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Bonnot, Tracanna, Cecchetto – Drops – Bonnot Music/Godfellas, 2013 (di Fabrizio Necci)

In un panorama musicale italiano saturo di qualsiasi tipo di proposta, purtroppo sempre molto ripetitiva, una boccata di aria fresca non può che far bene. L’incontro tra generi musicali arricchisce la scena e dimostra come, se si mettono da parte i pregiudizi, si può realizzare qualcosa di sopraffino. È il caso di Drops, lavoro compiuto da tre personalità piuttosto diverse tra loro: Bonnot, DJ producer e compositore tra gli altri di Assalti Frontali, Tino Tracanna e Roberto Cecchetto, rispettivamente sax e chitarra, provenienti dal mondo Jazz. Dall’unione di queste tre esperienze nasce un prodotto formalmente impeccabile. Le sonorità sono coinvolgenti…

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In un panorama musicale italiano saturo di qualsiasi tipo di proposta, purtroppo sempre molto ripetitiva, una boccata di aria fresca non può che far bene. L’incontro tra generi musicali arricchisce la scena e dimostra come, se si mettono da parte i pregiudizi, si può realizzare qualcosa di sopraffino. È il caso di Drops, lavoro compiuto da tre personalità piuttosto diverse tra loro: Bonnot, DJ producer e compositore tra gli altri di Assalti Frontali, Tino Tracanna e Roberto Cecchetto, rispettivamente sax e chitarra, provenienti dal mondo Jazz. Dall’unione di queste tre esperienze nasce un prodotto formalmente impeccabile. Le sonorità sono coinvolgenti e variegate, spaziano tra l’hip-hop, l’ambient, il jazz, la musica latina, tutto in stretta coabitazione ed in perfetto equilibrio. Le featuring arricchiscono la proposta grazie in particolare alla tromba di Paolo Fresu e l’impronta hip-hop di General Levy. Il disco si apre con Project one pezzo imponente, forse manifesto dell’intero album, grazie alla varietà di suoni presenti, una tromba che si fonde a sonorità drum ‘n bass, con degli archi incredibili e una chitarra profonda che ci trasporta direttamente in Medio Oriente. Drops, seconda traccia, è un tuffo nel futuro, un capolavoro di equilibrio e scelta mirata di ogni singolo suono.

Right Links vira leggermente mantenendo sempre la fusione degli elementi come tratto distintivo, la voce di General Levy ci offre una spinta in più, portando il risultato su un livello altissimo e su una dimensione hip-hop, che però non spoglia la traccia dalla missione sonora del trio. Developments è una traccia molto rilassante, forse meno importante rispetto al resto della proposta, ma questa è solo una mia opinione personale. Carmelo’s Way ritorna prepotentemente su sonorità hip-hop, grazie alla presenza di un cantato quasi parlato, lo scratch di DJ Gruff, ma condita ancora una volta dalla sapiente mano di Paolo Fresu. House of mirrors e Sky of Tibet ci accompagnano ad una degna chiusura di un lavoro veramente coraggioso ed innovativo. Infatti non capita tutti i giorni di sentire, soprattutto in Italia, sonorità del genere. La contaminazione tra generi è, a mio parere, un elemento che dimostra la grandezza di un artista ed in questo caso la missione è pienamente compiuta. Bravissimi.

Tracklist:

1. Project one
2. Drops
3. Right links
4. Developments
5. Carmelo’s way
6. House of mirrors
7. Sky of Tibet


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