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“IMAGINE” by MARTUX_M crew – nuova uscita discografica + presentazione live

Parco della Musica Records

Presenta

 

 Imagine

imagine

MARTUX_m Crew elettronica

Fabrizio Bosso tromba

Francesco Bearzatti sassofoni, elettronica

Eivind Aarset chitarra elettrica, elettronica

Dopo il lavoro su Miles Davis con il cd “About a Silent Way” del 2009, che ha visto nascere uno dei gruppi che più caratterizza la new jazz genereration italiana, il nuovo cd “Imagine”, omaggio a John Lennon (ancora una volta per l’etichetta discografica Parco Della Musica Records) non è, come dice lo stesso Martux_m “una cover della canzone probabilmente più famosa del rock composta da John Lennon, ma un album di suoni pensato sul testo di una sola canzone”.

In questo nuovo lavoro discografico, MARTUX_m (nome d’arte del compositore, produttore, percussionista, sperimentatore dell’elettronica e sound designer Maurizio Martusciello), artista dalla personalità cangiante e policroma, si presenta  sotto il segno della sua Crew, gruppo di lavoro stabile nato nel 2010 e costituito insieme a Zeno aka Enzo Varriale e Kocleo aka Gianpasquale Rina, “un collettivo”, come ama definirlo Martux, che sempre più si consolida come marchio di garanzia di nuove sonorità, e che ha già visto al suo attivo collaborazioni e pubblicazioni nazionali e internazionali di grande prestigio come quelle con Danilo Rea,  Arto Lindsay,  Markus Stockhausen.

Nato da una riflessione attorno ai conflitti e alle tragedie umane, “Imagine” è un album concepito come elogio dell’immaginazione e atto d’amore verso uno dei massimi inni di pace del secolo scorso. Così ne parla Martux: «Era circa un anno fa e guardavo in tv l’ennesimo dramma che si consumava sul mare che bagna Lampedusa. Su quell’orizzonte si consumava un orrendo  conflitto. La meraviglia della natura portava in superficie la tragedia dell’uomo. Quei corpi sparsi sulle onde del mare di uomini, donne, bambini, anziani privi di vita, che avevano “sognato” un futuro diverso, non avevano più offerta. Ebbi bisogno di ascoltare la canzone di Lennon, la forza delle sue parole, il potere delle sua musica, per darmi una speranza. E non mi sembrò più una canzone, ma un mantra, un magico inno di pace. L’orrore di quelle immagini non decretavano il fallimento utopico di Imagine, ma esaltavano la certezza che se un uomo e non un Dio l’aveva generata dal suo profondo sentire, allora esiste come essenza, come luce di salvezza di tutto il genere umano».

La formazione dell’eccezionale quartetto di “Imagine”, che al suo esordio nel 2009 aveva  già ottenuto la copertina dell’autorevole rivista Musica Jazz, rimane pressoché stabile: il trombettista Fabrizio Bosso, stella fra le più note e luminose del jazz internazionale, il sassofonista Francesco Bearzatti, nominato dall’Académie du Jazz Francais come miglior musicista europeo 2011, e il chitarrista norvegese Eivind Aarset, grande protagonista del nu-jazz di matrice nordeuropea.

Scrive Filippo Bianchi nelle note di copertina: «In un’epoca come questa, assai meno devota alla creatività di quella in cui Lennon compose il suo capolavoro, cogliere e far rivivere quello spirito è operazione opportuna quant’altre mai. Ci ricorda che trascurando la fantasia il futuro sarà solo una stanca ripetizione del passato. Il punto più evidente di connessione fra questo quartetto e l’assunto originario è la capacità di mettere in comune ispirazioni e saperi, di dar forma alla musica mentre si fa, senza reti di protezione che costituirebbero un limite, e trasformando in ricchezza la varietà di retaggio dei quattro musicisti: la lirica tromba sordinata di Fabrizio Bosso si veste dei colori acidi di MARTUX_m, mentre il fraseggio sgretolato di Francesco Bearzatti si perde nella spazialità nordica di Eivind Aarset. L’immaginazione di ognuno dei quattro non è al servizio dell’ego, ma di una creazione collettiva, in cui spontaneamente si costruiscono e si dissolvono strutture, ci si raccoglie in una direzione per poi sparpagliarsi improvvisamente in un’altra, come fanno gli stormi degli uccelli quando disegnano le loro magnifiche figure fra le nuvole, le stesse che troviamo sul retro della copertina di… Imagine».

 

Ad arricchire un lavoro già prezioso, la foto di copertina, opera di Marco Schifano, condensa in un unico sguardo la poetica del progetto.

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