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Efterklang live @ Circolo degli Artisti (testo e foto di Stefano D’Offizi)

Il palco del Circolo degli Artisti indossa un vestito pomposo e colorato, neon ad intermittenza sono stati montati lungo tutto il perimetro, ed il fumo di scena permea l’intera sala rendendo tutto ancora più pittoresco. Gli Efterklang compaiono uno alla volta salutando un pubblico numeroso ed inaspettato, che lentamente si spinge contro il palco per ascoltare la performance di questa band che oserei definire “post-rock folktronico”, tanto per dare un’idea di quanto siano difficili da etichettare. Provendono da Copenaghen ed il loro tour toccherà le maggiori capitali europee per la promozione del loro ultimo album Piramida (settembre 2012 prodotto e distribuito da 4AD) e nonostante la recente uscita di scena del batterista Thomas Husmer (uno dei fondatori della band), il disco ha raccolto critiche favorevoli ad indicare la maturità raggiunta dal gruppo. Della formazione originale restano quindi Casper Clausen (voce), Rasmus Stolberg (basso) e Mads Brauer (synth e tastiere), ai quali si aggiungono altri musicisti di supporto per gli spettacoli live: Anna Brønsted (piano e voce) e Daniel James (chitarra)

La band si presenta in questa formazione minimalista, lasciando a casa i fiati che avevano caratterizzato le loro live performance in passato affollando i maggiori palchi europei, ed anche stasera presentano la nuova line-up ed il nuovo suond, ormai meno folk e più rock. Le voci si incrociano spesso in controcanti dalle sfumature piacevoli, quasi sinfoniche, perfettamente accompagnate da un tappeto di suoni psichedelici e linee di basso abbastanza costanti. Si tratta di una band davvero insolita, sebbene siano abbastanza statici, non risultano affatto noiosi, ogni tassello al punto giusto ed ogni nota sospesa nell’aria giusto il tempo per fondersi nella successiva.  

La direzione del nuovo album tende velatamente (neanche troppo) a soluzioni più vicine al pop di quanto non fossero in Tripper (The Leaf Label, 2004), primo album della band Danese che presentava massicce sonorità elettroniche che via via, un disco dopo l’altro, hanno lasciato spazio ad un rock più concreto e ben strutturato. Lo show non presenta punti morti, lasciando l’intera platea a bocca aperta di fronte a trovate originali di buon effetto: Casper Clausen si raggomitola su se stesso per lanciare sul pavimento un set completo di ciotole metalliche di tutte le dimensioni.
Il tutto viene adeguatamente amplificato e filtrato in effetti digitali che rendono quel fracasso metallico vera e propria poesia, una sorta di Alan Psychedelic Breakfast del nuovo millennio. Altra trovata a dir poco geniale si presenta sul finale, quando viene svuotato sul pubblico uno scatolone pieno di oggetti recuperati dal precedente concerto (Barcellona se non erro), per poi riempirlo nuovamente con oggetti casuali appartenuti alla platea odierna, per poi svuotarlo nuovamente altrove (Bologna) e così via. Una curiosa trovata che in qualche modo unisce i fan della band a distanza, portando a condividere non soltanto la musica ma veri e propri feticci provenienti da chissà dove.

Un ringraziamento speciale allo staff del Circolo degli Artisti per averci ospitato durante questo evento


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