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Motorpsycho live @ Circolo degli Artisti (testo di Flavio Centofante, foto di Eliana Giaccheri)

I norvegesi Motorpsycho, la band che forse ha fatto più live in tutta Europa dagli anni novanta ad oggi, e che continua ad essere misconosciuta nonostante la sua straordinaria qualità ed inventiva, ha fatto nuovamente tappa al Circolo degli Artisti dopo tre anni. Il bassista Bent Saether e il chitarrista Hans Magnus Ryan, insieme al batterista Kenneth Kapstad e al tuttofare Reine Fiske, hanno stupito per la grande potenza e precisione, ma soprattutto per l’immaginaria aura sonora che coi loro strumenti sono riusciti a creare sul palco. Il gruppo viene accolto da una sala pienissima e già sudata: loro, dietro ai lunghi capelli che arrivano alle spalle, paiono gradire l’accoglienza, e stabiliscono subito il contatto col pubblico attraverso grandi sorrisi e ringraziamenti. Oltre a proporre brani dal nuovo album Still life with eggplant, gran parte del live si concentra sul materiale storico del gruppo. Ed essendo la loro discografia, oltre che la loro voglia di suonare, pressoché infinita, il concerto durerà più di due ore, terminando verso mezzanotte. 

Vengono riproposti in maniera meravigliosa brani come Feel, la sorpresa Watersound e le ottime Year zero e The ocean in her eyes. Bent Saether suona il basso in modo impressionante, senti arrivarti sulle pupille i tonfi creati dai colpi secchi delle sue ditone sulle corde. Tornano alla mente i grandi voli hard psichedelici degli Hawkwind di Lemmy, la differenza è che la faccia di Saether è decisamente più pulita e sobria. Impeccabili le parti cantate, sofferte, dure, dolci, urlate, melodiche. Il chitarrista Hans Magnus Ryan, capelli lunghi e crespi, braccia pelose, ma completamente assorto nel ricamare atmosfere eteree con la chitarra, pare un metallaro romanticone: quando poi partono i brani più duri o le cavalcate più psichedeliche, piggia quasi le corde come se fossimo in un concerto hard-rock nel 1970. Sì, perché il suono dei Motorpsycho è decisamente debitore dei suoni granitici del rock anni settanta, ai quali vengono mischiati con inventiva e maestria la psichedelia dello space-rock e dell’acid-rock. 

In qualche modo i Motorpsycho possono essere inseriti in quella meravigliosa lista di gruppi degli ultimi vent’anni che hanno realizzato, in quest’ambito musicale, ottimi lavori: Mercury Rev, Flaming Lips, Porcupine Tree, etc. A metà concerto il pubblico è più sudato delle ascelle di Ryan: ma il gruppo non pare stanco o prossimo a terminare il concerto, anzi fa partire sempre un nuovo brano, che porterà un’altra coda strumentale pressoché infinita. I Motorpsycho sono vivi e simpatici, si divertono a suonare e ogni canzone che eseguono dà loro un po’ più di energia: la sala del Circolo è affascinata  e carica, ogni tanto si vede un braccio alzarsi verso l’alto e fare il gesto delle corna. Kenneth Kapstad alla batteria, che sostituisce lo storico Hakon Gebhardt, è impeccabile, ipnotico, molto incisivo nelle lunghe cavalcate del gruppo. Ogni tanto, fra un brano e l’altro, beve da una lattina formato gigante (sarà succo d’uva?). La seconda parte del concerto è una vera sorpresa: il gruppo esegue quasi tutto l’album Blissard, traccia dopo traccia. E’ uno dei loro lavori migliori, e il pubblico resta stordito dal regalo tanto generoso. Le luci sono calde, i suoni morbidi e sospesi, oppure duri e affilati. 

Ognuno dei presenti, di ogni età e tipo d’abbigliamento, è contento di essere lì, di far parte di questo grande rito musicale. Tutti uniti da una stessa passione. L’ultimo brano del live, Fool’s gold, è completamente rallentato e bagnato di miele marcio e dolcissimo. L’atmosfera è quasi onirica. Forse è una loro personale ninna nanna per adulti, per farci rimanere, una volta finito il concerto, ancora sospesi in quell’atmosfera dove loro, molto probabilmente, vivono da anni. I Motorpsycho ci salutano soddisfatti, il pubblico esulta. Anche per questa notte, il dio secondario dei sognatori è stato venerato.

 

Setlist:

1. Year Zero
2. The ocean in her eyes
3. August
4. Uber/Pilgrim
5. Hell
6. Feel
7. Barleycorn
8. Watersound
9. You lied
10.Arne Hassled
11.Sinful
12.Drug Thing
13.Greener
14.Numbers
15.Nerve Tattoo
16.True Middle
17.S.T.G.
18.Manmower
19.Fool’s gold




Un ringraziamento speciale allo staff del Circolo degli Artisti per averci ospitato durante questo evento


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