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373° K – Spiriti Bollenti (Autoproduzione,2011) di Valerio “Enobarbo” Perini

Primo album autoprodotto per il quintetto bolognese 373° K, Spiriti Bollenti si inserisce nel solco del rock italiano, quello alla Ligabue e Litfiba per capirci. Il gruppo nasce nel 2009 presso l'ambiente universitario di Bologna ed è composto da Tia Villon  (voce e piano), Stefano Venosta (chitarra ritmica), Vincenzo Adducci (chitarra solista), Rocco Romani (basso) e Francesco Lupi (batteria). Il nome del gruppo 373° K (373 gradi Kelvin) per quanto insolito e difficilmente decifrabile a prima vista è nient'altro che la temperatura a cui bolle l'acqua (373° K = 100° C), cioè 100 gradi centigradi. Per saperne di più sul…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Convenzionale

Voto Utenti : 3.41 ( 4 voti)

bookletPrimo album autoprodotto per il quintetto bolognese 373° K, Spiriti Bollenti si inserisce nel solco del rock italiano, quello alla Ligabue e Litfiba per capirci.
Il gruppo nasce nel 2009 presso l’ambiente universitario di Bologna ed è composto da Tia Villon  (voce e piano), Stefano Venosta (chitarra ritmica), Vincenzo Adducci (chitarra solista), Rocco Romani (basso) e Francesco Lupi (batteria).
Il nome del gruppo 373° K (373 gradi Kelvin) per quanto insolito e difficilmente decifrabile a prima vista è nient’altro che la temperatura a cui bolle l’acqua (373° K = 100° C), cioè 100 gradi centigradi.
Per saperne di più sul motivo e sul significato “velato” di questo nome per la band, basta ascoltare l’omonima traccia dell’album e allora appare chiaro come i 373 ° K, siano una metafora della moderna esistenza quotidiana, caratterizzata da quella che un tempo veniva definita “alienazione” e che la band, in sostanza, definisce come mancanza di personalità forzata.
373° K allora, non è nient’altro che il limite di sopportazione, raggiunto il quale una persona può “esplodere”, comprendere e protestare.
Spiriti Bollenti concettualmente è caratterizzato dalla volontà di esprimere di sé stessi, in rapporto alla decadenza e al “piattume” (parole loro) della società contemporanea. Per riuscire nell’impresa (titanica), il quintetto bolognese propone come soluzione la scelta nicciana del dionisiaco e del lasciarsi andare a quelle, che comunemente vengono definite tentazioni.
Il riferimento a Nietzsche, emerge chiaramente nell’unica ballata del disco, la traccia numero 4 intitolata appunto “Eterno ritorno” ed in una sua citazione all’esterno del booklet.1369585053
Particolarmente interessante, sempre dal punto di vista concettuale è la traccia numero 8 del disco, “il paradiso assieme a te”, in cui emerge l’importanza dell’amore, inteso come sentimento nobile e naturale verso gli altri e verso se stessi; un sentimento non per forza di cose codificato ed etichettato come amore erotico, amore fraterno ecc.
L’ultima traccia dell’album, la numero 9, intitolata “dentro di te”, tenta di racchiudere il messaggio dei 373°K, che in sostanza sembra essere sei quello che sei, non qualcun altro.
Spiriti Bollenti dal punto di vista musicale non propone nulla di nuovo, rock italiano in stile Litfiba e Ligabue, assoli a volte fuori posto e decisamente troppo brevi; voce forzata che spesso sfocia nel melenso. Tuttavia, se i 373° k per i lavori successivi seguissero il loro stesso monito, cioè l’essere liberamente se stessi (senza confonderlo con il fai ciò che vuoi); sono sicuro che sfornerebbero un gran disco e invece di inserirsi in un solco tracciato da altri, ne traccerebbero uno loro stessi.


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