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Widowspeak live @ Lanificio 159 (testo di Luca Ruggieri, foto di Simona Rovelli)

Stasera sul terrazzo del Lanificio 159 la primavera ci ha regalato un suggestivo quanto inusuale manto bianco. E’ il polline dei pioppi che aderisce perfettamente allo stile di questa serata concorrendo così, insieme alla suadente voce di Molly Hamilton, a regalarci un’atmosfera morbida ed eterea. Ed è proprio la voce di Molly Hamilton a tessere le trame di questo viaggio all’insegna del rock più dolce e sensuale. Il gruppo viene da Brooklyn e dal 2010 ci ha regalato due splendidi album: l’omonimo Widowspeak (Captured Tracks label 2011) e il più recente Almanac (stessa casa discografica, 2012), registrato interamente in un vecchio fienile. Alla chitarra Robert Earl Thomas che con il suo stile vintage ci riporta direttamente agli anni 60, alla batteria il bravissimo Kyle Clairmont Jacques ed al basso Willy Muse

Un misto di folk acustico e indie rock: il viaggio inizia con Perennials, forse uno dei brani più convincenti dell’ultimo album, una ballata calda e sinuosa che Molly canta con assoluta sicurezza e senza mai aprire gli occhi. Si continua con le note più spiccatamente pop di Ballad of the golden hour fino ad arrivare a The dark Age dove l’influsso rock si fa più acceso. In quest’ultimo pezzo possiamo gustarci l’assoluta bravura di Robert che con la sua chitarra elettrica ci regala degli assoli veramente meritevoli. Robert e Molly si guardano, si cercano e quando si avvicinano l’uno all’altro l’emozione si fa più intensa e ne derivano splendidi duetti acustici. La voce narcotizzante di Molly ipnotizza il pubblico. 

Si sviscerano anche alcuni pezzi del primo album che, tuttavia, musicalmente non si discostano tantissimo da quelli di Almanac. Questo forse è l’unico aspetto negativo dei Widowspeak: i loro pezzi seguono sempre lo stesso loop, senza sorprese, e in alcuni momenti si ha la netta sensazione di assistere ad un deja vu. Quando giunge il momento di Thich is Tieves Robert e il bassista passano alla tastiera e scherzano con Molly che accenna timidi sorrisi. 

Ci allietano poi con motivi più solari e vivaci come in Nightcrawlers e con languide ballate come Harsh Realm; quando Molly ci sussurra “I always think about you” la sua voce diventa quasi impercettibile e prende sempre più forma lo stile sandovaliano. Ci salutano con una cover di Chris Isaak, Wicked Game: la voce di Molly dona alla canzone una veste completamente diversa dall’originale e il pezzo non può che uscirne vincente. C’è una forte intesa fra tutti i componenti del gruppo che si guardano e si  sorridono, complici e coinvolti. Il pubblico ascolta e si lascia trasportare dagli esili vocalizzi di Molly ed il trasognante mood dei Widowspeak, lasciando stasera un’impronta delicatissima proprio come il soffice polline di quei pioppi..

Un ringraziamento speciale a Bigtimeweb e Lanificio159 per averi ospitato durante questo evento


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