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Orange Goblin @ Traffic live club (Testo di Fabio Valentini, foto di Mario Cordaro)

DSCF2843Grande serata all’insegna dello stoner/doom questo 14 luglio al Traffic, con gli inglesi Orange Goblin, di ritorno a Roma dopo lapartecipazione allo Stoned Hand of Doom lo scorso anno, a fare da headliner, e due ottime band italiane, i romani Helligators ed i pescaresi Zippo, in apertura.
Al mio arrivo gli Helligators sono già sul palco, a rovesciare tonnellate di watt su di un pubblico già numeroso e molto bendisposto. Capita spesso di vedere in apertura band emergenti, di ragazzi magari promettenti, ma ancora molto insicuri, beh qui ci troviamo di fronte la situazione opposta: i cinque veterani romani tengono il palco egregiamente, e propongono uno show muscolare e tirato che  infiamma sin da subito il Traffic. Ormai è una cosa detta e ridetta, ma band di questo calibro se non fossimo in Italia suonerebbe ad altri orari, avrebbero tutt’altra visibilità, e via dicendo, ma purtroppo qui da noi è così, quindi non resta che farsene una ragione, aspettare tempi migliori ed arrivare alla conclusione dello show che si mantiene su alti livelli per tutta la sua durata. Scambiando quattro chiacchiere con i membri della band scopro che a breve registreranno il nuovo album, e viste le premesse la curiosità di ascoltare il nuovo lavoro del combo romano cresce DSCF2852vertiginosamente.
Dopo un veloce cambio palco è il momento dei pescaresi Zippo, band che ascolto per la prima volta e che merita una giudizio senz’altro positivo. La proposta dei cinque abruzzesi si destreggia tra Mastodon, Tool, Isis e post-metal vario, in una riuscita miscela che si fonde in maniera personale. Nonostante non si tratti certo di un genere di facile presa, i ragazzi riescono, grazie a uno show fiammeggiante ed energico, ad accattivarsi immediatamente le simpatie del pubblico, che apprezza i cambi di tempo e di umore dei brani proposti. Una band decisamente affiatata, chirurgica nei numerosi stacchi dei pezzi. Poco altro da dire, se questo è il vostro genere ed ancora non li conoscete, andateveli ad ascoltare subito.
Finalmente ci siamo: sono le 23:30 ed arriva il momento dei Londinesi Orange Goblin, che salgono sul palco accompagnati da un intro che riprende un pezzo dei nostrani Goblin. I quattro scaricano subito sul pubblico una carica adrenalinica mostruosa, con il cantante, mastodontico, che da centro palco incita in continuazione i fan, i quali rispondono scatenandosi in poghi, stage diving ed un headbanging continuo durante tutta l’esibizione.
La loro proposta è incentrata su uno stoner/doom tipicamente sabbathiano, intervallato da intermezzi  più soft di derivazione blues. La band propone numerosi estratti dall’ultimo album, “A Eulogy For The Damned”, con una scaletta vicina a quella ascoltata nel recente dvd live, “A Eulogy for the Fans”.
Il clima è festoso, e Roma non manca di tributare di nuovo tutto il suo affetto alla band inglese, che ricambia non risparmiando neanche un briciolo di energia, in uno show di quasi un’ora e trenta senza cali di tensione. I quattro lasciano il palco per tornare poco dopo e proporre un paio di bis, il secondo dei quali, Scorpionica, accolto entusiasticamente dal pubblico, conclude una serata ottimamente riuscita, di quelle che ti fanno tornare a casa soddisfatto e con il ronzio nelle orecchie fino al giorno successivo.


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