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Klaxons @ Villa Aperta (testo di Fabrizio Necci, foto di Andrea Rossi)

KlaxonsSerata conclusiva della manifestazione Villa Aperta, che si svolge nella suggestiva location di Villa Medici, oramai una certezza dell’estate romana, risparmiata da quell’ondata di maltempo fuori stagione che ha colpito la capitale nella scorsa settimana. In occasione dell’ultimo appuntamento, l’organizzazione ha deciso di lasciare carta bianca all’etichetta francese Because Music che gestisce molti artisti interessanti come Django Django e Breakbot. La prima proposta a salire sul palco è Mind Enterprises, ragazzo italiano trapiantato a Londra, che presenta un set di circa mezz’ora carico di campionamenti e synth tipici del genere Dream-Pop. Insieme a lui un percussionista per un risultato non molto originale, ma godibile e piacevole. La seconda proposta è Christine and The Queens, cantante francese che si presenta sul palco da sola, sostenendo di essere cinque persone in una. La performance è accompagnata da un video 3D alle sue spalle e in seguito da due ballerini in carne ed ossa. Tutto si può dire tranne che l’artista non possieda presenza scenica, poiché si muove molto bene e balla a tempo, ma il risultato finale è poco convincente. Un pop-soul cantato in inglese misto francese che non entusiasma molto il pubblico di Villa Medici e stona con il resto delle esibizioni. Arriva il turno dei Klaxons, band più attesa della serata, capitanata da James Righton, energico cantante, tastierista e novello sposo dell’attrice britannica Keira Knightley. Il gruppo, dopo un grandissimo successo dovuto al disco di esordio Myths of the Near Future, ha subito una flessione nella carriera, a causa dello scarso successo del secondo lavoro di inediti, Surfing the Void. Oggi cercano un riscatto con la presentazione di alcune canzoni nuove incluse nel loro prossimo album.

Klaxons @ Villa Aperta (testo di Fabrizio Necci, foto di Andrea Rossi)L’apertura è affidata proprio a una novità, Children of the Sun, pezzo con meno synth ma più batteria e chitarra elettrica, perfetto per cominciare un concerto. Atlantis to Interzone la conosciamo bene, esplosiva e coinvolgente; dal vivo rende meno che nel disco, ma sarebbe strano il contrario. Twin Flames rallenta un po’ il ritmo, ma il pubblico è carico e comincia a scaldarsi. È il turno di un altro classico, Gravity’s Rainbow, eseguita in modo magistrale e apprezzata da tutti. Future Memories mi ricorda il perché del mancato apprezzamento per il secondo album. Viene sacrificato il ritmo veloce per melodie più “tranquille”. Golden Skans è un altro successo e dimostra la superiorità della produzione passata. Il coro ormai è diventato leggenda, illegale non cantarlo. Invisible Forces è un pezzo inedito con sonorità molto più dance rispetto al passato, veramente interessante e innovativo rispetto al loro stile. Love Frequency e Two Receivers ci trascinano verso la scatenata Magick, che fa impazzire il pubblico presente.

1Il concerto continua con Echoes e Rhythm of Life in maniera piacevole e divertente. La band rientra per realizzare gli ultimi due pezzi New Reality e Not Over Yet, altro grande classico che chiude in bellezza un concerto veramente positivo. In settimana avevo letto di problemi di acustica nella location di Villa Medici, tutto ciò non si è verificato nella serata conclusiva, dove tutto ha funzionato per il meglio garantendo una chiusura di tutto rispetto.

Setlist:

1 Children of the Sun
2 Atlantis to Interzone
3 Twin Flames
4 Gravity’s Rainbow
5 Future Memories
6 Golden Skans
7 Invisible Forces
8 Love Frequency
9 Two Receivers
10 Magick
11 Echoes
12 Rhythm of Life
Encore:
13 New Reality
14 Not Over Yet


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