Orlando, ed infine War Pigs, altro incredibile tributo ai Sabbath. Vedere Portnoy dal vivo fa sempre un certo effetto, sebbene molti lo detestino, non c’è altro da fare che goderselo fino in fondo, del resto si tratta di uno di quei nomi ingombranti che fanno già parte dei miti di domani, anche se a dirla tutta, ci si aspetta qualcosa di più da questi Adrenaline, dal vivo dimostrano un’ottima verve, ma in studio risultano ancora un tantino stucchevoli, speriamo che aggiustino il tiro.



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