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Tito and Tarantula live @ INIT Club (testo e foto di Stefano D’Offizi)

Sold Out all’INIT Club! Una folla impazzita che ulula alla luna, sperando forse di diventare tutti dei vampiri assetati di sangue, proprio come nel celebre film (Dal Tramonto all’Alba) in cui compaiono proprio Tito Larriva e la sua band: Tito & Tarantula riempiono inaspettatamente la sala di uno dei live club storici della capitale. Il pubblico romano si è dimostrato molto ricettivo, e già prima dell’orario di apertura c’è fila all’ingresso, un viavai che continuerà fino a concerto inoltrato.
Ad aprire la serata, i WakeUpCall, band puramente rock che ricorda molto alcuni mostri sacri degli anni novanta; un sound bluseggiante ed aggressivo, energici almeno quanto giovani, ma non per questo da buttar via. Il loro stile si potrebbe collocare in una miscela altisonante fra primi Offspring, un pizzico di Motley Crue e dei migliori Skid Row, aggiungendo un sound leggermente più moderno. Brani incalzanti e decisamente impreziositi da una sessione ritmica più che preparata (Dario al basso e Giacomo alle pelli) a far da cornice all’ottima presenza scenica del loro frontman (Tommy, buona anche la voce) e ad un impressionante chitarrista solista (Olly, davvero una sorpresa inaspettata!) che ricorda per suono e velocità un certo Saul Hudson che proprio una settimana fa si esibiva a Roma (Slash ovviamente). Saltano alle orecchie brani intensi e carichi di energia: Kill Your Dreams, The Devil’s Round e Not Like You (quelle che mi hanno maggiormente conquistato), per non parlare di uno spendido tributo a Neil Young con una versione spumeggiante di
Rockin’ in the Free World.

Questi ragazzi hanno avuto il difficile compito di introdurre una band che musicalmente non ha molto in comune con il loro repertorio, ed in questi casi è davvero difficile (forse addirittura improbabile) ritagliarsi un proprio spazio che vada oltre la normale attesa della band principale. Questa spalla ha dimostrato carattere e compattezza, raccogliendo un buon numero di presenti sotto al palco e senza chiedere nulla a nessuno, gli unici dialoghi fra Tommy (che somiglia molto a Leo Messi)ed il pubblico riguardano la headliner della serata, ripetuti tentativi di acclamare Tito prima di lasciare la scena.

Durante il cambio palco mi trovo a canticchiare il motivetto di uno dei loro brani (credo fosse To Be), devo essere sincero: sono stato un amante del genere per lungo tempo e per quanto possa essere demodè, non si può non ammettere che i WakeUpCall hanno dimostrato di avere un proprio stile, convinzione e maturità. Purtroppo però, il mercato musicale del rock si muove in altre direzioni, ma questa è solo una riflessione e sono convinto che a loro non importa affatto.
Lunga, lunghissima attesa (quasi una mezz’ora) prima di vedere il calo di luci che precede l’ingresso di Tito e la sua Tarantula.
Un cilindro rosa ed un paio di RayBan rosa, Stratocaster e spocchia da star mezza ubriaca ed assolutamente divertita, così appare Tito Larriva al suo ingresso sul palco, sospinto da una copiosa quantità di applausi ed urla di giubilo da parte di una platea stracolma, sospintasi fin sotto il palco in qualche centinaia di unità. 

Provenienti da altre tre date Italiane (Roncade, Livorno e Torino) presentano il prossimo lavoro intitolato Shut Up, in una mistura di brani nuovi e vecchi, alternati da brevi aneddoti intrecciati tra le esperienze cinematografiche in cui si è imbattuto Tito Larriva durante la sua carriera. “Doveva chiamarsi Pistoleros… poi scelsero Desperado, a qualcuno non piaceva come suonava Piss…” tutti ridono, mentre introduce proprio Pistolero in un intermezzo solistico tra una canzone e l’altra. A parte i riscontri cinematografici, il sound della band è principalmente Southern Rock, con sprazzi di latina memoria e venature blues appena percettibili. In my car, Sayonara e Tokyo Town sono solo un esempio del vasto repertorio di questa band insolita.
La Tarantula morde a fondo il pubblico di uno straripante INIT Club, tenendo incollati tutti i presenti, uno spettacolo davvero unico per una platea tanto appassionata di Cinema e di Musica, ma il culmine si raggiunge nel finale, quando viene intonata After Dark, tratta dalla celebre pellicola Dal Tramonto all’Alba, che ovviamente scatena il delirio. Mi aspettavo di vedere Miss Pandemonium armata di anaconda tra la folla… purtroppo non è successo, ma a parte questo devo ammettere che si è trattato di un live davvero grandioso!


Un ringraziamento speciale allo staff dell’INIT Club per averci ospitato durante questo evento


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