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Discharge + Anti You + Raise Your Pitch @ Traffic (testo e foto di Mario Cordaro)

La serata odierna al Traffic vede in scena una band seminale del D-beat e tra i punti di riferimento per il thrash/crossover, gli inglesi Discharge. Moltissimi gruppi speed metal li citano nelle proprie influenze, ed è quantomeno curioso verificare la loro attuale resa e forma in sede live. Ad aprire le danze pensa il quartetto romano dei Raise Your Pitch, i quali propongono un mix tra il punk più classico e il punk rock, con lyrics sia in italiano che in inglese. Per quanto rispecchino i canoni più standard del genere (pochi accordi, cantato urlato, basso ronzante, ecc.), non ho trovato particolari note di merito o demerito. Mi riservo di approfondirli meglio in futuro, in vista anche degli annunciati cambi di formazione.
Con i successivi Anti You (nome che ho già sentito altre volte in giro per la capitale) passiamo all’hardcore punk più diretto, “in your face”. L’atmosfera si surriscalda, e la partecipazione del pubblico non manca di farsi vedere e sentire, anche (e soprattutto) fisicamente. I ritmi sostenuti della batteria e i riff veloci di chitarra danno il via a parecchio movimento in sala. L’effetto che hanno causato è stato quello di una vera e propria sferzata di energia, ottimo antipasto per gli headliner Discharge: rimanere a bordo palco diventa una vera impresa a causa del pogo violento, ed è facilissimo ritrovarsi gente letteralmente scaraventata addosso. Sul palco salta subito all’occhio la cresta gialla (e la pancia) del cantante Anthony “Rat” Martin, frontman anche dei Varukers: la band mette in mostra il proprio repertorio concentrandosi soprattutto (come prevedibile) su “Hear Nothing See Nothing Say Nothing”, il loro secondo album.
Non risparmiano impegno ed energia, e d’altronde la lunghezza dei pezzi facilita loro il compito: il loro set, infatti, durerà a malapena un’ora. Un’ora caratterizzata da sudore, impatto e velocità comunque. Anche se gli anni (e l’alcool?) si fanno sentire sull’ugola di Anthony, il tinto cantante mostra di aver gradito molto l’ambiente romano strapazzando a dovere le proprie corde vocali, anche se con tutti i limiti del caso. Peccato solo per le poche presenze (circa centoventi persone), soprattutto visto il calibro delle band in scena.

Un ringraziamento speciale al Traffic Live Club per averci ospitato durante questo evento.

Songlist:

1. Nightmare Continues
2. A Look At Tomorrow
3. The End
4. CCTV
5. Ain’t No Feeble Bastard
6. A Hell On Earth
7. Cries Of Help
8. Protest And Survive
9. Hype Overload
10. Blood Of The Innocent
11. Beginning Of The End
12. Corpse Of Decadence
13. Fight Back
14. War Is Hell
15. Never Again
16. State Violence State Control
17. Hear Nothing
18. Realities Of War
19. Decontrol
20. You Deserve Me
21. The Possibility of Life’s Destruction
22. The Blood Runs Red


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