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Dobermann – Dobermann – Autoproduzione 2012 (di Stefano Capolongo)

La prima impressione che si ha nel prendere in mano il cd dei Dobermann è quella che si stia andando ad ascoltare qualcosa di forte, prepotente e deciso. La copertina infatti, manco a dirlo, vede il disegno di un feroce dobermann a bocca spalancata bianco su sfondo nero mentre il retro offre una foto dei tre componenti della band: Paul del Bello voce e basso, musicista con un curriculum assolutamente di livello (nonchè quasi sosia di Marc Bolan), Dario Orlando chitarre e cori e Boe batteria e percussioni. Venendo alla musica, l’accoglienza è affidata a La Rogna, un intro in cui si asapora subito il sound dei tre di Torino, accompagnato dal disperato abbaiare di cani. Non fai x me è un’esplosione non controllata di corde vocali e biglietto da visita di ciò che sarà l’intero album: hard rock aggressivo e velenoso, condito perfettamente da un basso a dir poco sapiente. Rosso sembra quasi un tutt’uno con la traccia precedente ed è un brano trascinante in cui emerge fortemente la loro vena punk (o ‘vibe’ punk come la stessa band ama ricordare) e la natura “contro” (“credo che in questa città tutto sia contro di me”) e socialmente ostile (“vedo nero, sono da sempre innamorato dello zero”). La conferma di ciò è già nel titolo della bella Antisociale (musicata da Norbert Krief) che per certi tratti ricorda i Guns’n’Roses e l’alienazione espressa in Mi sono trasformato in un Robot è perfettamente descritta, oltre che dal testo, da ottimi passaggi di chitarra espressamente heavy alla quale non siamo più tanto adusi.
Le velocissime e potentissime Tutto ok e Shoryuken ci conducono a Night Rider, forse la traccia più bella dell’intero album: riflessiva e sapientemente arrangiata per creare le tinte tipiche della notte contiene al suo interno ottimi passaggi melodici. Quando l’asfalto grida è il manifesto del rock duro e puro, quello sporco e selvaggio per cui si possono macinare chilometri e chilometri senza sentirne il peso. Fear of the UK è la bonus track che con rara veemenza chiude l’album, facendo il verso ora ai Sex Pistols ora ai Ramones, gente che di punk se ne intendeva eccome.
Un lavoro notevole questo dei Dobermann che in tempi di crisi (anche musicale) si presenta come una sberla in pieno volto. Un tuffo negli anni 70 e 80 tra Led Zeppelin, Ramones, Ac/Dc, T-rex solo per citarne alcuni: hard rock, glam, punk perfettamente mescolati tra di loro, e impreziositi dai testi in lingua italiana, un azzardo che molti (spesso anche per moda) non tentano neppure. Un atteggiamento squisitamente rock, quello più “dirty” del termine, unito a sapienti accortezze organiche fanno dunque di Dobermann un album decisamente valido.

Tracklist:

1. La rogna (intro)

2. Non fai x me

3. Rosso

4. Negativo

5. Antisociale (a testa bassa)

6. Mi sono trasformato in un robot

7. Tutto ok

8. Shoryuken

9. Night Rider

10. Quando l’asfalto grida

Bonus Track
11. Fear of the UK


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