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Aucan live @ Circolo degli Artisti (testo e foto di Stefano D’Offizi)

Fenomenali, pungenti, brillanti e fantasiosi. Gli Aucan conquistano nuovamente il Circolo degli Artisti in una serata dalle atmosfere spaziali. La band di Brescia torna a calcare uno dei palchi più importanti della capitale, dopo aver retto alla grande l’opening act dei Placebo al Rock in Roma della scorsa estate (oltretutto con imponente personalità) dimostrando di aver raggiunto da tempo una certa maturità. La serata inizia con un duo di cui purtroppo non sono riuscito a recuperare il nome, un techno set che occupa il centro del palco, mixer sintetizzatori e dj consolle. A dire la verità non si tratta di un genere che possa in qualche modo rientrare nei miei interessi musicali, ammetto il limite e la completaignoranza a priori, anche se a mio avviso, il Rock è un’altra cosa. Il mio parere è comunque relativo, ed il pubblico che già riempie la sala del Circolo per buona tre quarti, sembra apprezzare ed applaudire in modo abbastanza convinto, ne deduco che nel loro genere sono più che bravi. 

Dopo quasi un’oretta o poco meno di esibizione, il palco si prepara ad accogliere gli Aucan, ed il pubblico si stringe contro la transenna che divide il palco dalla platea. Luci abbaglianti si fondono con strobo e suoni spaziali, tipici della formazione bresciana che naviga ormai a cavallo tra l’elettronica d’avanguardia ed un Rock dai suoni duri e concreti. Giovanni “Jo” Ferliga (voce, chitarra e synth) compare per primo sbucando dalle nubi di scena, cappuccio a coprire la testa (da sempre il marchio di fabbrica degli Aucan) e braccio destro alzato a salutare una folla già instabile. Seguono a razzo Francesco D’abbraccio (voce, chitarra e synth anche lui) e Dario Dassenno (batteria) a completare il trio. Vengono eseguiti e riarrangiati brani estratti da DNA (2010) e dal più recente Black Rainbow (2011), con l’aggiunta di qualche inedito che sarà nella prossima fatica ancora in cantiere, il tutto arricchito da nuove sonorità decisamente più Hardcore.  

Ovazioni di rito e braccia alzate per tutta la durata della performance che trova anche modo di dare il benvenuto ad una special guest d’eccezione: Clod (Iori’s Eyes). Ritmi incessanti e suoni ben miscelati si intersecano in uno spettacolo di luci colorate e pulsanti, un “LiveDjRockMathSet” con varie sfumature tendenti al dance psichedelico. Tecnicismi impossibili prendono forma senza difficoltà (o almeno così appare), lasciando a bocca aperta l’intera folla che popola la sala del Circolo degli Artisti
Non è la prima volta che gli Aucan si esibiscono su questo palco, eppure, a memoria personale, si è trattato sempre di un live diverso, mantenendo un approccio concreto e coerente con il proprio stile. Resta solo da attendere di poter ascoltare il prossimo disco, e Relics è ovviamente in prima fila e con la bava alla bocca.

Un ringraziamento speciale a Francesca Di Pastena ed allo staff del Circolo degli Artisti per averci ospitato durante questo evento


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