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Il Cile live @ Orion live club (testo e foto di Matteo Pizzicannella)


Stasera mi ritrovo con una “vecchia” conoscenza: Il Cile.

Ho avuto il piacere di ascoltarlo già in occasione dei concerti romani dei Negrita di quest’anno, si era appena affaccaito sulla scena italiana di un certo livello, ma già si capiva che avrebbe fatto parlare di se, soprattutto dopo aver ricevuto i complimenti di Jovanotti e degli stessi Negrita. Il Cile e la sua band, non venguono fuori da un talent show o da un maledetto reality, no, loro sono musicisti, hanno girato in lungo e in largo suonando dove possibile facendosi un gran mazzo e tanta esperienza, fintanto da farsi notare da un produttore come Fabrizio Barbacci, e firmando per una etichetta come la Universal

e questo si sente, il loro disco di esordio Siamo Morti a vent’anni ha riscosso subito un ottimo successo tra il pubblico, e tra gli “addetti ai lavori”, come solo musicisti genuini possono fare.
Stasera all’Orion live club ho l’occasione di gustarmeli da soli, e non come “spalla di”, non vedo l’ora di veder questi ragazzi cosa sanno fare sul LORO palco.
Purtroppo il pubblico romano non risponde al meglio, l’affluenza è aimè scarsa, e questo dispiace perchè nelle date precedenti del tour il pubblico ha dato risposte ben più soddisfacenti, nonostante la location abbia spesso ospitato folle numerose ed agitate. Un vero peccato in effetti, anche se quanto dimostrato sul palco va ben oltre i soliti insignificanti numeri di gradimento.

Credere Alle Favole apre le danze, versi spesso in rima che raccontano di un “amore” incompreso. Si passa a La Ragazza dell’Inferno Accanto e poi a Il Nostro Duello. La quarta canzone è un inedito: La Tortura Medievale, seguita poi dal primo vero scossone per il pubblico fedele, il brano che da il titolo anche all’album Siamo morti a vent’anni che strappa applausi dalla platea fino a quel momento leggermente assorta.
Giunge il momento di Tamigi che, come spiega Lorenzo Cilembrini (il vero nome anagrafico de Il Cile), riporta alla luce una vecchia delusione, si arriva quindi a Tu Che Avrai Di Più e Il Mio Incantesimo, che scaldano definitivamente la serata prima di un altro inedito Baron Samedi. Preludio ad una eccellente versione di Escluso Il Cane di Rino Gaetano, un omaggio estremamente apprezzato da tutti i presenti. La Lametta smorza un pò l’atmosfera creatasi, ma solo per dar spazio all’ultimo brano: Il Cemento Armato, che forse più degli altri è già nel cuore dei tanti fan.

Probabilmente l’emozione è ancora tanta nel trovarsi su un palco proprio, e in acluni momenti si avverte un po’ di impacciataggine del caso, ma questa è la dimostrazione della genuinità di questi ragazzi che da soli sono riusciti a farsi valere nell’inferno mediatico che vive oggi la scena musicale… meglio così piuttosto che assistere all’ennesimo spettacolo deciso a tavolino, del solito “artista” costruito davanti alle telecamere che non ha nulla da dire o da comunicare, un’altro nome nella lunga lista di proposte che l’Orion live club ci sottopone in grande stile.
In bocca al lupo a Il Cile ed alla sua voglia di farsi il mazzo. 

Setlist:
credere alle favole
la ragazza dell’inferno accanto
il nostro duello
la tortura medievale (inedito)
siamo morti a 20 anni
tamigi
leone
tu che avrai di più
il mio incantesimo
baron samedi(inedito)
escluso il cane (cover Rino Gaetano)
la lametta

cemento armato

Un ringraziamento speciale a Live Nation e lo staff dell’Orion live club per averci ospitato durante questo evento


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