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Green Day @ Postepay Rock in Roma (Foto e testo di Andrea Rossi)

969914_4841721168157_653416646_nE’ un inizio col botto quello che apre il “Postepay rock in roma” 2013 nella location storica dell’Ippodromo delle Capannelle (l’anteprima è andata in scena all’Orion di Ciampino con i My Bloody Valentine ndr). I Green Day arrivano nella capitale per la terza data italiana del loro “99 Revolutions” tour che segue l’uscita della trilogia ¡Uno!”, “¡Dos!”, “¡Tres!”, un ritorno attesissimo dai fan dei quattro di Berkeley. Venticinque anni di carriera diretti come un treno in corsa, con qualche scossone (come il ricovero dello scorso anno di Billy Joe Armstrong, che lo costrinse al forfait poco prima del concerto di Bologna) e tante soddisfazioni, con buona pace dei detrattori che storcevano il naso davanti il loro approccio punk, spesso più di facciata che di sostanza.
C’è profumo di grande serata, di quella che non può fallire e così é: un trascinante teatro che ripercorre gli anni dei Green Day con brani dimenticati come Going to Pasalcqua (da 39/Smooth del 1990), Geek Stink Breath (da Insomniac del 1995), King for a day (da Nimrod del 1997) per la quale indossano parrucche, cappelli glitterati e occhialoni da sole, sino ad arrivare agli ultimi pezzi estratti dalla trilogia del 2012. In mezzo i mille ammiccamenti di Billie al pubblico: “I see you! I love you!” o gli inviti a salire sul palco prima ad una ragazza, poi ad un improvvisato cantante e culminati con il dono della chitarra fatto a un fan in chiaro visibilio. I Green day vogliono infondere il loro mood positivo alla platea festante e lo fanno innaffiandoli prima di acqua, poi carta igienica e infine di gadget condendo il tutto con una lunga digressione dallo storico Dookie (1994): Burnout, Welcome to paradise,995853_4841709647869_1750920805_n Longview, She, When I came around e il cavallo di battaglia Basket Case. Baldoria a go-go è l’imperativo assoluto che conduce al tanto atteso encore, aperto con American Idiot e chiuso con Time of your life, quasi a voler sublimare o cristallizzare la performance nel ricordo dei presenti. Un coniglio rosa. Cosa c’entra un coniglio rosa ubriaco durante un concerto? C’entra eccome se si parla di Green Day.
Due ore di live, tanta energia positiva e una scaletta dal ritmo incontenibile sono state il passeprtout di un concerto meraviglioso. I Green Day sono ancora in piedi ed hanno ancora molto da dire dimostrando ancora una volta di saper incendiare il pubblico facendolo divertire a dismisura.
Il Rock in Roma non è cominciato, è esploso. Siete avvisati.

Tracklist:

99 Revolutions1592_4841729288360_1664429899_n 
Know Your Enemy
Stay the Night
Stop When the Red Lights Flash
Letterbomb
Oh Love
Holiday
Boulevard of Broken Dreams
Stray Heart
Nice Guys Finish Last
Waiting
Missing You
Burnout
Geek Stink Breath
Welcome to Paradise
Longview
Going to Pasalacqua
Knowledge (Operation Ivy cover)
St. Jimmy
When I Come Around
Basket Case
She
King for a Day 
Shout /Teenage Kicks / Always Look on the Bright Side of Life / (I Can’t Get No) Satisfaction / Hey Jude
X-Kid
Minority
American Idiot
Jesus of Suburbia
Brutal Love
Good Riddance (Time of Your Life)


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