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Relics incontra gli S.O.S. (a cura di Laura Dainelli, foto di Simona Rovelli)

  • Intervistiamo oggi gli SOS, band di rock italiano ai limiti dell’hard rock, caldo e travolgente, carico di malinconia ma anche di tanta voglia di divertirsi e tutto sommato di prenderla alla leggera per quanto si può, di affrontare la sofferenza ma trovare sempre il lato positivo e un po’ “fanciullesco” in tutte le cose… che è un po’ sia la loro sia la nostra filosofia per certi aspetti
    La band è composta da:

                                         Bruno Baudo – Voce
    Fernando Regaldo – Chitarra
    Pino Balzotti – Chitarra
    Eugenio Mazzini -Batteria
        Michele Raspanti – Basso
    Relics: Ciao da Relics! D’obbligo iniziare con un breve riassunto del percorso fatto insieme come band in questi quasi TRENT’ANNI alla luce soprattutto dell’entusiasmo e della carica che ancora vi contraddistinguono..
    (domandina da niente eh )


    SOS:
    Gli SOS iniziano la loro avventura nel 1984 , eravamo in tre: io (Fernando Regaldo) alla chitarra e voce, poi Riccardo Lipparini (alla batteria mai dimenticato R.I.P.) e Venanzio Loreti al basso, poi si aggiunsero Paolo Imparato alla chitarra solista e Gino Costa alla voce . Quella fu la prima formazione alla saletta in via Fortebraccio , vicino Piazzale Prenestino, eravamo giovani e ci andavamo con l’autobus … io soprattutto che abitavo a Trastevere e ogni settimana era un viaggio. Ma a vent’anni non si sentono troppo i pesi dei sacrifici. Più tardi arrivò Bruno Baudo alla voce, che è ancora il nostro grandissimo cantante! Tanti altri cambi di formazione negli anni, fino a raggiungere stabilmente quella attuale da un periodo anche abbastanza recente. Con questa nuovissima formazione,che vede Bruno Baudo alla voce, Fernando Regaldo alla chitarra , Eugenio Mazzini alla batteria, Michele Raspanti al basso e un grande gradito ritorno Pino Balzotti ex chitarra dei Rude e dei Talya, due grandi formazioni dell’underground Romano anni 80. Abbiamo scelto, ma sarebbe più idoneo dire che ci siamo trovati tutti sulla stessa linea di pensiero, voglia di rivalsa , ma soprattutto tutti con una grande motivazione interiore di fare tanto e bene …di darci dentro con la stessa grinta.
    Relics: A cosa vi ispirate maggiormente nello scrivere musica e soprattutto a chi vi ascolta cosa vi piacerebbe trasmettere?
     
    SOS: Siamo tutti cultori del grande Rock e delle grandi band degli anni 70/80 e qualcosina 90: dopo di che,a nostro giudizio, c’è stato veramente poco nella scena mondiale musicale. Infatti molto di ciò che gira attualmente non ci fa impazzire, musicalmente parlando, ed anche per questo pensiamo che ci sia spazio per una band come gli SOS , perchè geneticamente abbiamo ancora un sound genuino e poi ci divertiamo, al contrario dei prodotti costruiti a tavolino dalle case discografiche .
    Noi scriviamo canzoni , storie in chiave Rock , cose facili da capire … e il pubblico alle nostre serate , mi pare gradisca, ma soprattutto le canta a gran voce, e intuile dire che questo per noi rappresenta la più grande soddisfazione.

    Relics: Ammiro molto la vostra capacità di dimostrare a quarant’anni e passa uno spirito e una luce negli occhi cha fanno decisamente invidia a tantissimi ventenni, che quella carica e quel sorriso dentro di sé non ce l’avranno mai e sanno invece solo annoiarsi, lamentarsi e prendere tutto troppo sul serio. Come si fa a rimanere sempre così ed affrontare anche le difficoltà della vita con un sorriso e cercando di cogliere il lato più “bambino” e divertente delle cose?
     
