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Sigue Sigue Sputnik live @ INIT Club (Testo di Stefano Capolongo, foto di Andrea Rossi)

Quando si muove un gruppo come i Sigue Sigue Sputnik, anche se della formazione originale magari c’è rimasto solo un membro, è sempre cosa buona e giusta andarli a sentire. Geni e precursori di centinaia di band, alfieri della new wave degli anni ’80, arrivano al 2012 consapevoli del tempo che passa ma orgogliosi della realtà che continuano a rappresentare.
A mezzanotte i tempi sono maturi per salire sul palco di un INIT praticamente deserto (purtroppo!): Martin Degville, visibilmente appesantito, indossa la sua brevettata maschera facciale con alti pennoni annessi, una sciarpetta leopardata abbinata ad una giacca di lustrini in stile pienamente glam e pantaloni e stivali neri da punk-dark new waver. Lo sguardo è sempre lo stesso: profondo e terrificante. La formazione di stasera prevede solamente un duo, con Degville c’è una chitarrista che, c’è da essere sinceri, ruba la scena al frontman britannico: il corpo da modella e l’abbigliamento procace, uniti ad una pettinatura un po’ alla Joe Strummer veicolano inevitabilmente l’attenzione su di essa. Il primo brano è pazzesco, un Rocket Miss USA presentato assolutamente al massimo (per quanto la voce di Degville lo consenta) che ci da un assaggio di quello che vedremo nel corso della loro, seppur breve, esibizione. 
Segue la sospesa Alien Christ dalla quale fuoriesce tutta la voglia dei Sigue Sigue di stupire, scioccare e soprattuto far ballare il pubblico che comincia a muoversi seriamente (i larghi spazi consentono ampi movimenti) e ad entrare nel groove di sensazioni positive che questa band riesce a trasmettere. La posizione numero 3 della scaletta è dedicata ad una pietra miliare dei S.S.S., 21st Century Boy e il suo giro di chitarra celeberrimo. Se Marc Bolan era fermo al 20° secolo coi suoi T-rex, Martin Degville è già nel 21°: supera le barriere imposte dal tempo come se fosse una foto scattata 30 anni fa che ha il dono di non sbiadire mai. Si toglie la giacca di lustrini restando con una t-shirt che da l’effetto di un tatuaggio total body e ci riporta intatti nel 1986 con la meravigliosa Teenage Thunder. Insomma con i S.S.S. si vola sulle ali del post-punk, del glam, della new-wave e, perché no, di atmosfere più dance come la nostalgica Sci-fi love o Success, un brano che per sua natura potrebbe essere stato concepito dai Duran Duran e Dancerama. 
La bella chitarrista è un punto di forza del duo (che oggi non può contare su accompagnamenti ritmici e perciò si affida al campionamento), ammiccante ed estrosa al punto giusto per non essere oscurata dall’istrionico Degville trasmette l’elettricità del suo strumento come un’endovena alla platea toccando l’apice sulla stupenda The Jean Genie, cover di David Bowie e sulla industrialissima Hey Jayne Mansfield Superstar, punto massimo del mio straniamento dal mondo esterno, immerso totalmente nella magnifica eccitazione che la band  ha creato. Il pezzo sembra non finire mai, l’acidissimo giro di chitarra torna più volte su se stesso e Degville si esibisce in pose da diva consumata che strizzano l’occhio ai fotografi.
Una finale pazzesco alla fine di cui i due britannici lasciano il palco per qualche secondo, prima di chiudere definitivamente con il loro pezzo più famoso, Love Missile F1-11 regalando a tutti la concretizzazione del sogno di sentirla dal vivo: trascendentale.
Verve, carisma, potenza e classe per un’ora di full immersion negli anni 80 vissuta a mille: con i Sigue Sigue Sputnik si ha la garanzia di assistere ad uno spettacolo d’altri tempi e la certezza che da loro derivi una buona fetta di gruppi cronologicamente successivi. L’unica nota stonata è rappresentata dalla partecipazione del pubblico: appena una quarantina di unità per un nome che meriterebbe platee ben più nutrite.

“Shoot it up… shoot it up… shoot it up…”
(da Love Missile F1-11)
 SONGLIST:
– Rocket Miss USA
– Alien Christ
– 21st Century Boy
– Teenage Thunder
– Sci-fi lover
– Dancerama
– Success
– The Jean Genie
Hey Jayne Mansfield Superstar
– Love Missile F1-11


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