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FM Einheit & Irmler live @ INIT Club (testo e foto di Mario Cordaro)

Ho dovuto rileggere più volte l’annuncio di questa data, in quanto non riuscivo a credere ai miei occhi. Una domanda continuava a ronzarmi incessantemente in testa: “cos’hanno in comune Einstürzende Neubauten e Faust?”. A mio avviso, assolutamente nulla. Eppure, con mia grossa sorpresa, il connubio funziona… eccome se funziona! Per chi non li conoscesse, alcuni cenni rapidi: i tedeschi Einstürzende Neubauten sono una delle bands seminali della scena industrial; i conterranei Faust invece lo sono di quella krautrock, oltre ad essere stati (nel 1973) uno dei primi gruppi a firmare per la Virgin Records. Procediamo con ordine però: cornice di questa serata, la quale non prevede band di supporto, è l’Init Club: rispetto ad altre volte notiamo un po’ di ritardo rispetto all’ora prevista per apertura porte e inizio concerto, ma credo si possa giustificare con la presenza di un solo gruppo sul palco. L’impatto visivo è sconcertante, in quanto due grosse molle fanno mostra di sè: una in verticale (sembra un enorme ammortizzatore) e l’altra, molto più lunga e stretta, in diagonale; oltre a questo, un notebook e due organi a transistor. Decisamente inusuale, a dir poco. 

La curiosità è sempre maggiore, cosa uscirà fuori dall’unione del krautrock settantiano dei Faust con il rumorismo industriale degli Einstürzende? Appena il duo comincia il suo set, la risposta appare subito chiara: il risultato è una perfetta fusione di entrambi gli stili, nè più nè meno. I synth liquidi (simil Tangerine Dream per intenderci) di Irmler forniscono la base ai deliri meccanici di Einheit, il quale percuote le due molle di cui ho parlato all’inizio alternando in ordine sparso le dita, un cacciavite, una barra metallica, un martelletto e anche un trapano! Allucinante… L’eterogeneità dei suoni è ipnotica, non si riesce a capire se ci troviamo in una fabbrica o nel buio siderale. 

I suoni e i rumori si uniscono in un unico marasma uditivo, non ci sono delle vere e proprie melodie a cui prestare ascolto, bisogna solo chiudere gli occhi e ascoltare lasciando che la mente viaggi da sola. Torno a ripetere: può sembrare assurdo come contrasto (e probabilmente, anzi sicuramente, lo è) ma l’effetto è devastante. Gli spettatori dell’happening (si, per me non è stato un semplice live) cadono in un religioso silenzio che durerà fino a fine serata. Inutile parlare di singole tracce, o di vera e propria “musica”: un concerto del genere è una vera e propria esperienza, da provare almeno una volta nella vita. Ve lo siete perso? Non li conoscevate prima? Peggio per voi. Cercate almeno di rimediare.

Un ringraziamento allo staff dell’INIT Club per averci ospitato durante questo evento


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