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Skunk Anansie+Blastema @ Obihall Firenze (testo e foto di Valentina Cipriani)

DSC_2116Ci sono concerti dai quali ti aspetti molto ma poi ti deludono, altri sui quali non avresti mai scommesso e che invece ti sorprendono. Poi ci sono quelli dalle grandi aspettative che non solo le rispettano, ma riescono a superarle. E tra questi ultimi per me rientra sicuramente il live degli Skunk Anansie all’Obihall di Firenze. Ma partiamo dall’inizio.
Verso le 21 le luci si abbassano ed entrano i Blastema, support band di questo tour italiano che prevede 5 tappe nel mese di luglio. I quattro forlivesi sono guidati dal carismatico frontman Matteo Casadei che salta sul palco quasi volesse scaldarlo per l’arrivo di Skin. Suonano per una mezz’ora, riuscendo a coinvolgere il pubblico col loro rock melodico ed orecchiabile che sembra voler accontentare un po’ tutti i gusti. La pista dell’Obihall, già piuttosto piccola, è ancora mezza vuota ma l’energia di certo non manca. I Blastema propongono quasi tutti brani tratti dal loro ultimo album Lo stato in cui sono stato, tra cui il nuovo singolo Sole tu sei, a mio avviso il pezzo migliore della performance. La band di Forlì abbandona il palco lasciando il pubblico in balia di un’attesa trepidante che fa salire l’adrenalina.
Urla di acclamazione accolgono l’ingresso di Cass, Ace e Mark Richardson, per poi esplodere quando entra lei, la pantera nera del rock. Sfoggiando una giacca rigonfia e leggins semitrasparenti rigorosamente total black, Skin travolge la scena sulle note di The Skank Heads ed è subito delirio. DSC_2201Una microcamera montata sul microfono riprende da vicino le sue espressioni ammiccanti e provocatorie che regala tra una strofa e l’altra. Saltando senza sosta sul palco, Skin tira frustate con la sua voce inconfondibile che dal vivo è ancora più penetrante.
La scaletta prosegue con I will break you e I belived in you tratte dall’ultimo album Black traffic. Nel frattempo Skin si è liberata della giacca-scultura che lascia il posto ad una tutina aderente fatta di paillettes e trasparenze.
La scaletta scivola via senza sosta tra pezzi vecchi e nuovi e il pubblico è sempre più caldo. La sessione ritmica è impressionante, a dimostrazione del fatto che gli Skunk Anansie dal vivo danno il meglio di sé. Una struggente Hedonism (Just Because You Feel Good) cantata in maniera divina con l’accompagnamento del pubblico fa viaggiare la mente indietro nel tempo, a quel 1996 quando uscì il loro secondo album Stoosh. Ma il vero tuffo nell’adolescenza lo faccio con i primi accordi di Charlie big potato, che segna sicuramente l’apice della performance portando la folla in estasi.
DSC_2192La band lascia il palco, per rientrare quasi subito con Tear the place up e l’attesissima Secretly. Skin si lancia in mezzo al pubblico, lo coinvolge, lo fa accucciare e poi saltare in piedi al suo comando. Se la prende con chi accusa gli Skunk Anansie di essere un gruppo politico, e risponde con la carica provocatoria di Yes it’s fucking political.
Il concerto si conclude con una versione acustica di You’ll follow me down. La scaletta prevedeva anche Satisfied, ma hanno deciso di chiudere così, quasi sussurrando, in dissolvenza. Un ciclone dal fisico androgino e i capelli a spazzola ha travolto l’Obihall di Firenze, lasciando il segno sui presenti che purtroppo non erano molti. Un’ora e quaranta di pura adrenalina che ha segnato uno dei live più belli ai quali abbia mai assistito.

Setlist:

The Skank Heads
I will break you
I belived in you
God loves only you
I hope you get to meet your hero
Twisted (Everyday hurts)
I’ve had enough
My ugly boy
Weak
Hedonism (Just Because You Feel Good)
My love will fall
This is not a game
I can dream
Spit you out
Sad sad sad
Because of you
Yes it’s fucking political
Charlie big potato

Tear the place up
Secretly
Little baby swastikkka

You’ll follow me down

Skunk Anansie


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Blastema


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