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Il Garage Ermetico – Dopodomani – CORPOC, 2013 (di Flavio Centofante)

Un’uscita musicale fresca e sorprendente. “Dopodomani” dei bergamaschi Garage Ermetico contiene in sé un senso di urgenza musicale così particolare, che le undici tracce scorrono rapide dalla prima all’ultima lasciando nelle orecchie un piacevole senso di compiutezza romantica. Le sonorità del gruppo rimbalzano su due sponde: l’indie rock americano dei 90 unito al post-punk, e il cantato in italiano. Ne scaturisce un ottimo mix d’inventiva e personalità. Le chitarre fondano molto bene la (rischiosa) espressività del cantato in italiano con le ardue storture chitarristiche in stile Fugazi. L’operazione, meno semplice del previsto, è quella volta all’orchestrazione del post-punk con…

Score

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POTENZIALITA'

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Un’uscita musicale fresca e sorprendente. “Dopodomani” dei bergamaschi Garage Ermetico contiene in sé un senso di urgenza musicale così particolare, che le undici tracce scorrono rapide dalla prima all’ultima lasciando nelle orecchie un piacevole senso di compiutezza romantica. Le sonorità del gruppo rimbalzano su due sponde: l’indie rock americano dei 90 unito al post-punk, e il cantato in italiano. Ne scaturisce un ottimo mix d’inventiva e personalità. Le chitarre fondano molto bene la (rischiosa) espressività del cantato in italiano con le ardue storture chitarristiche in stile Fugazi. L’operazione, meno semplice del previsto, è quella volta all’orchestrazione del post-punk con un approccio nostrano. Il disco si apre con il grido ritmico di Ladro Di Biciclette, impastato di chitarre ventose. Segue la vivace Le Cose Che Hai Lasciato Qua e la creativa L’Istinto Dei Cani. Il disco scorre fra riverberi, sezione ritmica estremamente particolare e intarsi delicati d’atmosfera. Spesso i pezzi hanno cambi di tempo (e d’umore) e crescendo nel finale, dunque la struttura tipo delle canzoni non è mai banale. Belle Giorno di vento 1 e 2, poderosa Congegno Fine Di Mondo, personalissima e rumorosa Dopodomani. Ogni contrappunto e arrangiamento, alcuni più complessi di quanto possa sembrare, cerca di incastrarsi con i testi quasi narrati, con le immagini più poetiche che musicali che Daniele declama. Si parla di baci

rifiutati, ma con lei che si scosta all’indietro di un solo centimetro, oppure si discute del significato di una rosa in un sottopassaggio quando è notte fonda. Dare un senso alle cose che ci circondano. Il gruppo lo fa con usando la chiave universale del rock e del segreto delle corde, sorta di esperanto per orecchie differenti. Pare di sentire echi dei Pavement e forse degli Strokes: parallelamente, la cadenza del parlato bergamasco accentua più alcune sillabe che altre, dando quel tocco personale di cui ogni gruppo ha bisogno. Questo disco merita di essere ascoltato per due motivi: perché è onesto, e perché è, semplicemente, bello.

Daniele Suardi: voce / chitarra elettrica / chitarra acustica
Maurizio Bonfanti: basso
Riccardo Zamboni: chitarra elettrica
Stefano Zenoni: batteria

Tracklist:
01. Ladro Di Biciclette
02. Le Cose Che Hai Lasciato qua
03. L’Istinto Dei Cani
04. Mascella
05. Giorno Di Vento (Parte 1)
06. Giorno Di Vento (Parte 2)
07. Costruzioni Del Nemico
08. Sabato Mattina
09. Congegno Fine Di Mondo
10. Buondì Miseria
11. Dopodomani


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