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Hard-ons + KillTime live @ INIT Club (testo e foto di Laura Dainelli)


La parte migliore dell’alternarsi di queste band del sul palco dell’INIT Club è sicuramente l’interessantissima commistione di generi che propongono, qualcosa che ti lascia con tanta emozione ma anche tante domande, dubbi, voglia di saperne di più.

Tra le due band, i primi a suonare sono i romani KillTime, romani che però non hanno nulla da invidiare ad una punk band “one-hundred-per-cent- American”.
Sulle prime note sembrano assomigliare ad un punk più easy, stile primi Greenday diciamo, ed il tutto viene alimentato dal look con berretto con visiera rigirata per cantante e bassista. Ma già dal secondo pezzo ci rendiamo tutti conto molto meglio di che pasta sono fatti, ed appare immediatamente palese il motivo per cui siano stati gli headliner ufficiali nel tour dei Queers in Italia, ma non solo: nella loro carriera vantano persino di aver aperto un live dei Buzzcocks!!

Torniamo alla straordinaria performance e all’energia, grinta e precisione dei suoni che questi tre bravissimi ragazzi ci propongono: la loro attitude più hardcore viene presto confermata (ed acclamata) su pezzi quali Hey U Assfucker, National Merit Scholar, Sick Of You, I Hate ParasitesMonsters Behind The Screen, Pretty Girl, Who’s The Girl With The 28 T-Shirt, Goodbye Song e la splendida e trascinante, Back to you.

Ricordano tanto la leggendaria triade del punk hardcore Ignite- All- Descendents, per l’alternanza riuscitissima di melodie sentite ma molto veloci e dal suono duro e potente. E’ indubbio che il talento artistico non manca, anzi!! Il suono è ritmico, forte, concentrato ed arriva immediato, ma proprio per questo forse l’unica critica che si può fare loro, pur se parecchio a malincuore, è proprio l’essersi adagiati troppo su queste sonorità già conosciute, di giocare troppo con la somiglianza stilistica con le band appena citate, ma anche con molte altre del genere. E’ veramente un gran peccato questo, perché nel complesso la performance è strepitosa, suoni e testi decisamente accattivanti: un batterista mostruosamente forte, anche chitarra e basso ottimi e bravissimi anche nell’alternanza delle due voci.

In ogni caso, dal vivo sono strepitosi, ed infatti la folla inizia a scaldarsi da subito: non c’è moltissima gente ma quella che c’è si fa sentire, ed è anche questo il bello dei live, no? Una dimensione del genere quasi ovattata, ma in questo caso di punk.. ci si sente tutti chiamati in causa nel fare casino e nell’ascoltare ed apprezzare la carica che questo trio sa trasmettere.
Un velocissimo cambio di strumenti e di sistemazione del palco ed appaiono gli Hard-ons in tutta la loro wild attitude”.
Ecco, loro infatti sono i veri animali da palcoscenico, ma in assoluto, non solo di questa serata. Direi paurosamente oltre le aspettative dal punto di vista di qualsiasi cosa si possa intuire guardando i loro video o leggendo commenti dei fans on line. Infatti hanno intrapreso una via simile a quella già percorsa negli ultimi anni, ma in modo ancora più accentuato: ovvero tralasciare i singoli più orecchiabili e che li hanno resi famosi, quali ad esempio All set to go, Crazy crazy eyeso Just being with you, che molti si aspettavano dal vivo, per lasciare il posto invece a una sorta di hardcore vorticosamente mescolato al death metal, con accenni di trash e grindbeh neanche tanto accenni! 

Tutti coloro che finora hanno descritto gli Hard-ons come una band che tendeva a collocarsi nel mezzo tra Ramones e Beach boys, beh deve prendere atto che hanno arricchito il loro percorso di ben altro, ed a prescindere dai gusti personali dei fans che possano rimanere spiazzati più o meno positivamente da un simile cambio di rotta, quello che oggettivamente c’è di importante, positivo e costruttivo, è la grande voglia di mettersi in discussione e di cambiare le carte in tavola, nonostante i trent’anni di brillante carriera internazionale sui quali milioni di altre band si sono più che adagiate a scapito della creatività.

Comunque, tornando alla diretta dell’evento, i tipi sono completamente matti: mezzi nudi, tatuati, tamarissimi e con capelli che, per quanto anche io li abbia molto lunghi, non sono mica riuscita ad agitarli come loro! anni di allenamento? Diciamo che selvaggi ed irriverenti è assolutamente un eufemismo, e vale decisamente la pena di vederli dal vivo se vi capita per rendersene conto. Nel frattempo il sotto palco si è riempito, c’è chi poga e chi si “limita” a cantare a squarciagola, ma sono tutti molto presi, anche se la parte migliore, da questo punto di vista, è stata probabilmente la corsa collettiva dentro il locale di tutti quelli che fumavano e chiacchieravano fuori tra una band e l’altra non appena si è udita la primissima nota… 

Queste sono belle cose da vedere per chi ama la musica e l’entusiasmo che solo la musica dal vivo sa trasmettere.

Per comprendere meglio la loro attitude comunque vi basti a pensare che scrivono pezzi dal titolo Suck’n’swallowe soprattutto che (non so se tutti voi avevate già collegato) il nome della band è un gioco di parole che, tra le altre cose, vuol dire anche “Mi è venuto duro”! Ho reso meglio l’idea?
Un ringraziamento speciale a tutto lo staff dell’INIT club per averci ospitato durante questo evento


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