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Marina Rei + Operaja Criminale live @ Lanificio 159 (testo e foto di Simone Giuliani)


I presupposti per una bella serata c’erano tutti. Leggere sulla locandina dell’evento: Marina Rei, Operaja Criminale, Pierpaolo Capovilla e Paolo Benvegnù: farebbe gola a non poche persone e non poca gente ha popolato il Lanificio 159 questa sera. Le aspettative, nonostante l’assenza di Capovilla (per motivi personali n.d.r.), non sono state deluse. Aprono il live gli Operaja Criminale, una band già piuttosto affermata nel contesto romano, capaci di sorprendere con brani poco prevedibili suscitando sensazioni e ricordi di una musica passata. Il coraggio e la bravura di questo gruppo sta nel riuscire a rendere incredibilmente attuali queste sonorità, ricreando nello stesso tempo l’ambiente Alt-Rock degli anni 80. 
Brani come La Routine Dei Guanti e Grave partono lenti, ma pian piano prendono ritmo; i testi sanno emozionare, ti catturano e generano un’affascinante alchimia con la musica. Già al primo ascolto si nota l’abitudine degli Operaja a ripetere quasi ossessivamente frasi o parole all’interno dello stesso brano. La più soave e mistica Torino sembra essere il manifesto della band, il nome Operaja (operaia in romano n.d.r.) è un richiamo alla città delle fabbriche, delle utilitarie e, appunto, degli operai. Anche se non sembra, durante questo live di apertura si respira aria di CCCP il che promette bene. In ogni caso sembrano evidenti le influenze di gruppi come i Marlene Kuntz e gli Afterhours
Il gruppo, nato dall’incontro tra Andrea Ruggiero, violinista di grande spessore e Matteo Scannicchio voce e tastiera di notevoli doti tecniche, suona brani provenienti dal loro primo album Roma Guanti e Argento uscito a gennaio dell’anno scorso. Tuttavia questa sera sarà anche la band di supporto che accompagnerà Marina Rei per tutto il concerto. Se l’album degli Operaja Criminale ha appena compiuto un anno, per la Rei, questo live, è “l’annozero”del suo nuovo lavoro: La Conseguenza Naturale Dell’Errore. L’esibizione della Rei inizia proprio con L’Errore, un brano per gli innamorati, o perlomeno chi è innamorato può capire meglio il senso delle tante frasi che costellano il testo. Bella canzone, interpretata bene da Marina alla batteria, ma forse un po’ confusa, forse un po’ come l’amore. E Mi Parli Di Te è preceduta dalla notizia dell’assenza di Capovilla, peccato! Il brano, scritto dal cantante lombardo, si rifà molto a Direzioni Diverse de Il Teatro Degli Orrori e comunica una gran malinconia rappresentando il narcisismo maschile e la solitudine. 
Il concerto scorre via liscio con Marina che, come sempre, si trova a suo agio tra i tamburi della batteria fino al momento dell’ingresso in scena di Paolo Benvegnù. I due, lui di tre quarti tra lei e il pubblico interpretano Il Mare Verticale offrendo ai presenti un affascinante duetto a distanza. Per il brano Nei Fiori Infranti Marina si alza per cantare fianco a fianco a Paolo dando prova della buona intesa che c’è tra i due. In verità l’intesa c’è anche con gli Operaja Criminale, sembra che si conoscono da anni. 
A seguire, con l’uscita di scena di Benvegnù, inizia la parte più rock del concerto. Marina si agita e salta danzando per tutto il palco e conclude il live con I Miei Complimenti. Il bis comincia con una bellissima cover di Annarella dei CCCP durante la quale troviamo Marina Rei fianco a fianco con Matteo Scannicchio alla tastiera.                      

Il bis si conclude con Che male c’è, anche qui Marina si scatena alla batteria, tirando fuori tutta l’energia e la grinta che la contraddistinguono. 
Come detto all’inizio lo spettacolo di questa sera è stato bello e ricco di spunti interessanti. Per Marina inizia il tour con gli Operaja Criminale che sono qualcosa di più che una semplice band di accompagnamento. 
Staremo a vedere se questa collaborazione darà un valore aggiunto. A giudicare da quanto visto e sentito questa sera sembrerebbe proprio di si.

Un ringraziamento speciale allo staff del Lanificio 159 per averci ospitato durante questo evento


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