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Alessandro Mannarino live @ Auditorium parco della Musica (testo e foto di Simone Giuliani)

Ognuno ha il suo Dio, che può essere cristiano, mussulmano, ebraico, oppure può essere un idolo o ancora una figura di altissimo livello, ma per Alessandro Mannarino è l’uomo comune che troviamo come protagonista in tutte le sue canzoni. Personaggi scovati nella routine di tutti i giorni, resi a volte magici grazie alle note etniche della sua musica, gente proveniente dagli ambienti metropolitani e vicini alla nostra quotidianità.Questo e molto altro è ciò che sentiremo questa sera dal palco dell’auditorium parco della musica. Davanti a una S.Cecilia gremita di gente il cantautore, romano de Roma, presenta il suo nuovo spettacolo completamente in acustico Corde: Concerto per sole chitarre, in cui viene accompagnato da musicisti del calibro di Fausto Mesolella, AlessandroChimientie Tony Canto. Insieme a tutti questi artisti sul palco salgono anche i ritmi forsennati, le gonne al vento, il vino e lanterne, ballate toccanti e lamentazioni amalgamate al cantautorato. Non c’è da stupirsi che con tutta questa farina nel sacco il pubblico rimanga subitostregato dalla sua forza comunicativa, complice anche uno spettacolo molto più teatrale piuttosto che in forma di concerto tradizionale. 

Si inizia con Rumba Magica e la platea s’appassiona immediatamente, si prosegue con Le Cose Perdute, Serenata Silenziosa e Maddalena. Al momento de L’Onorevole il pubblico è sensibilmente toccato. Marylou è un insieme di amori, episodi e poveri cristi resi magici dalla poesia diretta del dialetto romano. Per Mannarino l’amore è un po’ come l’arte, uno spazio senza regole e libero che l’uomo si è ritagliato in una società rigida e strutturata, dove c’è la tendenza a controllare tutto. Così dice in Vivere La Vita: “Quello che non ha fatto la società, l’ha fatto l’amore”. Oltre all’amore e alla spiritualità Mannarinonon tralascia il tema sociale e l’attualità con Svegliatevi Italiani, una canzone che lui stesso per amor di patria si augura di non dover cantare mai più. Tutte le canzoni cantate questa sera, interpretate per la prima volta in chiave acustica, hanno nuova vita. 
I brani sono messi a nudo eriproposti al pubblico come sono nati, gli arrangiamenti forti fanno uscire bene voce e testi. Un concerto acustico permette di giocare col tempo, rallentando o accelerando il ritmo a seconda delle emozioni del momento, questo non è possibile quando il concerto è arrangiato con la band. Il finale è tutto un crescendo, il pubblico in piedi canta, con Alessandro: la splendida e saggia Statte zittariflessione di un innamorato, Me So’ Imbriacato una canzone d’amore intenso, carnale e poetico al tempo stesso, Serenata Lacrimosa e Tevere Grand Hotel che ci trattengono nell’atmosfera romana, sebbene siano cantate in italiano. 
L’ultimo brano è Bar della Rabbiae mette in mostra le abilità di Mannarino non solo nel cantare, ma anche nella recitazione. Un concerto coinvolgente misurabile solo finendoci in mezzo dove la musica spazia dal blues, alla taranta, fino a suoni balcanici e agli stornelli romani, ricorda un po’ Vinicio Capossela e Tom Waits. Anche in questo spettacolo teatrale Mannarinosi dimostra abile nel muoversi tra il cantato e il recitato e ha il grande pregio di non stancare mai, anzi diverte ed appassiona con grande spensieratezza.

Un ringraziamento allo staff dell’Auditorium Parco della Musica per averci ospitato durante questo evento


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