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Rammstein @ Rock in Roma – Capannelle (Testo di Karol Banach)

RAMM_okokAnnunciato come uno degli eventi dell’estate 2013, lo show presentato dai Rammstein nell’ambito del Poste Pay Rock in Roma all’Ippodromo delle Capannelle è andato ben oltre ogni previsione. Per la prima volta a Roma, il gruppo tedesco ha offerto il meglio del proprio repertorio mostrando al pubblico tutti i pezzi forti che caratterizzano le loro esibizioni, ovvero metal, fuoco e fiamme. Un antipasto di quello che riserverà la serata si ha poco prima delle 21 con il dj set di Joe Letz, batterista dei Combichrist, che per una mezz’oretta scalda il pubblico proponendo la sua versione dei brani dei Rammstein in salsa goa trance/dubstep. Il pubblico, composto per buona parte da supporter tedeschi anche di una certa età, inizia a gustarsi l’esibizione, ma esige a gran voce i propri idoli sul palco. Infatti poco dopo lo stesso Letz urlerà “Fuck the dj, we want Rammstein!” prima di finire la sua esibizione. Pochi minuti prima delle 22 e a sipario ancora calato parte l’intro di Ich Tu Dir Weh, brano tratto dall’album del 2009 Liebe ist für alle da, accompagnata dalle prime esplosioni di fuochi provocati dal batterista Christoph “Doom” Schneider. Si alza il sipario e appaiono tutti i 6 componenti sul palco, con un inedito Till Lindemann (il cantante) biondo platino e in pelliccia rosa che cala dall’alto su una piattaforma infuocata. E’ l’inizio di un’ora e quaranta circa di uno spettacolo con pochissime soste, con il gruppo carico e motivato a soddisfare gli oltre 20.000 venuti per assistere alla loro esibizione. La sequenza iniziale Wollt ihr das Bett in Flammen sehen?, Sensucht e Asche Zu Asche dimostra di come lo show sia studiato e preparato a regola d’arte, con i 6 sul palco che coordinati alla perfezione non sbagliano un colpo ed eseguono i brani senza alcuna sosta, quasi come se fossero degli automi programmati. “Sulle note di Asche zu Asche l’attenzione si concentra sul tastierista Christian “Doctor Flake” Lorenz, che in tutina luccicante simil-spaziale, cammina su un tapis roulant, mentre su Bang Bang i protagonisti sono i due chitarristi Richard Kruspe e Paul Landers, che sputano fuoco assieme a Till tramite delle speciali maschere sputa-fuoco. Un elemento caratterizzante dello show costituiscono i siparietti tra Till il cantante e Lorenz il tastierista. Infatti su Feuer frei Till arriva all’improvviso e sbatte la testa di Lorenz sulla tastiera mettendolo apparentemente ko. In seguito su Mein Teil il “povero” Lorenz viene preso nuovamente di mira e finisce addirittura “cotto” dentro un pentolone, sotto il quale il fuoco viene acceso tramite un lancia fiamme da Till, arrivato sul palco in versione cuoco-macellaio sporco di sangue con tanto di microfono-coltello. Il pubblico ovviamente approva e apprezza tutto questo con grandissimi applausi.” Du Hast è sicuramente il momento più alto dello show. Il pezzo più cantato dal pubblico e forse il più famoso del repertorio dei Rammstein, viene accompagnato a ritmo dalle esplosioni di fuoco che dal palco vanno addirittura fino alla torretta del mixer per poi tornare indietro verso il palco stesso. Spettacolo vero, una grandissima dimostrazione di come gli effetti pirotecnici possano fondersi con la musica e presentare un risultato sublime, apprezzato a grandissima voce dalle urla e dagli applausi di approvazione di tutti i presenti. Il buon Lorenz, rimasto salvo per il momento, sulle note di Bück Dich viene acchiappato, umiliato, preso a calci e sodomizzato da Till, con tanto di spruzzo di finti spermatozoi sullo stesso Lorenz e sul pubblico sottostante. La successiva Ich will conclude la prima parte dello show e regala pochi minuti di pausa. Il bis si compone di soli 3 pezzi intensissimi: una versione solo con piano e voce di Mein Herz Brennt, Sonne eseguita dalla band al completo, e la conclusiva Pussy, sulla quale Till monta un finto pene e spruzza notevoli quantità di schiuma bianca sulle prime file.

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“Ancora”. Questa parola, una delle pochissime, detta al pubblico da Till sulle note di Du Hast, esprime al meglio il sentimento provato durante e dopo tutto il concerto. Infatti di fronte ad uno show del genere, viene naturale il desiderio di averne ancora. Ancora musica dei Rammstein, in grado di radunare platee oceaniche a dispetto di una lingua, il tedesco, non proprio facilissima e lontana dai canoni standard dello show business. Ancora giochi pirotecnici, con fiamme e fuochi che esplodono da ogni lato del palco, ma anche sopra il pubblico. Ancora con i siparietti in cui Till prende di mira il tastierista, per la gioia della folla in delirio. Insomma, ancora tutto questo, ancora Rammstein, ancora.


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