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Kings Of Convenience @ Villa Ada, Roma (Testo di Silvia Protano, foto di Simona Rovelli)

9368006161_3cfa51f4af_oAll’alba del nuovo millennio esplodeva un fenomeno chiamato New Acoustic Movement, e a più di dieci anni di distanza, i Kings of Convenience risultano ancora la stella più brillante di quella forza. Avendo saputo curare, ampliare e dosare tutti gli elementi della loro musica, riescono a riempire gli spazi offerti da Villa Ada – Roma incontra il mondo in una fresca sera d’estate senza avere un album appena uscito o di prossima uscita da promuovere, ma solo per il gusto di suonare. Il concerto infatti, è piuttosto una festa: complice la suggestiva cornice del laghetto e la presenza dei tavoli di fronte ai chioschi, sembra come se ad un certo punto dei festeggiamenti i due amici più musicalmente dotati abbiano imbracciato le chitarre e abbiano iniziato a suonare, mentre tutti gli altri invitati stanno sorseggiando birre, cantando in coro e ridendo. Erlend Øye e Eirik Glambæk Bøe eseguono fra un sorriso e l’altro tutti i pezzi che li hanno resi celebri, da Misread a Cayman Islands, Homesick e Rule my World, fino alle più recenti Mrs. Cold e Boat Behind tratte da Declaration of Dependance (2009), più numerosi altri gioiellini dai loro tre album. E’ passato qualche anno dall’ultimo loro live in Italia, ma il legame col nostro paese si è perfino rafforzato in questo tempo: Erlend Øye vive attualmente a Siracusa, parla italiano, e stasera sceglie di eseguire addirittura col collega una cover dei Giganti, Una Ragazza in Due, con una pronuncia perfetta. Stasera nessuno ha gridato al suo indirizzo “Daje roscio!” come accaduto alla Cavea dell’Auditorium nel 2010, ma9370786150_2e17bd5614_o Erlend rimane amatissimo dal pubblico: lo dirige nei cori, balla nei suoi pantaloni rosa salmone con le movenze che hanno reso celebre il videoclip di I’d Rather Dance With You, presenta le canzoni, racconta aneddoti in italiano e bisticcia affettuosamente col tecnico delle luci per avere “Fai nero.. Questo non è nero!” durante Boat Behind. Eirik lo asseconda, è evidente che si divertono a suonare e a stare sul palco insieme, in un’atmosfera tutt’altro che formale: ad un tratto è proprio Eirik a chiedere se il concerto si sente bene anche da lontano, in particolare ai “freeriders without tickets” accampati sulle pendici del laghetto, fra le risate del pubblico. Le voci dei due si armonizzano perfettamente tra loro, e mentre la metà circa dello spettacolo è sostenuta solo dal duo, nel resto della scaletta sono accompagnati da musicisti altrettanto sorridenti e allegri, tra cui Davide Bertolini al basso, originario di Reggio Emilia e loro produttore artistico. Se proprio bisogna trovare un difetto alla serata, bisogna dire che lo spettacolo sarebbe potuto continuare un po’ oltre l’ora e mezza, ma tutto sommato dobbiamo pensare che è stata una festa, e non un’esibizione super programmata di un tour promozionale. Un concerto, un ambiente e una serata più che piacevoli, con una bella luna sullo sfondo, tante persone e il pensiero ricorrente che davvero la tranquillità possa essere il nuovo suono, come i due affermavano anni fa col primo album.

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Setlist:

My ship isn’t pretty
Cayman Islands
Love is no big truth
I don’t know what I can save you from
Failure
Singing softly to me
Me in you
Homesick
Una ragazza in due (cover)
Misread
Mrs. Cold
Freedom and its owner
Boat behind
Rule my world
I’d rather dance with you
24-25
Scars on land


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