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Concrete Knives live @ Circolo degli Artisti (testo di Antonella Tocca, foto di Stefano D’Offizi)

Ci sono volte, tante volte, per fortuna, che ci succede di essere grati per il fatto che le band emergenti di talento abbiano la passione per fare musica a dispetto di mille difficoltà. Possiamo anche ringraziare il fatto che ci siano locali che offrono spazio e pubblico ai suddetti musicisti. È decisamente il caso di stasera. In questo 3 aprile sul palco del Circolo degli Artisti possiamo infatti goderci una di queste circostanze. Alle 22 si materializzano i cinque Tropical Disease, band post rock innamorata dell’elettronica, nativa di Schio (Vicenza) e in attività dal 2010, con una formazione che promette sviluppi eclettici: Brando Ghinzelli (Vocals), Alessandro Mafrica (chitarra), Giovanni Salviato (tastiere, elettronica, chitarra), Corrado Marzolini (batteria, Sampling Pad), Simone Colosimo (basso, tastiere, elettronica). Estremamente rarefatti ed onirici i suoni del primo brano, Untitled 33, su una solida base ritmica, voce riverberata per testi in inglese ed interessanti crescendo dinamici che spuntano dai tappeti elettronici. La fusione é ottimale sui ritmi a volte lenti da ballata che si materializzano nei brani ascoltati stasera. 
Quattro quarti in contro tempo per la batteria a sostegno di tappeti e degli interventi in voce di Brando Ghinzelli sempre molto curati ed in toni cupi, con la creatività dei refrain a cura di Alessandro Mafrica e della sua fedele chitarra; incisi che ricordano i momenti migliori dei Coldplay… con una marcia in più. 
Il brano extra Diplomacy ci traghetta al momento dei Phinx, ma finché il palco è dei Tropical Disease, si continua a sognare. Promesse mantenute in una manciata di brani che abbiamo ascoltato: Untitled 33, Shelter, Odd Noise, Diplomacy. È l’ora dei Phinx! La band di Bassano del Grappa, ovvero Francesco Fabris (voce, chitarra, programmi), Pietro Secco (basso, synth), Alberto Paolini (batteria, groovebox), Daniele Fabris, (synth, sequencers), conquista il palco volutamente buio alle 23 con un pezzo dagli intensi bassi sotto un refrain di chitarra dai giri infiniti ed effettati su una voce esasperatamente riverberata per testi in inglese. Subentra il synth mentre luci gialle e rosse lampeggiano sullo sfondo rivelando finalmente le silhouettes dei musicisti. 
“Better than me…” é la frase ripetuta e ripetuta che emerge tra i fumi. Inizio sicuramente ad effetto che rivela il frontman Francesco Fabris con voce, chitarra e console. Sfumature dichiaratamente dance su sessioni ritmiche robuste e pregevoli effetti synth sono la carta d’identità del giovane gruppo che ha già realizzato un album studio. Radiohead, Nirvana e A Place to Bury Strangers sono le percepibili muse che hanno ispirato il progetto. Viene annunciato tra un brano e l’altro il nuovo album in uscita il 23 aprile ma già disponibile in digitale sulle pagine web dei Phinx, mentre, sempre dal buio (una vera sfida per i fotografi) luci porpora e poi oro sciabolano il palco per il terzo incisivo brano presentato stasera. Lo spettacolo visivo di luci é parte integrante dei suoni, come in una discoteca. I ritmi dance sono via via più preponderanti nella pur equilibrata fusione con la componente più rock di melodie e chitarre, ed un caldo e sorprendente synth analogico. Un tripudio di effetti luce strobo illumina finalmente la band durante il brano di chiusura che suona più Radiohead che mai. Un vero spettacolo! Mezzanotte. É il momento degli headliners. Dalla Francia, Concrete Knives. I “Coltelli di Cemento Armato” ci regalano un attacco travolgente con la vocalist Morgane Colas che emerge in top candido, minigonna e caschetto neri tra luci turchese. Per la prima volta la band si esibisce a Roma, ci rivela la vocalist, ed attacca il secondo pezzo After tonight in duetto con il chitarrista. 
Il primo album della band di Caen, attiva dal 2009, é Be Your Own King ed é uscito in Europa a febbraio 2013. I cinque ragazzi sono molto comunicativi, e nonostante le barriere linguistiche, la coppia di frontmen stabilisce subito un buon contatto con il pubblico. I Concrete Knives si presentano: Nicolas DelahayeMorgane Colas, Augustin HauvilleGuillaume AubertinAdrien Lepretre. Il succo consiste in una ricetta apparentemente semplice. Ritmi pop robusti e bei tappeti di synth su tradizionali suoni chitarra basso batteria con pesanti richiami al meglio degli anni ’70 ed ’80. Insomma, si va sul sicuro. Le melodie immediate e gli arrangiamenti curati ed originali creano un sound riconoscibile e di forte impatto, e costituiscono il valore aggiunto che ne spiega il successo. 
Il vocalist/chitarrista Nicolas ci chiede nel suo accentatissimo inglese di cantare i cori ma con il falsetto tipo Bee Gees, tra le risate generali. Morgane coglie l’occasione per ringraziare in un inglese basic i due amici che hanno accompagnato il gruppo in giro per Roma. Peccato per l’ora veramente tarda che certo non è un vantaggio a Roma per il gruppo francese che nel suo tour di presentazione del nuovo album sta raggiungendo numerose località europee, ma noi ci siamo, e siamo lieti di raccontare uno show certamente fuori dal comune che ha catturato ed intrattenuto il pubblico per un’ora abbondante e nel migliore dei modi.
 

Un ringraziamento speciale allo staff del Circolo degli Artisti per averci ospitato durante questo evento
 


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