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Giulia Tripoti – Arrovesciata (Terre sommerse, 2013) di Silvia Protano

Per conoscere la voce di Giulia Tripoti cercate su YouTube la prima traccia dell’album, Gli elefantini arrovesciati, in cui a suonare il basso è Tony Levin (sì, quello dei King Crimson). Per conoscere il suo primo album applicate invece la voce all’impegno politico e sociale, che la cantautrice è fiera di mettere in musica: questo disco parla infatti di Gaza, No Tav e referendum per l’acqua pubblica, tra un canto partigiano e l’altro. Arrovesciata è un disco che corre sul filo della resistenza e del dissenso nei confronti di una società di cui non si condividono troppe cose, e forse…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Impegnato

Voto Utenti : 2.83 ( 2 voti)

0002755786_350Per conoscere la voce di Giulia Tripoti cercate su YouTube la prima traccia dell’album, Gli elefantini arrovesciati, in cui a suonare il basso è Tony Levin (sì, quello dei King Crimson). Per conoscere il suo primo album applicate invece la voce all’impegno politico e sociale, che la cantautrice è fiera di mettere in musica: questo disco parla infatti di Gaza, No Tav e referendum per l’acqua pubblica, tra un canto partigiano e l’altro. Arrovesciata è un disco che corre sul filo della resistenza e del dissenso nei confronti di una società di cui non si condividono troppe cose, e forse proprio per questo Giulia si autodefinisce “arrovesciata”. Le tredici tracce, tra cui numerose rielaborazioni di brani altrui e pezzi che vedono la collaborazione di amici e colleghi nei testi, spaziano tra rock, folk, musica etnica e popolare, tanto da far interpretare alla cantautrice più di un pezzo in romanesco (Stai a dormì e Acqua controcorrente, sostenuta quest’ultima da un ritmo che la rende decisamente adatta per essere intonata durante una manifestazione). L’impegno politico e sociale non viene meno anche quando vi sono canzoni d’amore: nella bella Questo mio amore, rielaborazione di un brano di Fausto Amodei, qui cantato assieme a Giuliano Contardo, viene esplorato proprio un amore che vuole rendere migliore il mondo circostante, non distaccandosi troppo, quindi, dal filo rosso che lega tutto il disco. Con le stesse intenzioni Giulia Tripoti sceglie di rielaborare due celebri canti partigiani, Siamo i ribelli della montagna e Fischia il vento, in cui al violino compare Francesco Moneti dei Modena City Ramblers: lo spirito che attraversa quelli e questi tempi è forse il medesimo, e l’obiettivo di Arrovesciata è senza38680_147889711891064_7247828_n dubbio quello di svegliare le coscienze e incitare alla partecipazione. La difficoltà del progetto risiede tutta in questo: mantenere nella forma della canzone tanti input sonori e, soprattutto, concettuali. Giulia Tripoti non ci riesce sempre con la stessa brillantezza, facendosi trascinare a volte da temi ed espressioni un poco populisti (da questo punto di vista Scendo in piazza è forse l’esperimento meno riuscito del disco) oppure da suoni poco definiti (come in Cuore-guaina), tuttavia il disco si pone l’obiettivo di modernizzare il concetto di impegno sociale all’interno della produzione discografica, e va detto che negli ultimi tempi è stato fin troppo messo da parte o relegato in ambiti di nicchia. Gli arrangiamenti, poi, sono gradevoli, e a proposito si ascoltino soprattutto Ninna a Gaza e Tango dentro. Può non piacere il contrasto tra una voce così limpida e dei temi tanto ricchi, si può non condividere la sua visione del mondo, ma Arrovesciata rimane un’ampia finestra su un intero sistema di osservazione e partecipazione alla realtà circostante, da ascoltare.

Tracklist:

1. Gli elefantini arrovesciati

2. Questa valle che resiste

3. Fischia il vento

4. Cuore-guaina

5. Scendo in piazza

6. Acqua controcorrente

7. I ribelli della montagna/partigiani

8. Ninna a Gaza

9. Tango dentro

10. Stai a dormì

11. La torre di Valerio

12. Stasera escort

13. Questo mio amore


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