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John Grant live @ Auditorium parco della Musica (testo di Luca Ruggieri, foto di Simona Rovelli)

Quando John Grant arriva sul palco dell’Auditorium parco della Musica, timido, un po’ impacciato ma con l’aria sorridente, vengono subito alla mente i tempi in cui era il protagonista assoluto dei Czars. Nel 2004, dopo la produzione di sei album, John decide di intraprendere la carriera solista e ci regala due album che hanno subito ottenuto l’attenzione della critica: Queen of Denmark (2010) e Pale Green Ghosts (2013). Durante tutto il concerto a far presa sul pubblico è sicuramente la sua tecnica vocale, John possiede una voce calda e profonda che riesce a pervadere fin dalla prima canzone l’ animo del suo pubblico. Sale sul palco l’effettista Birgir Þórarinssone mentre le prime note cominciano a prendere forma entrano il pianista Chris Pemberton e gli altri componenti della band lasciando infine spazio a John ed alla sua Ernest Borgnine, una delle canzoni più dolorose del suo ultimo album, dove fa riferimento alla sua sieropositività.  

Prosegue con  You Don’t Have To dove spesso lascia il microfono per dedicarsi al piano. John ride e scherza con il pubblico, elogia la bellezza della città di Roma e lascia addirittura che il pubblico proponga dei pezzi, come nel caso di TC and Honeybear, il suo brano preferito del primo album. Un pezzo intenso e malinconico che mette ben in luce la sua profondità vocale. A metà concerto c’è uno spiazzante cambio di atmosfera, il tono nostalgico della serata viene interrotto da due pezzi di disco-music, più psichedelici, caratterizzati da lunghe e persistenti campionature: Sensitive New Age Guye  Black Belt dove si avvertono distintamente le influenze stilistiche dei Depeche Mode e degli Ultravox . Ci pensa poi Glacier a riprendere il filone iniziale e a cullarci con le sue dolci note e con la voce straordinaria di John.  

Si passano in rassegna tutti i pezzi dell’ ultimo album e solo alcuni del primo tra cui spicca senza dubbio la titletrack, l’immensa Queen of Denmark. Purtroppo proprio su questa canzone, John deve affrontare dei problemi al microfono che ne rovinano l’esecuzione ma l’emozione in sala raggiunge l’apice e tra le note malinconche del piano e la veemenza della batteria, John grida: Don’t know what to want from this world I really don’t know what to want from this world” ..ed è magia. John Grant ci confida i suoi segreti stasera e lo fa con sincerità e dolcezza  facendoci entrare silenziosamente nel suo mondo e mostrandoci tutte le sue debolezze senza paure e senza ipocrisie.

Un ringraziamento speciale allo staff dell’Auditorium parco della Musica per averci ospitato durante questo evento


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