Home / Dischi / Jay-Z – Magna Carta Holy Grail (Universal, 2013) di Valerio “Enobarbo” Perini

Jay-Z – Magna Carta Holy Grail (Universal, 2013) di Valerio “Enobarbo” Perini

Magna_Carta_Holy_Grail_CoverUno dei più grandi rapper e produttori della “East Coast”, pubblica un nuovo album da solista (il dodicesimo) in questo Luglio 2013. Ovviamente stiamo parlando di Shawn Corey Carter, aka Jay-Z e del suo Magna Carta Holy Grail.
L’album è stato preceduto da una azzeccatissima quanto martellante campagna di marketing e la cosa non stupisce affatto, trattandosi del rapper di Brooklyn. Jay-Z infatti, ha lanciato il disco nella Cattedrale di Salisbury in Inghilterra, con al suo fianco una delle quattro copie originali della “Magna Carta Libertatum”, a cui lo stesso rapper dice di essersi ispirato.
Oltre all’eccentrico lancio del disco, vanno menzionate le insistenti pubblicità andate in onda durante le finali di NBA e l’accordo con il colosso coreano Samsung, che permetteva l’ascolto del prodotto, ben 2 giorni prima che questi fosse disponibile sugli scaffali (ghiotta occasione per i “fan-boy” di Z), a tutti i possessori di Smartphone e tablet Samsung, tramite una specifica app (e la “donazione di alcuni dati personali”).
Cenni storici e gossip a parte, concentriamoci ora su Magna Carta.
Magna Carta è un disco di qualità, Jay -Z ed il suo stile sono una garanzia; le molte, anzi moltissime collaborazioni servono solo a rifinire un disco che ha molto da dire, sia a livello concettuale che musicale.
La prima traccia Holy Grail, vede la collaborazione del “fighetto” Justin Timberlake ed è rappata su un beat di Timbaland. Il pezzo tratta delle gioe e dei dolori causati della fama e del successo; viene citato il nome Kurt Cobain e c’è il “sample” di “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana.
La seconda traccia Picasso Baby è prodotta dall’inconfondibile Timbaland interessante il giro di batteria che parte da metà traccia e la rende più old-school, diciamo aggressive; una “figata” insomma. Il testo parla del mondo dell’arte, artisti, musei ed opere d’arte, contemporanea soprattutto. Z, molto “umilmente”, in chiusura di traccia si definisce la versione moderna di Picasso; a quanto pare la spocchia paga cash.
La terza traccia (una sorta di spot pubblicitario, che denota uno “status simbol”) si intitola Tom Ford ed è prodotta sempre da Timbaland, ottimo il beat; verso la fine si sente anche la voce di Beyoncè.
La quarta traccia, FuckWitMeYouKnowIGotIt è piena di riferimenti linguistici al nostro “Bel Paese”. La traccia non è prodotta da Timbo e si sente subito, anche se non è male.
Z, dice alcune parole nella nostra lingua, facendo il “Mulliano” (chi si atteggia a italiano pur non essendolo); alla traccia collabora il rapper Rick Ross, che sforna un ritornello “denso di significato e socialmente impegnato”, che tradotto suona più o meno così:

“Scopami, sai che ho tutto
Sexy troietta, spero tu ci stia pensando
Dai, scopami”

La quinta traccia “Oceans”è prodotta da Timbaland e Pharrell Williams e ad essa partecipa anche Frank Ocean nell’intro e nel ritornello.  A dire il vero, ciò che più colpisce della traccia, diversamente da quanto ci si può aspettare vista la caratura dei produttori, jay-z-nuovo-album-magna-carta-holy-grail-430x244è il testo e non il beat.
In esso, l’oceano ha un ruolo centrale quanto ambivalente. Se da un lato infatti questo è utilizzato da Z come una metafora per spiegare il suo successo nella vita, da spacciatore a produttore-rapper miliardario che cavalca le onde col suo yacht (da qui il paragone con il film “Oceans 11” e “Pablo Escobar” ed il suo socio). Dall’altro, per la cultura afroamericana, la sua cultura, l’oceano è storicamente motivo di sofferenza; infatti le navi negriere che salpavano dall’Africa cariche di schiavi, arrivavano in America via mare.
La sesta traccia F.U.T.W., non è particolarmente esaltante; viceversa, pezzo che colpisce per il clima festoso è BBC ft Nas prodotto da Timbaland, che vede la partecipazione di Nas, Beyoncé, Switz Beatz, Timberalke e Pharrel anche produttore del pezzo. In Part.2 (on the run), una sorta di Bonnie & Clyde seconda parte, duetta con sua moglie: il ritmo e lento e melodico e  nell’insieme risulta troppo “romanticona” e la musica ed il testo sembrano preconfezionati per una serie od un film da ambientare nei ghetti USA, lui un po’ bandito, ma in fondo un bravo ragazzo innamorato della sua lei e promesse d’amore a gogo.
Chiudiamo questa lunga disamina con Crown, un brano veramente autocelebrativo, un egotrip puro, in cui Z si esalta (in fin dei conti fa rap e da anni, è in cima e ci rimane bello saldo) e su una base che risulta molto differente dalle altre del disco, caratterizzata da suoni sintetici, ci narra le sue qualità e si descrive come un Dio.

Deliri di onnipotenza a parte, Magna Carta Holy Grail è un gran bel disco; Jay-Z è sempre fedele a se stesso ed il suo stile non invecchia, anzi migliora con l’età.

Tracklist:

1. Holy Grail (ft. Justin Timberlake)
2. Picasso Baby
3. Tom Ford
4. FuckWitMeYouKnowIGotIt (ft.Rick Ross)
5. Oceans (ft. Frank Ocean)
6. F.U.T.W.
7. Somewhereinamerica
8. Crown
9. Heaven
10. Versus
11. Part II (on the run) (ft. Beyoncé)
12. Beach is better
13. BBC
14. JAY Z Blue
15. La Familia
16. Nickels and dimes


Commenti

Click here to connect!