    SOS: Di sicuro, un po’ tutti abbiamo sofferto molto e avuto tanti casini , … non sapremmo dirvi bene, ma forse è proprio quella voglia di esserci , di sapere che la vita è un dono e non va buttata via … per noi ritrovarci su un palco, non è solo una scommessa, ma è una vittoria personale. Certamente, il fisico non è quello dei vent’anni e incollarsi gli “ampli” pesa un pò di più , i vestiti di vent’anni fa non entrano, gli stivali e i piedi ti danno il benservito la sera quando te li levi … ma per nulla al mondo rinunceremmo a tutto questo!Relics: Dei momenti di pausa dai live sono più che comprensibili in tanti anni insieme, ma certo visto quanto siete grandiosi ci piacerebbe sentirvi suonare molto di più, ovunque e comunque Cosa ci dite in merito a questa possibilità?
     
    SOS: Sì,siamo tornati ora sulla scena dopo un periodo un po’ più “fermo” proprio per suonare più spesso e per fare molte cose nuove. Devo dire che, sotto questo profilo, una grande carica ce l’ha data il libro (che ci fa enormemente piacere citare)- e tra l’altro di recente edizione e trovabile da Feltrinelli n.d.r. –  VA PENSIERO 30 anni di Rock e metal in Italiano” di Gianni della Cioppa – Walter Bastianei e Marco Priulla che salutiamo con affetto. Questo testo ve lo consigliamo perchè a nostro parere dà, in modo molto diretto ed efficace, un’ immagine perfetta del Rock e delle band che hanno cantato e cantano ancora il rock in italiano.Inoltre, con annessa notevole prefazione di Omar Pedrini. Ma a prescindere da questo, vi consiglio veramente di comprarlo se siete amanti del Rock in generale, ed anche di quello di casa nostra, perchè …beh, lì c’è veramente la STORIA.
    Relics: Fernando, hai voglia di parlare un po’ di che cosa è stata No Slappers, lo spirito con cui nacque ed i motivi in generale (chiaramente senza fare nomi né parlar male di nessuno) per cui non ha funzionato? Io – e con me molti altri- l’abbiamo trovata un’iniziativa enormemente interessante, e vorremmo capire quali margini ci sono, secondo te, di far rinascere qualcosa di simile anche se con modalità diverse e protagonisti diversi.
     

    SOS: No Slappers nacque diversi anni fa come associazione di musica originale, ed ha riunito per anni tantissime band nell’ambito romano e regionale. E’vero, io ne sono stato il fondatore e mi ci sono dedicato con tutto me stesso per sette anni e oltre. E’ stato per me un sogno, e forse anche la personale presunzione che l’unione di un movimento musicale formato da tante band avrebbe portato uno scossone a questo ambiente musicale romano e laziale, di radio, locali, ecc … ma a un certo punto sono crollato. Mi sono dovuto battere contro troppe forze negative , anche se con orgoglio rivendico che in quei sette anni No Slappers ha creato molto movimento e molto giro di band che grazie ad esso hanno preso luce e popolarità.
    Non so se mi ributterò in un avventura del genere al momento sostengo l’iniziativa di Anime di carta di Emanuela Petroni, che al momento è l’iniziativa che più si avvicina a No Slappers dove presto parteciperemo anche noi SOS con immenso piacere .

    Relics: Vorrei concludere con il bel sorriso e l’energia vitale di cui parlavo prima, quindi con qualcuno degli episodi più divertenti che avete vissuto in questi trent’anni sia come band sia, in primis, come amici. Sbizzarritevi eh


    SOS: Forse sarebbero troppe da elencare … diciamo che la vittoria del Festival di Ariccia nel ’90 e il tour in Svizzera , l’apertura dei concerti a Marco Conidi, Formula TRE, Dokken e Gotthard saranno ricordi indelebili che resteranno per tutta la vita.
    Relics: Grazie ragazzi (eh sì, siete assolutamente ragazzi per noi!!) di questa bellissima chiacchierata, che ha toccato cosi tante corde e sensazioni. Speriamo di rivedervi dal vivo molto presto, e soprattutto con tutta questa umanità, sensibilità e voglia di vivere che dimostrate sempre immutate.
    SOS: Grazie a voi di tutte queste belle parole e di questo spazio! Mi raccomando ricordatevi che ci trovate su queste paghine e tanto tanto altro su:

    www.sosrock.it

    https://www.facebook.com/Sosrockroma?fref=ts

    http://www.myspace.com/sosrockband1

    Buon divertimento e buon tutto !! ROCK’N’ROLL !!!!


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