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Coez @Rassenga Ausgang (testo e foto di Simone Giuliani)

9105145977_072e46769f_cQuando vai a un concerto è un po come quando vai al cinema, non puoi non sapere che film vai a vedere e il suo genere. Se è vero che sapevo quale concerto stavo per andare a vedere non è altrettanto vero che ero ben informato sul suo genere. Devo ammettere che questa sera sono più un addetto ai lavori nei panni del fotografo piuttosto che un fan. Dunque pensavo di assistere a un “film” appartenente al genere del rap, ma ero in errore, perchè quello di questa sera è stato un concerto più pop che rap. Sto parlando di Coez, il rapper romano che questa sera presenta il suo ultimo album Non Erano Fiori. Lui lo ammette tranquillamente che non si tratta di rap. Ha semplicemente tanta voglia di comunicare qualcosa senza l’arroganza tipica dei rapper più duri. Il tema da lui trattato è caldo e lo affronta senza troppi giri di parole: la fine di una storia d’amore. L’origine di questo cambiamento proviene proprio dall’ultimo disco uscito l’11 giugno scorso, prodotto da Riccardo Sinigalla che ha già lavorato con Frankie HI-NRG MC in Quelli Che Benpensano. Tuttavia il rapper o cantante romano ha un approccio sincero, senza scorciatoie e non propone brani pop con qualche rima e ritornelli tunz-tunz. Coez sembra dunque concentrarsi sulla spontaneità con la quale ha creato Non Erano Fiori, spiegando la scelta di abbandonare le rime come una necessità espressiva. Chiaramente dal punto di vista dei rapper puri è una scelta estrema, che vedono il suo live travolto dal ritmo lento ma, allo stesso tempo, carico di patos con canzoni come Ali Sporche.

9105171223_816c7f1a87_c I brani sono onesti, appena velati di quell’ironia alinconica che non sai mai se sorridere o asciugarti gli occhi. Siamo Morti Insieme è un’amara ma leggera riflessione sulla fine di un rapporto. Il sound che esce fuori ruba un po’ dal rap e dal pop e se anche è forte la connotazione urban non è ne l’uno ne l’altro. I suoni e il linguaggio sono aiutati da uno spiccato senso della melodia, nella sua misura più genuina e liberatoria. Potrebbe essere scontato dirlo ma, viste le origini rap dell’artista, il punto forte di questo live è la musica, le atmosfere sono perfette per ogni singola canzone e accentuano gli stati d’animo che Coez vuole comunicare. Il risultato è un concerto molto variegato, con citazioni che provengono dal reggae piuttosto che brani con il piano e i fiati in coda. Coez canta da solo e in compagnia di altri artisti o artiste che si danno il cambio durante tutto il concerto con varie comparse animando il palco, il pubblico e la serata. Altri brani come come Forever Alone hanno una ritmica quasi drum and bass e un forte bisogno di trasmettere solitudine, è il brano più rap presente in scaletta. Nonostante questo forte cambiamento di stile non facilmente definibile, il pubblico presente, giovanissimo e consapevole, apprezza molto lo spettacolo offerto dal rapper romano e lo accetta.

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Ovviamente non perdo l’occasione di fotografare anche gli spettatori in prima fila sulla transenna arrivati qui prestissimo e che, durante il concerto, si esibiscono in uno show a parte. Ennesima serata di successo organizzata da Ausgang che con questa rassegna riesce a proporre artisti di ogni genere soddisfacendo tutti i gusti musicali.


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